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©pixabay/@Claudio_Scott

Perché non si ricordano i sogni?

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Molte volte capita che al mattino, una volta svegli, non ricordiamo cosa abbiamo sognato la notte precedente. Tante persone provano questa sensazione e la domanda che ci si pone è sempre la stessa: perché non si ricordano i sogni? Sembra che quasi tutti dimentichino oltre il 90% dei sogni fatti. (Leggi anche: 9 cose che non sapete sui sogni)

Tutti sogniamo per circa il 25% della durata di tutto il sonno, ma non sempre riusciamo a riportarli alla mente, sentendoci storditi e disorientati. Scopriamo insieme perché accade

Cos’è un sogno?

Un sogno è una particolare attività mentale che avviene durante il sonno. Nello specifico, si tratta di un fenomeno psichico legato alla fase REM (Rapid Eye Movement) del sonno, durante la quale il tracciato elettroencefalografico registra un’attività cerebrale simile a quella di veglia, caratterizzata dalla percezione di immagini, suoni, emozioni e pensieri che il soggetto sognante riconosce quasi come reali, nonostante non lo siano effettivamente.

Delle volte i sogni hanno una vera e propria struttura narrativa chiara e coerente con quello che accade nella vita reale del soggetto, in altri casi, invece, sono costituiti da avvenimenti e pensieri confusi non legati logicamente tra loro. Durante la fase del sonno i muscoli che controllano gli occhi sono attivi, così come il diaframma, che è il responsabile della respirazione. Gli altri principali muscoli scheletrici del corpo sono fermi durante il sogno. Varie anomalie possono verificarsi se i muscoli non svolgono la loro normale funzione durante il sonno, portando ad episodi specifici, come la paralisi del sonno.

Modelli normali di sogno

Sognare è un’azione naturale, ma è molto comune non ricordare i sogni che si verificano durante la notte. Lo stato di sogno può essere identificato da misurazioni effettuate come parte di un polisonnogramma diagnostico, inclusa la registrazione di:

  1. Elettroencefalogramma (EEG)
  2. Elettrooculogramma (EOG)
  3. Elettromiogramma (EMG)

Il sonno REM si verifica a vari intervalli durante la notte. Il primo periodo di REM (quindi la prima fase di sonno) può essere compres0 tra i 90 e 120 minuti durante la notte, ed è proprio questa la fase in cui iniziamo a sognare. I periodi REM si allungano verso il mattino. Di conseguenza, l’ultimo terzo della notte può includere principalmente il sonno REM. È comune svegliarsi al mattino dopo l’ultimo periodo di REM. Solo perché non vengono ricordati, è probabile che i sogni associati al sonno REM si stiano ancora verificando. Ovviamente questo schema potrebbe cambiare da notte a notte e durante le particolari e diverse fasi della vita, a seconda dello stato fisico ed anche emotivo dei soggetti interessati. 

Perché spesso dimentichiamo i sogni?

A quanto pare dimenticare i sogni sarebbe soprattutto legato ad  una questione “fisica”, infatti durante il sonno i nostri livelli di noradrenalina (l’ormone che “innesca” il corpo e la mente all’azione) si abbassano fino alla soglia minima. La carenza di noradrenalina dunque non ci permette di trattenere il ricordo dei nostri sogni. Se stiamo sognando poco prima di svegliarci e ci capita di aprire gli occhi in modo immediato e piuttosto brusco (ad esempio al suono di una sveglia), i livelli di noradrenalina si fermano e ricordare le immagini del sogno ci diventa praticamente impossibile.

Anche addormentarsi troppo in fretta e dormire in modo profondo favoriscono bassi livelli di noradrenalina. Di conseguenza, i pochi frammenti di sogno che ricordiamo provengono in genere da altre fasi del sonno, in cui questa sostanza raggiunge livelli sufficienti nel nostro organismo permettendoci di avere qualche memoria al mattino seguente o comunque dopo una dormita.

Sogni particolarmente memorabili, sia in positivo che in negativo, possono creare un ricordo che persiste per anni. Raccontare il sogno ad un’altra persona può sicuramente aiutare a stabilizzare la memoria. Anche i sogni o gli incubi associati a emozioni intense, inclusa la paura o il terrore, possono rimanere nella mente molto a lungo. L’amigdala è un’area del cervello che può aiutare a suscitare questi sogni carichi di emozioni.

Come ricordare meglio i sogni

Esistono varie tecniche per provare a migliorare il ricordo dei propri sogni, potete considerare un semplice cambiamento, iniziare a tenere un diario dei sogni. Tenendo sempre a portata di mano una penna e un quadernino sul comodino accanto al letto, potrete annotare rapidamente i sogni al risveglio, prima che questi svaniscano.

Fonte: verywellmind.com

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Laureata in comunicazione e laureanda in giornalismo, sogna di potersi avvicinare sempre di più a questo mondo e scoprirne ogni suo aspetto
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