Uno studio di fase 3 su 606 adulti mostra maggiori espulsioni di calcoli ureterali dopo 4 settimane con Desmodium.
Dopo quattro settimane di osservazione, la TAC ha restituito un dato piuttosto eloquente: il calcolo era sparito nel 44,6% dei pazienti che avevano assunto un estratto di Desmodium styracifolium, mentre nel gruppo placebo la percentuale si fermava al 33,8%. Una differenza di quasi undici espulsioni ogni cento persone trattate. Il rimedio arriva dalla farmacopea tradizionale cinese, ma questa volta è stato messo alla prova in uno studio clinico randomizzato di fase 3, pubblicato su JAMA Network Open.
Alla ricerca hanno preso parte 606 adulti di età compresa tra 18 e 70 anni, tutti reclutati in Cina e accomunati da calcoli ureterali con dimensioni tra 5 e 10 millimetri. I partecipanti sono stati suddivisi con un rapporto di 3 a 1: 458 hanno ricevuto le capsule di Guang Jing Qian Cao, a base di flavonoidi totali estratti dal Desmodium styracifolium, mentre 148 hanno assunto un placebo del tutto identico nell’aspetto. Il disegno era in doppio cieco: nessuno, né i pazienti né i ricercatori, sapeva a quale gruppo appartenesse ciascun soggetto.
Il dosaggio utilizzato non aveva nulla a che vedere con una semplice tisana fai-da-te: 0,6 grammi tre volte al giorno per quattro settimane consecutive, con un preparato standardizzato già approvato in Cina per alcuni pazienti candidati alla terapia espulsiva medica. Va precisato che la sperimentazione si è svolta tra dicembre 2017 e aprile 2020, sebbene i risultati siano stati resi pubblici soltanto il 9 settembre 2026.
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A quattro settimane il vantaggio superava i 10 punti percentuali
Il dato più significativo riguarda l’esame TAC conclusivo. Dopo 28 giorni, il calcolo risultava eliminato in 204 dei 457 partecipanti valutabili del gruppo trattato con Desmodium, contro 50 su 148 nel gruppo placebo: rispettivamente 44,6% e 33,8%. Il rischio relativo calcolato era pari a 1,32, con una differenza assoluta di 10,9 punti percentuali. In termini più concreti, si tratta di un’espulsione in più ogni nove persone trattate.
I tempi, però, non sono stati fulminei. Al quattordicesimo giorno il calcolo era già uscito nel 29,1% del gruppo trattato e nel 22,3% del gruppo placebo, uno scarto che in questo studio non ha raggiunto la significatività statistica. Anche la distanza percorsa dal calcolo lungo l’uretere non mostrava differenze rilevanti tra i due bracci dello studio. Il beneficio, dunque, emerge soprattutto guardando l’esito finale a quattro settimane.
C’è un secondo numero da considerare insieme al 44,6%, perché evita di trasformare il Desmodium nell’ennesima pianta miracolosa: il 55,4% dei pazienti trattati non aveva ancora espulso il calcolo dopo 28 giorni. Il risultato resta interessante proprio perché misurabile e concreto, non perché promette una soluzione garantita e immediata.
Non basta un integratore qualsiasi con scritto Desmodium
Questa pianta viene impiegata da secoli nella medicina tradizionale cinese e vietnamita, e i suoi flavonoidi sono già stati oggetto di studi su modelli animali di calcolosi renale. Nel trial in questione, tuttavia, i ricercatori non hanno somministrato foglie essiccate, infusi o prodotti generici da erboristeria: hanno utilizzato capsule farmaceutiche con un dosaggio ben definito di flavonoidi totali. Una distinzione tutt’altro che trascurabile, quando si prova a trasferire i risultati fuori dal contesto sperimentale.
Lo studio non chiarisce ancora completamente attraverso quale meccanismo il preparato favorisca l’espulsione di un calcolo già formato. Esistono ipotesi legate agli effetti dei flavonoidi sui processi di cristallizzazione e sull’infiammazione, ma la ricerca era stata progettata principalmente per verificare se i calcoli venissero eliminati oppure no. E su questo fronte una differenza è emersa con chiarezza.
Anche sul piano della sicurezza i due gruppi si sono comportati in modo simile: eventi avversi sono stati registrati nel 19,3% dei pazienti trattati e nel 18,2% di quelli con placebo. Gli eventi ritenuti direttamente collegati alla terapia erano rispettivamente il 5,5% e il 5,4%. Cifre che riguardano però un periodo di trattamento di sole quattro settimane e un campione selezionato di pazienti.
E selezionato in modo piuttosto rigoroso. Dallo studio erano esclusi, tra gli altri, i pazienti con idronefrosi grave, importanti problemi renali o epatici, alcune malformazioni ureterali, gravidanza o allattamento in corso. Tutti i partecipanti, inoltre, erano di origine asiatica. Il risultato descrive quindi ciò che è accaduto in quella specifica popolazione e in quelle condizioni cliniche, senza che si possa estendere automaticamente lo stesso beneficio a chiunque soffra di calcolosi.
Un elemento da tenere presente riguarda il finanziamento: la ricerca è stata sponsorizzata dallo Hubei Bio-Pharmaceutical Industrial Technological Institute, coinvolto anche nella progettazione dello studio, nel monitoraggio dei centri clinici e nella raccolta e analisi dei dati secondo il protocollo statistico stabilito. Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse e, secondo quanto riportato nell’articolo, lo sponsor non ha partecipato né all’interpretazione dei risultati né alla decisione di pubblicarli. Una conferma indipendente resterebbe comunque particolarmente auspicabile.
Per i calcoli tra 5 e 10 millimetri esistono già altre strategie
Il Desmodium si inserisce in una questione clinica molto concreta. Alcuni calcoli ureterali possono essere semplicemente monitorati, aspettando l’espulsione spontanea, se le condizioni del paziente lo permettono. Altri richiedono invece un intervento attivo. In presenza di infezione con ostruzione, ad esempio, la priorità cambia radicalmente, e le linee guida della European Association of Urology raccomandano una decompressione urgente delle vie urinarie.
Per i pazienti che si prestano a una gestione conservativa, le stesse linee guida indicano gli alfa-bloccanti come possibile terapia espulsiva medica, soprattutto per i calcoli distali tra 5 e 10 millimetri, pur trattandosi di un utilizzo off-label. La letteratura scientifica su questi farmaci non è del tutto omogenea, ma il beneficio sembra concentrarsi proprio sui calcoli distali di dimensioni superiori a 5 millimetri.
Questo nuovo studio aggiunge quindi una possibilità interessante a una cassetta degli attrezzi già esistente. Per ora, però, resta valido soprattutto in Cina, con un preparato specifico e in pazienti selezionati secondo criteri altrettanto rigorosi.
Dopo quattro settimane, il Desmodium styracifolium ha favorito un numero maggiore di espulsioni rispetto al placebo. È già una notizia decisamente più solida di un generico “questa pianta scioglie i calcoli”, frase molto più comoda da mettere in un titolo ma assai meno fedele a quanto realmente osservato nello studio.