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Pianti inconsolabili e notti insonni: benvenute coliche

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Pianti inconsolabili del pupo e notti insonni? Urla da film dell’orrore e nervi a pezzi? La causa, spesso, è la colica gassosa e quasi tutti i genitori sanno di che si tratta. Più del 50% dei lattanti, infatti, ne soffre.

Dalla ricerca arriva però una novità: un fermento lattico potrebbe mettere a tacere il pancino dolente e conseguentemente il bambino stesso, che pare essere dotato di una incredibile capacità acustica quando si tratta di strillare!

Prima di vedere nel dettaglio come agisce questo vero e proprio miracolo, spieghiamo, per quei fortunati che non hanno figli che ne soffrono, che cosa sono queste coliche devastanti. È uno dei disturbi gastro intestinali più comuni tra 0 e 6 mesi: diarrea, stipsi e coliche gassose appunto pare siano tra i problemi per cui le mamme si preoccupano di più. Infatti un’indagine online della Nestlè Infant Nutrition ha scoperto che le madri italiane che navigano su internet amano parlare e confrontarsi soprattutto su questi temi.

Le coliche hanno due cause fisiche: da un lato l’immaturità fisiologica dell’organismo – il neonato non è ancora capace di digerire perché l’apparato atto a questa funzione non è ancora del tutto formato; dall’altro l’alterazione della microflora batterica intestinale, che renderebbe ulteriormente difficile la digestione, in particolare quella del lattosio.

Ma, oltre alle cause organiche, non vanno sottovalutate quelle ambientali: come in tutti gli aspetti della vita sono le interazioni con gli altri ad acuire o ad alleviare determinati stati di tensione o benessere. Se, infatti, come emerge dalla ricerca, i genitori vivono questa esperienza come frustrante e si fanno prendere dal panico, è ovvio che l’ansia venga sentita dal bimbo che la somatizzerà ancora di più. Come spiega la psicologa Paola Romitelli, insegnante tra l’altro di massaggio infantile, “il primo passo per trattare le coliche è quello di stare il più possibile sereni, ricordando che non si tratta di una malattia, ma di una condizione che è destinata a risolversi nel tempo”.

Arriviamo allora alle cure, perché se è vero che è bene non angosciarsi, è vero anche che occorre sapere come far star meglio il nostro piccolo. L’ Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino ha condotto una studio capitanato dal dottor Francesco Savino del Dipartimento di scienze pediatriche e dell’adolescenza dell’Università del capoluogo piemontese, alla luce di un’altra ricerca che aveva dimostrato che il Lactobacillus reuteri è efficacissimo contro i pianti atroci.

Dal momento che nei bambini con coliche i lattobacilli presenti nell’intestino sono quelli che producono alcol etilico e CO2 – il lactis e il brevis – e che invece nei sani questi sono sostituiti dal acidophilus, si è ipotizzato che stia proprio in questa diversità di bacilli la causa del meteorismo addominale che attanaglia i piccini. E allora via ai probiotici per favorire la digestione ed eliminare il gas!

Lo studio, pubblicato sulla rivista Pediatrics, è stato fatto su 50 bimbi allattati al seno: per 21 giorni un gruppo ha ricevuto il lactobacillo reuteri, l’altro un placebo: già dal settimo giorno di cure il pianto del primo gruppo è diminuito del 75% e alla fine del trattamento le coliche, se non del tutto scomparse, si sono comunque nettamente ridotte. Inoltre il sistema immunitario si è notevolmente rafforzato dal momento che la somministrazione del fermento ha migliorato l’equilibrio microbico intestinale. Ecco allora la soluzione: 5 gocce di fermenti lattici al giorno e mai più notti insonni!

Rimane comunque da ricordare che, in ogni caso, il primo passo anti colica, dovrebbe sempre essere mantenere la calma e non perdere la pazienza, per evitare che un tale disturbo possa davvero rovinare la qualità della vita e l’equilibrio della coppia. Infatti come consiglia sempre la Romitelli “I genitori dovrebbero imparare a riconoscere il pianto causato dalle coliche, in modo da dare una risposta equilibrata, agendo con calma e senza iperstimolare il piccolo”.

Come riconoscere un pianto da colica da uno normale?Le coliche si manifestano con crisi di pianto parossistico e inconsolabile, accompagnato da agitazione, arrossamento del volto, flessione degli arti inferiori sull’addome e possibile emissione di gas”, spiega il dottor Savino.

Per riconoscere la colica basta affidarsi alla regola del 3 di Wessel, 1954: pianto e irritabilità per più di 3 ore al giorno, almeno 3 giorni alla settimana, per minimo 3 settimane consecutive.

Una volta stabilito che di colica si tratta, un buon massaggio può davvero aiutare ad eliminare il gas dalla pancia e ad alleviare il dolore che esso comporta. Utile anche la scelta delle posizioni: provate a cullare il bambino in posizione prona facendogli piccoli massaggi alla pancia, oppure metteteli a pancia in giù sulle ginocchia e picchiettate dolcemente la schiena.

Valentina Nizardo

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