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Infuenza A: sembra che il virus usi un trucco per infettare

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È ricoverato all’Ospedale San Gerardo di Monza il paziente marchigiano 53enne affetto da grave insufficienza respiratoria e risultato positivo per infezione dal virus dell’influenza A.

Il paziente, trasferito da Ancona, in queste ore è sottoposto a ventilazione meccanica in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi ma stabili.

Intanto, negli States si scopre che è un trucco biochimico quello che utilizza il virus H1N1 per infettare l’uomo.

A rivelarlo una ricerca condotta dall’Università americana del Wisconsin-Madison, coordinata da Yoshihiro Kawaoka e pubblicata sulla rivista Plos Pathogens.

Come osserva Kawaoka, “il virus è una combinazione di quattro diversi virus aviari e suini emersi durante gli ultimi 90 anni e include residui genetici anche del virus della spagnola che nel 1918 uccise oltre 20 milioni di persone. Di solito la presenza di due amminoacidi, lisina e asparagina, su una regione di una proteina chiave dei virus influenzali sono essenziali perché questi passino dagli animali all’uomo“.

Finora pareva che il virus dell’influenza A non avesse quei due amminoacidi. Con questo studio, invece, si è scoperto proprio il contrario: la lisina si trova nel virus, ma in un luogo diverso della proteina chiave per gli altri virus influenzali, giocando così un brutto scherzo agli esseri umani.

Infine, l’H1N1 ha ereditato da un virus aviario anche una proteina, la PB2, la cui struttura tridimensionale, spiegano gli studiosi, dà informazioni su come il virus H1N1 interagisce con la cellula ospite. Alla luce di ciò, si potrebbero gettare le basi per creare nuovi farmaci contro questo virus.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.