Circhi inglesi: No agli animali. In Italia ancora sovvenzionati

circo

Allegre melodie, luci colorate, paillettes scintillanti e una montagna di pop-corn. Ma il circo non è soltanto questo, ci sono gli acrobati, i clown e i numeri con gli animali, dietro cui si possono nascondere la sofferenza e il maltrattamento. Elefanti, leoni, tigri, cammelli, zebre, orsi e cavalli costretti, con la violenza, a eseguire centinaia di volte gli stessi esercizi per diventare i protagonisti del palcoscenico.

Il governo inglese dopo una consultazione pubblica ha annunciato che vieterà l’uso degli animali selvatici negli spettacoli circensi. Il 94% del campione intervistato si è detto favorevole al divieto di utilizzare elefanti, leoni, orsi e ogni altro tipo di animale selvatico. ''Concordo con il punto di vista degli interpellati, che hanno definito non più accettabile l'uso di questi animali nei circhi'', ha spiegato il ministro dell'Ambiente inglese, Jim Fitpatrick.

Attualmente in Gran Bretagna i circhi a usare animali sono quattro: il Great British Circus, il Peter Jolly's Circus, il Circus Mondao e il Bobby Roberts Circus.

E nel Bel Paese? In Italia vige ancora la legge 337/68 del 1968 che attraverso il Ministero dei Beni Culturali elargisce ogni anno, a poco più di cento circhi, svariati milioni di euro attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo. Negli anni in cui fu approvata tale legge, la televisione era cosa rara e non esistevano certo palinsesti ben forniti di documentari sulla natura e sugli animali. Né tantomeno esisteva uno strumento straordinariamente potente come internet. Quindi, quando si voleva vedere un animale esotico, oltre all’enciclopedia, c’era lo zoo o il circo.

Oggi, le cose sono notevolmente cambiate: centinaia di documentari e canali tematici dedicati. Qual è allora nel 2010 il valore degli animali esotici negli spettacoli circensi? Perché dovremmo vedere un leone, ex re della foresta, che si rotola come un gattino minacciato da un domatore armato di bastone? Fortunatamente qualcosa inizia a muoversi anche da noi. Nel novembre 2008 è stata presentata dall’On. Gabriella Giammanco, congiuntamente con altri parlamentari e con la LAV e l’ENPA una proposta di legge intitolata “Norme per la graduale dismissione dell’uso di animali da parte dei circhi e per il sostegno dello spettacolo circense”.

Secondo questa proposta i contributi del FUS (Fondo unico per lo spettacolo) sarebbero distribuiti solo ed esclusivamente agli spettacoli che non utilizzano animali. Contemporaneamente attraverso una commissione del Ministero dell’ambiente sarebbe gestita la graduale dismissione degli animali e la loro sistemazione in idonee strutture.

Questo progetto di legge metterebbe la parola fine alla presenza di animali nei circhi e a ogni tipo di crudeltà connessa. Non dimentichiamoci che esistono spettacoli che non hanno mai utilizzato animali, come il canadese Cirque du soleil, che con le sue quattro troupe itineranti gira il mondo da oltre dieci anni incassando otto volte quello che incassano i circhi nostrani nel loro complesso. Insomma, non ci resta che augurarci che tornino alla ribalta acrobati, trapezisti, prestigiatori e clown per un circo più po-etico!

Lorenzo De Ritis