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Sigarette elettroniche: stop nelle scuole e nei luoghi pubblici

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Tra le tante persone che in questi ultimi tempi sono passati alle sigarette elettroniche ci sono anche molti giovani convinti del fatto che le e-cig siano meno nocive di quelle tradizionali e che, soprattutto, siano il primo passo per smettere definitivamente di fumare. Ora però, arrivano brutte notizie, il Consiglio Superiore della Sanità (Css) si è infatti espresso negativamente riguardo all’utilizzo di questi dispositivi nelle scuole.

Si attende l’approvazione del provvedimento da parte del Ministero e poi via al divieto negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Presto, però, la nuova normativa potrebbe estendersi anche più in generale a tutti i luoghi pubblici.

Particolare attenzione, poi, è stata prestata dagli esperti oltre che verso i giovani anche rispetto ad altre categorie a rischio come donne incinte o che stanno allattando per le quali è altamente sconsigliato l’utilizzo di e-cig.

Questo divieto segue, seppur ancora parzialmente, l’esempio francese. Nel paese d’oltralpe, infatti, il ministro della sanità Marisol Touraine in seguito alla pubblicazione dello studio del pneumologo parigino, Bertrand Dautzenberg, ha vietato l’uso delle sigarette elettroniche in tutti i luoghi pubblici oltre che ai minorenni. Inoltre come per le normali sigarette, anche la pubblicità è bandita.

Riguardo alla pubblicità in Italia, il Css ha suggerito di regolamentarla in modo differente soprattutto perché gli attuali cartelloni, slogan e depliant che riguardano le sigarette elettroniche sono considerati troppo “forti” e probabilmente fuorvianti.

Dopo il parere del Css, sono in molti a mostrare soddisfazione, tra cui la Codacons, che aveva inviato una diffida a al ministero della Salute e a quello dello Sviluppo economico sulle e-cig chiedendo di analizzarle meglio per valutare i reali rischi per i consumatori. Per l’associazione, quelli che stanno per essere presi anche in Italia, sono provvedimenti necessari “al fine di eliminare ogni rischio di diffusione di sostanze tossiche e/o nocive per la salute umana e per l’ambiente“.

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