Nobel a Edwards, padre dei bambini nati in provetta

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il Vaticano non ha gradito l’assegnazione del Nobel per la Medicina a Robert Edwards.

Il padre della fecondazione in provetta, premiato ieri dell’Accademia Karolinska di Stoccolma, biologo inglese di 86 anni, è stato aspramente criticato dal presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Ignacio Carrasco de Paula.

Ricordiamo: nel 1978, insieme al ginecologo Patrick Steptoe, Edwards aveva messo a punto la tecnica che ha portato alla nascita di milioni di bambini.

E, in un comunicato, il comitato del Nobel ha spiegato il perché del conferimento del premio proprio al padre dei “bebè in provetta”: “Edwards ha ricevuto il premio per lo sviluppo del trattamento della fecondazione umana in vitro. Le sue scoperte hanno reso possibile il trattamento della sterilità che colpisce un’ampia porzione dell’umanità e più del 10 per cento delle coppie nel mondo“.

Ma il Vaticano non sente ragioni e accusa il biologo di essere la causa del “mercato degli ovociti e dello stato confusionale della procreazione assistita, con figli nati da nonne o mamme in affitto“.

Inoltre, secondo monsignor Ignacio Carrasco de Paula “senza Edwards non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri, ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire. E questo è un problema la cui responsabilità è del neo-premio Nobel“.

Non è dello stesso avviso Rita Levi Montalcini, che difende l’operato e le intenzioni nel neo premiato: “Ritengo il suo lavoro scientifico di fondamentale importanza per il progresso della biomedicina. Milioni bambini sono venuti al mondo da quando è stata messa a punto la tecnica della fecondazione artificiale studiata dal prof. Edwards“.

Francesca Mancuso

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.