Un viaggio a Fontanellato tra la suggestiva Rocca Sanvitale, vicoli medievali e il Santuario mariano ricco di tesori barocchi.
Il nostro cammino tra le meraviglie nascoste della Pianura Padana ci ha condotti a poco più di trenta minuti da Parma, in un paese dove le antiche vestigia si intrecciano indissolubilmente con lo scorrere dell’acqua. Fontanellato trae il suo nome evocativo dal latino Fontana lata, un richiamo diretto alla straordinaria abbondanza di sorgenti e fontanili spontanei che sgorgano dal terreno argilloso circostante.
Questa intricata rete idrica non si limita a irrigare le terre della Bassa Parmense, ma nutre incessantemente il caratteristico fossato che avvolge il monumento più identitario dell’abitato. Annoverato tra i Borghi più belli d’Italia e fregiato della prestigiosa Bandiera Arancione assegnata dal Touring Club, oltre al riconoscimento di Città slow, questo paese offre un mix armonioso di quiete, bellezza architettonica e tradizioni gastronomiche autentiche.
@RebeccaManzi/GreenMe
Indice
Passeggiando nel cuore antico tra bancarelle e portici
Il nostro percorso ha preso avvio lungo Via Costa, una delle vie più suggestive dell’intero borgo. Questa strada si contraddistingue per le sue facciate colorate dalle tonalità calde e delicate, punteggiate da botteghe di artigiani e bar storici dove i residenti amano fermarsi a conversare con quella calma tipica della pianura emiliana. La nostra visita è avvenuta durante il weekend, momento in cui l’intera area circostante il fossato viene completamente pedonalizzata.
Attraversare questa vasta zona libera dal traffico consente di contemplare la magnifica architettura esterna del castello che si specchia sull’acqua, mentre l’atmosfera si anima con il vociare del mercato settimanale, appuntamento tradizionale che si svolge ogni giovedì e domenica mattina, con bancarelle ricche di specialità gastronomiche e oggetti d’epoca.
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Il teatro comunale e le dimore aristocratiche
Il tessuto urbano di Fontanellato vanta edifici civili di notevole valore che si scoprono semplicemente girovagando tra le vie. Abbiamo incontrato il Teatro Comunale, una costruzione la cui versione originaria fu ideata da Alessandro Sanvitale, poi interamente abbattuta nel 1832; l’attuale struttura, caratterizzata da una splendida facciata ottocentesca, deriva dal progetto successivo dell’architetto Pier Luigi Montacchini. Continuando la scoperta esterna, ci si imbatte nelle maestose ex scuderie Sanvitale e nelle facciate di antichi palazzi, dettagli che donano al paese un’atmosfera nobile e intima.
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Il maniero riflesso nelle acque sorgive
Ma il vero gioiello di Fontanellato è senza dubbio la sua Rocca Sanvitale: siamo rimasti completamente affascinati dalla sua imponenza. Questa possente fortificazione, edificata originariamente nel dodicesimo secolo e ampiamente trasformata nel Quattrocento, rappresenta la testimonianza tangibile del dominio secolare della nobile famiglia Sanvitale, che ne fece la propria residenza per quasi sei secoli, mutandola da presidio militare in elegante dimora signorile.
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Attraversando il ponte levatoio, i tour guidati accompagnano i visitatori attraverso le sale nobiliari, custodi di preziosi arredamenti risalenti a un periodo compreso tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo.
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Il santuario mariano e i tesori artistici barocchi
Terminata la visita al castello, ci siamo diretti a piedi verso i margini del paese per raggiungere il Santuario della Beata Vergine del Rosario, situato a circa dieci minuti di cammino. Istituito nel 1514 per volontà dei frati domenicani, questo luogo di culto attira numerosi pellegrini grazie ai suoi affreschi in stile barocco e a una vasta collezione di ex voto. Rappresenta un autentico punto di riferimento religioso per tutto il territorio parmense.
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L’imponenza del complesso inserito nel contesto paesaggistico della pianura colpisce profondamente. Accanto ad esso, l’Oratorio dell’Assunta conserva una rinomata sagrestia in legno del 1720, realizzata da Giulio Seletti, insieme a decorazioni barocche firmate Sebastiano Galeotti, testimonianze della vivacità culturale che ha caratterizzato questa comunità nel corso dei secoli.
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