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Traumi infantili: come influenzano l’età adulta?

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Un trauma psicologico è un particolare evento che altera la sfera psichica di un individuo. Esso può essere di diverse tipologie: traumatico (ovvero riguardare l’incolumità di chi lo subisce); può essere dovuto ad abusi fisici o psicologici, che causano sfiducia e bassa autostima; si può parlare, ancora, di micro traumi, cioè piccoli eventi stressanti che si susseguono l’uno dietro l’altro, oppure di traumi emotivi, che potrebbero lasciare nella psiche dei vuoti incolmabili.

Inoltre, è possibile distinguere tra i traumi che si verificano in età adulta e quelli che subiscono i bambini. Questi ultimi sono molto comuni ed hanno un impatto notevole sulla costruzione della personalità del bambino e sulla capacità di relazionarsi con il mondo esterno, e in alcuni casi ripercuotersi anche sull’adulto. È risaputo, infatti, che i traumi infantili possono essere annoverati tra le cause e origini della paranoia, un disturbo piuttosto diffuso nel nostro Paese e non solo.

Violenza domestica

Gli episodi di violenza domestica sono uno dei traumi più frequenti tra quelli subiti dai bambini. Infatti, secondo l’UNICEF, 300 milioni di bambini al mondo tra i 2 e i 4 anni subiscono violenze in maniera regolare, a volte viste anche come strumento educativo da parte dei genitori.

Non si parla, però, solo di esperienze dirette di violenza sul bambino, espressa mediante abusi fisici e/o verbali, ma anche di quella che viene definita “violenza assistita”. Secondo il Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia), questo termine fa riferimento ad episodi di violenza subiti da figure adulte di riferimento del bambino, alle quali il piccolo assiste. Solo in Italia, secondo quanto riportato da Save The Children, nell’arco temporale tra il 2009 ed il 2014 sono stati più di 400.000 i bambini che hanno assistito ad episodi di questo tipo.

Ma quali sono le conseguenze di ciò che avviene tra le mura domestiche? La paura costante e il senso di colpa del bambino, che si sente sbagliato se ha subito violenza o se ha assistito a episodi infelici senza poter far nulla, causano spesso disturbi come ansia, impulsività, difficoltà di concentrazione, nonché problemi di socializzazione. In casi più gravi, ciò porta anche alla depressione.

Rifiuto genitoriale

Alcuni genitori trascurano o trattano male un figlio, perché lo ignorano. Questo comportamento può essere dovuto a diverse ragioni, tra cui il disaccordo con l’altro genitore, la ripetizione dei modelli educativi vissuti, disturbi del genitore (es. depressione), gravidanze indesiderate o caratteristiche del figlio che il genitore non è in grado di accettare.

Il rifiuto che dura nel tempo ha conseguenze importanti sul bambino, che cresce con scarsa autostima e fiducia. Un bambino, infatti, si può convincere che se un genitore non è in grado di amarlo, nessuno può farlo, e tende a svalutarsi. Inoltre, chi soffre di questo trauma spesso tende a chiudersi, a non mostrare i sentimenti, a cercare approvazione altrove e a sentirsi inadeguato nei diversi contesti.

Nei casi più gravi, per compensare le mancanze, gli adulti che hanno subito un rifiuto da parte dei genitori in età infantile cercano di colmare il loro vuoto con delle dipendenze.

Paura dell’abbandono

È un particolare trauma infantile che ha origine quando i genitori non sono in grado, o magari non sono disposti, a rispondere come una figura protettiva alle paure vissute dal bambino o abbandona quest’ultimo. Molto spesso tale disturbo è dovuto proprio dal fatto che i bambini vengono lasciati soli per lunghi periodi di tempo e magari vengono anche cresciuti da altre figure.

Le persone che hanno subito nell’infanzia questo particolare trauma, tendono ad essere eccessivamente insicure di sé stesse e sviluppano una vera e propria dipendenza emotiva, basata sulla paura di subire un nuovo abbandono.

Paura dell’ignoto

Molti genitori sono soliti incoraggiare i propri figli a perdere la propria paura del buio, dell’acqua, o dei luoghi sconosciuti. Ancora, molto spesso i genitori tendono a sminuire le paure dei propri figli, magari anche deridendoli.

Purtroppo però i più piccoli necessitano di pazienza, l’immersione violenta in ambienti non familiari genera solo ed esclusivamente persone insicure e timorose del cambiamento improvviso. È fondamentale, infatti, un approccio diverso alle paure dei propri figli, improntato al superamento delle paure in modo lento e graduale.

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