Caso di dengue a Bologna: i rimedi per prevenirla e curarla

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Durante l’estate sono molti gli italiani che, di ritorno da viaggi all’estero, principalmente nei Paesi tropicali e sub-tropicali, tornano a casa con un bel carico di foto, souvenir, ricordi e… malattie infettive rare per il nostro Paese.

Come è successo a Bologna, dove un uomo appena rientrato da un Paese del Sud Est asiatico è stato trovato positivo al virus della dengue, trasmesso da una puntura di zanzara infetta.

Subito dopo i risultati delle analisi, effettuate al Policlinico Sant’Orsola Malpighi nel capoluogo emiliano, le autorità locali hanno attivato la profilassi con la disinfestazione della zona introno alla residenza del cittadino malato, come previsto dal protocollo regionale. Si teme, infatti, che altre zanzare possano trasmettere il virus, e dunque la popolazione è stata invitata a prendere tutte le necessarie precauzioni per evitare di essere punti.

Ma cos’è la Dengue?

Si tratta di una malattia virale acuta, presente allo stato endemico in gran parte del Sud-Est Asiatico, in Africa, in America Centrale e Meridionale e in Oceania, causata dall’infezione da parte di un virus ad RNA monoelica appartenente alla famiglia delle Flaviviridae ed al genere dei Flavivirus. Il virus viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura della zanzara Aedes aegypti.

La Dengue, il cui nome sembra provenire da una parola dell’arabo arcaico che significa “debolezza“, può presentarsi, dal punto di vista sintomatologico e prognostico, in due forme distinte: dengue classica e dengue emorragica.

La dengue classica, forma benigna della malattia, può manifestarsi sotto forma di affezione febbrile lieve accompagnata da una eruzione cutanea di tipo maculo-papuloso (macchie e bolle poco sporgenti) nei bambini, mentre negli adulti si presenta come un’affezione di tipo simil-influenzale, con febbre, cefalea, dolori osseo-articolari e muscolari. Ed è per questo che la Dengue viene chiamata anche febbre rompiossa.

La forma di dengue emorragica (DE) è potenzialmente letale e può manifestarsi prima con improvvisa comparsa di febbre, arrossamento del viso, inappetenza, lievi disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale e delle vie aeree superiori, e, in seguito, con comparsa di profonda debolezza, pallore, colorito cianotico, abbassamento della pressione sanguigna, polso rapido e debole, eruzioni cutanee. In questa seconda fase sono frequenti i fenomeni emorragici (petecchie, ecchimosi, epistassi, perdita di sangue dalle gengive, emorragie a carico dell’apparato gastrointestinale), con possibili complicazioni a carico del fegato e del sistema nervoso centrale, fino a giungere, nei casi gravi, ad uno stato di shock.

Il periodo di incubazione della dengue, cioè il tempo trascorso tra la puntura infettante e la comparsa dei sintomi clinici, è simile sia per la dengue classica che per la dengue emorragica e può variare da 3 a 14 giorni, con una media di 5-7 giorni. Le persone colpite da dengue sono infettanti per le altre zanzare che li pungono da poco prima della comparsa della febbre per tutta la durata del periodo febbrile (mediamente 5-7 giorni).

Come si cura?

Non esiste, al momento, un trattamento specifico per la dengue, ma solo una terapia di supporto. La terapia è di tipo sintomatico e serve soprattutto a ridurre i dolori. È importante controllare sempre la temperatura corporea e il bilancio idrico ed elettrolitico. Per far abbassare la temperatura è controindicato l’uso di salicilati come l’aspirina, che per loro natura possono peggiorare il quadro emorragico in caso di DE. È indicato, invece, l’uso di paracetamolo come antipiretico e antidolorifico. Ma, ovviamente, non è il caso di dedicarsi al “fai-da-te”, mentre è opportuno seguire i consigli e le indicazioni del medico.

Come si previene?

Per la Dengue non esiste ancora un vaccino efficace e la prevenzione risiede principalmente nell’adozione di misure di protezione, sia collettive che personali.

In caso di Dengue, la comunità dovrà attuare tutte quelle misure volte ad eliminare o ridurre l’infestazione da zanzare, come si sta facendo a Bologna: rimozione dei rifiuti solidi urbani, corretto smaltimento delle acque di fogna, interventi periodici disinfestazione, trattamento con larvicidi delle raccolte d’acqua che possono essere usate per la deposizione delle uova.

Il Ministero della Salute consiglia, poi, di attuare tutta una serie di misure personali che possono aiutare a prevenire la contrazione del virus:

• indossare abiti di colore chiaro (i colori scuri e quelli accesi attirano gli insetti), con maniche lunghe e pantaloni lunghi, che coprano la maggior parte del corpo

• evitare l’uso di profumi (potrebbero attirare gli insetti)

• applicare sulla cute esposta repellenti per insetti a base di N,N-dietil-n-toluamide o di dimetil-ftalato, ripetendo se necessario, ad esempio in caso di sudorazione intensa, l’applicazione ogni 2-3 ore; i repellenti per gli insetti ed insetticidi a base di piretroidi possono essere spruzzati anche direttamente sugli abiti

• alloggiare preferibilmente in stanze dotate di condizionatore d’aria ovvero, in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, curando che queste siano tenute in ordine e ben chiuse

• spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno e nelle stanze da letto, oppure usare diffusori di insetticida (operanti a corrente elettrica o a batterie), che contengano tavolette impregnate con piretroidi (ricordarsi di sostituire le piastrine esaurite) o le serpentine antizanzare al piretro.

Quanto ai prodotti repellenti, il Ministero ricorda di prestare particolare attenzione alle precauzioni nel loro uso, soprattutto per i bambini: il prodotto repellente deve essere applicato soltanto sulle parti scoperte, non deve essere inalato o ingerito, o portato a contatto con gli occhi, non deve essere applicato su cute irritata o escoriata, deve essere evitata l’applicazione di prodotti ad alta concentrazione, in particolar modo per quanto riguarda i bambini, le superfici cutanee trattate vanno lavate immediatamente dopo il ritorno in ambienti chiusi o al manifestarsi di sintomi sospetti (prurito, infiammazione), per i quali è opportuno consultare immediatamente un medico.

Roberta Ragni

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