Salmo racconta il suo carcinoma e accusa le creme solari, riaccendendo il dibattito dopo il video choc dell'oncologa Rasio.
Sembra proprio questa l’estate in cui le creme solari sono diventate protagoniste di un dibattito che va ben oltre la loro solita presenza tra gli oggetti indispensabili di ogni vacanza al mare. Prodotti che ogni anno riempiono borse da spiaggia e scaffali dei negozi, ma che stavolta si trovano al centro di uno scontro acceso e pieno di opinioni contrastanti. Da un lato c’è chi le considera ancora essenziali per difendere la pelle dai raggi del sole, dall’altro c’è chi, sui social, le dipinge come un pericolo da evitare.
Tutto è partito da un filmato pubblicato dalla dottoressa Debora Rasio, diventato in poco tempo un caso mediatico e condiviso migliaia di volte in rete. Nel video, la dottoressa ha esposto teorie molto discusse riguardo al legame tra sole, vitamina D, melanoma e filtri solari, arrivando a ipotizzare che una maggiore esposizione ai raggi solari possa in realtà proteggere dal melanoma, mentre le creme protettive potrebbero addirittura favorire l’insorgenza di tumori cutanei.
Dichiarazioni del genere hanno scatenato una risposta durissima da parte di numerosi esperti e associazioni di dermatologia, che hanno smontato l’interpretazione degli studi menzionati dalla dottoressa, invitando a non isolare dati specifici dal loro contesto originale per trarre conclusioni non supportate dall’insieme delle prove scientifiche esistenti.
Il caso, però, non si è esaurito nel confronto tra addetti ai lavori. Un nuovo intervento ha infatti riportato l’attenzione sull’argomento, sempre attraverso i social. Questa volta a intervenire è stato il rapper Salmo.
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Le parole di salmo
L’artista ha condiviso su Tiktok un contenuto molto intenso, raccontando una vicenda personale toccante. Cosa c’entrano le protezioni solari in tutto questo? Salmo racconta di essersi imbattuto sui social nei video di una dottoressa, senza nominarla espressamente, che parlava proprio degli effetti dei filtri solari e dell’esposizione della pelle ai raggi UV. È qui che arriva la dichiarazione che ha scatenato il dibattito:
Purtroppo anch’io, come molti altri, ho usato le creme solari e mi sono ritrovato con un cancro della pelle. Carcinoma basocellulare.
Il cantante ha mostrato la cicatrice sul viso, raccontando che il carcinoma era stato rimosso chirurgicamente ma che stava ripresentandosi nuovamente. Un episodio privato che ha deciso di rendere pubblico proprio nel momento in cui il tema della protezione solare infiamma i social.
Il video ha generato però una valanga di critiche. Molti utenti hanno contestato il nesso suggerito dall’artista tra utilizzo di creme solari e sviluppo del tumore, ricordando che una singola esperienza personale non può in alcun modo dimostrare un rapporto causa-effetto. Anche tra i suoi sostenitori si sono registrate reazioni negative e prese di distanza dalle sue affermazioni.
@lebonwski.official Tumore della pelle
Quello che dice davvero la scienza
La presa di posizione di Salmo ha riacceso una discussione mai davvero conclusa, ma non modifica in nulla ciò che la ricerca scientifica ci dice sul legame tra sole e tumori cutanei. Le prove disponibili indicano chiaramente l’esposizione ai raggi ultravioletti come uno dei principali fattori di rischio per i tumori della pelle: un’esposizione eccessiva e continuativa, specialmente in assenza di protezione adeguata, aumenta significativamente le probabilità di sviluppare diverse tipologie di tumore cutaneo, compreso il carcinoma basocellulare.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) conferma che i raggi UV rappresentano la causa principale dei tumori della pelle, incluso il melanoma, il carcinoma basocellulare e quello squamocellulare.
Questo però non significa che la crema solare garantisca protezione assoluta né che consenta di restare al sole per ore senza alcun rischio. La protezione solare va infatti abbinata ad altre buone pratiche, come evitare le ore centrali della giornata, cercare zone d’ombra e indossare indumenti, cappelli e altri accessori protettivi. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di abbinare le creme ad ampio spettro ad altre forme di difesa dal sole, precisando che il solare non dovrebbe mai essere usato come pretesto per allungare i tempi di esposizione.
Il fatto che qualcuno abbia utilizzato la protezione solare e successivamente sviluppato un tumore non prova affatto che sia stata la crema a causarlo, né mette in discussione il ruolo ormai consolidato delle radiazioni ultraviolette nell’insorgenza dei tumori della pelle.
Cos’è il carcinoma basocellulare
Il carcinoma basocellulare rappresenta la forma più comune di tumore maligno cutaneo e colpisce prevalentemente le aree del corpo maggiormente esposte al sole, come viso, orecchie, collo e cuoio capelluto. Solitamente ha una crescita lenta e raramente metastatizza, ma può risultare invasivo a livello locale e, se non curato, danneggiare i tessuti vicini. Può inoltre recidivare, come confermato dalla stessa esperienza raccontata da Salmo. Se diagnosticato e trattato in tempo, però, la prognosi risulta generalmente ottima, con la guarigione completa nella stragrande maggioranza dei casi.