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Tumore al seno: la mammografia è fondamentale

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La mammografia è realmente utile per la salute della donna. A confermarlo è stata una ricerca condotta presso la London Medical School e pubblicata sul Journal of Medical Screening. Lo studio ha preso in esame i dati riguardanti circa 80 mila donne britanniche over 50, che si erano già sottoposte alla visita al seno e alla mammografia.

Ebbene, analizzando la documentazione è emerso che un buon numero di donne ha potuto così evitare il tumore al seno, con le sue conseguenze più negative. In particolare, gli studiosi hanno evidenziato come la prevenzione ha evitato in media 5,7 morti su 1000 donne controllate. Inoltre, sono stati 2,3 i casi, sempre su 1000, in cui si era verificato un errore nella diagnosi, poi rivelatosi un falso allarme.

Il risultato dello studio comunque ribadisce l’importanza dello screening preventivo. Tale analisi sembra rispondere ad una polemica che si è scatenata nei mesi scorsi negli Stati Uniti e che ha messo in dubbio l’utilità della diagnosi precoce nella lotta al tumore al seno. A suffragio della propria tesi, gli studiosi americani hanno additato lo stress derivante dagli esami a cui le donne vengono sottoposte (interventi chirurgici, biopsie, ulteriori indagini diagnostiche).

Ma l’utilità della diagnosi precoce inserita in questo contesto è rilevante. Grazie ad essa, la sopravvivenza per il tumore al seno, che conta ogni anno 38mila nuovi casi, va oltre il 90%. Nonostante tutto, rimane la prima causa di morte femminile tra i 35 ed i 44 anni.

Gli autori dello studio hanno così ribadito la propria posizione a favore della diagnosi precoce: “I benefici dello screening in termini di morti prevenute sono il doppio delle diagnosi sbagliate. Questa analisi conferma che la riduzione delle morti per tumori grazie allo screening mammografico è più che significativa”.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.