Cibi caldi e piatti di plastica: rischio di calcoli renali

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Piatti e stoviglie di plastica (il cui componente principale sia la melammina) non dovrebbero essere utilizzati per contenere cibi caldi.

Il monito arriva dai ricercatori del Kaohsiung Medical University di Taiwan, secondo i quali consumare alimenti ad alta temperatura in questo tipo di contenitori può aumentare il rischio di sviluppare i calcoli renali.

Gli studiosi hanno analizzato gli effetti della melammina (o melamina) riscaldata su due differenti gruppi di persone: un gruppo doveva consumare della minestra calda in piatti di plastica, l’altro in piatti di ceramica. Prima del pasto, e ogni due ore per 12 ore dopo il pasto, ai partecipanti sono stati prelevati dei campioni di urina. Poi, 3 settimane dopo il primo esperimento, i volontari hanno di nuovo consumato lo stesso tipo di zuppa, ma il gruppo che aveva mangiato la prima volta nel piatto di melamina, ora avrebbe utilizzato quello di ceramica, e viceversa. Anche dopo questa seconda fase, sono di nuovo stati prelevati i campioni di urina.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista JAMA Internal Medicine, hanno evidenziato una netta differenza tra i due gruppi: i livelli di melammina nelle urine dei partecipanti, 12 ore dopo che avevano mangiato la minestra nei piatti di plastica, erano in media 8,35 microgrammi; mentre nei soggetti che avevano utilizzato i piatti di ceramica erano circa 1,3 microgrammi.

Quanto alla contaminazione degli alimenti, stesso discorso vale per i cibi acidi (come il pomodoro) nello stesso tipo di contenitori . Insomma, unica soluzione è consumare cibi in stoviglie di ceramica. Caldi e non… si fa del bene a noi e all’ambiente!

Leggi anche:

– Le padelle di rame uccidono i batteri

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.