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Ecco perché non bisogna avere paura del colesterolo buono

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Il colesterolo HDL, o colesterolo buono, è un elemento che può contribuire a ridurre gli stati di infiammazione. E, entro certi livelli, può anche contribuire a ridurre il rischio di ictus e infarto.

Finora, le prove di intervento con farmaci per migliorare o aumentare i livelli di HDL non hanno avuto successo. Inoltre, alcune ricerche genetiche hanno indicato che i livelli alti o bassi di HDL non sembrano essere correlati agli esiti cardiovascolari come previsto.

Ecco perché alcuni ricercatori di prevenzione del rischio cardiovascolare stanno spostando la loro attenzione dai livelli circolanti di HDL all’effettiva capacità funzionale delle HDL. Ed è proprio su questo fronte che un team di ricerca olandese ha voluto studiare quale relazione vi fosse tra la capacità del colesterolo HDL di ridurre l’infiammazione e il rischio di subire un primo evento cardiovascolare.

Lo studio olandese sul colesterolo buono

Analizzando i dati di 680 persone adulte, il team di studiosi ha rilevato prove che suggeriscono che la capacità delle HDL di ridurre l’infiammazione è associata a un rischio ridotto di un evento cardiovascolare.

Nello studio, le persone che non hanno avuto un evento cardiovascolare hanno dimostrato livelli di HDL anti-infiammatori più alti rispetto ai partecipanti che hanno avuto un evento cardiovascolare. “Utilizzando un nuovo strumento di ricerca, i nostri risultati forniscono un forte sostegno al concetto che l’accumulo di placca nelle arterie ha una componente infiammatoria e che le proprietà biologiche delle particelle HDL hanno una rilevanza clinica nella previsione del rischio di malattie cardiovascolari” – ha dichiarato il dr. Uwe J. F. Tietge.

Il colesterolo HDL è un antinfiammatorio naturale

L’HDL è chiamato colesterolo buono perché raccoglie il colesterolo in eccesso nel sangue e lo riporta al fegato, che a sua volta lo scompone e aiuta ad eliminarlo dal corpo.

L’HDL può altresì ridurre l’infiammazione nelle cellule che rivestono i vasi sanguigni, andando così a contenere il rischio di aterosclerosi, che invece si verifica nel momento in cui la placca si accumula sulle pareti interne delle arterie. A loro volta, le placche sono sostanze composte da colesterolo, calcio, grasso e altre molecole.

Ora, man mano che i depositi di placca crescono, possono gradualmente restringere il vaso sanguigno, riducendo il flusso di sangue e l’apporto di ossigeno alle parti del corpo o agli organi. Nel caso in cui l’aterosclerosi sia grave, può portare a vari problemi di salute, tra cui ictus, infarto e morte.

Tuttavia, nel momento in cui l’HDL rimuove il colesterolo dalle cellule nelle placche, aiuta anche a ridurre le dimensioni della placca. Riducendo le sue dimensioni, riduce anche la quantità di infiammazione associata alla placca. A causa di questi fattori, gli operatori sanitari includono tipicamente i livelli di HDL circolanti in molti strumenti di valutazione del rischio cardiovascolare.

La capacità antinfiammatoria delle HDL

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno incluso i partecipanti di uno studio più grande, iniziato nel 1998 con lo scopo di studiare la relazione tra malattie cardiovascolari e danni ai reni. Lo studio ha circa 40.856 partecipanti, tutti adulti, che vivono nella città di Groningen nel nord dei Paesi Bassi.

Da questo enorme pool di partecipanti, i ricercatori del nuovo studio hanno selezionato 680 partecipanti, escludendo le persone che avevano già sperimentato un evento cardiovascolare prima del periodo di monitoraggio del programma.

I ricercatori hanno usato questi 680 partecipanti per creare 340 coppie caso-controllo di individui, e hanno estratto HDL da campioni di sangue dei partecipanti, valutando come fosse in grado di ridurre le risposte infiammatorie nelle cellule endoteliali, che rivestono i vasi sanguigni. Hanno anche misurato i livelli di proteina C-reattiva dei partecipanti, che è una sostanza che aumenta in risposta all’infiammazione in tutto il corpo. I ricercatori hanno quindi valutato la capacità di efflusso del colesterolo dei partecipanti.

I risultati dello studio

Ebbene, dopo la loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che la capacità anti-infiammatoria delle HDL era più alta nelle persone che non hanno avuto eventi cardiovascolari (31,6%) rispetto a quelle che li hanno avuti (27%) durante il periodo di follow-up (1997-2009). Per ogni 22% di aumento della capacità anti-infiammatoria HDL, il rischio di sperimentare un evento cardiaco durante i successivi 10 anni si è ridotto del 23%.

Le capacità anti-infiammatorie HDL dei partecipanti non erano correlate ai livelli di colesterolo HDL circolante, all’efficienza di efflusso del colesterolo o ai livelli di proteina C reattiva. L’effetto protettivo di una maggiore capacità anti-infiammatoria HDL era più potente nelle donne che negli uomini.

È poi importante notare che il team è stato anche in grado di migliorare la previsione del rischio cardiovascolare inserendo la capacità antinfiammatoria HDL nel Framingham Risk Score o sostituendo i livelli HDL con la capacità antinfiammatoria HDL nella formula.

La scoperta potrebbe dunque incoraggiare i ricercatori a trovare farmaci per migliorare la capacità di infiammazione delle HDL, offrendo così agli operatori sanitari, e alle persone a rischio di evento cardiovascolare, una nuova strada di trattamenti preventivi.

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Classe 1984, laureata in comunicazione d'impresa, da sempre appassionata di bellezza. Sempre al passo coi tempi, ama seguire le ultime tendenze in fatto di benessere e alimentazione.