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Linguaggio del corpo: come captare un rifiuto di un uomo

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Lui vi sembra carino, educato, intelligente. Ha uno sguardo spettacolare, occhi color cielo terso e un sorriso gentile.

Chiacchiera con voi, sorride.

Tutto perfetto?

Non è detto. I motivi che spingono un uomo, in compagnia, ad intrattenere una conversazione con una donna possono essere tanti. Il meno frequente, purtroppo, sembra quello di un reale interesse, morale, affettivo, erotico o di qualsiasi sorta.

Fra le cause meno nobili citiamo le più diffuse nella mente maschile: “perché la mia amica mi ha promesso che se intrattengo la cozza, poi mi presenta quella bella”, “perché lei è seduta davanti a me e non posso arrivare a quella vicino, che mi piace di più”, “perché se non le parlo è capace di tenere il muso per tutta la sera e ammorbare la conversazione dell’intera tavolata”, “perché almeno così lei sta zitta e parlo io” ed infine “perché non so come dirle che non mi interessa”.

L’ultima, ahimè, è la peggiore.

Ma bisogna prepararsi e armarsi d’arguzia, perché un uomo non vi dirà quasi mai, apertamente “non mi piaci”. Troppo, difficile, troppo crudele, troppo – culturalmente – inaccettabile.

La soluzione? Guardatelo. Rimiratelo, studiatelo, soppesatelo. Certo, è un consiglio facile da seguire e piuttosto gradevole, soprattutto se lui è bello, le sue spalle sono un monumento di sensualità e se vi parla di cose interessanti.

Ma, per l’amor del cielo, prima di lanciarvi in improbabili e noiosi inseguimenti delle comuni amicizie, prima di arrivare a stressare tutti quelli che vi stanno attorno parlando di lui, di lui e poi ancora di lui, prima, insomma, di convincervi che il primo passo spetta a voi perché lui è timido, insicuro, indeciso, troppo sensibile, distratto, osservate il suo linguaggio del corpo.

È molto difficile, specie se il ragazzo non è un personaggio politico, che lui possa controllare le espressioni spontanee di gradimento e di rifiuto. Non vi resta che imparare a codificare i suoi gesti.

Un uomo interessato a voi vi guarda. Se state parlando seduti ad un tavolo, magari può capitare che ogni tanto sposti lo sguardo in qualche altra direzione. Ma se vedete i suoi occhi puntare con frequenza sospetta la bionda di fianco a voi, cominciate a prendere in seria considerazione un’alternativa. All’argomento che state trattando, certo. Ma anche al non interessato uomo in questione.

Durante la conversazione, reclina il busto in avanti, verso di voi. È un modo per venirvi più vicino, significa che apprezza ciò che state dicendo. Se invece vedete che si appoggia allo schienale della sedia, beh, probabilmente avete detto qualcosa di poco gradevole. Se sposta la sedia indietro, avete toccato un tasto fastidioso. Se si alza, prende la giacca ed esce, allora potete averne la conferma: non apprezza la vostra conversazione.

Mentre parla, si tocca la cravatta, si liscia la giacca, si tira su le maniche della camicia. Insomma, non sta fermo un attimo, impegnato a sistemarsi abiti e accessori. Vuol dire, simbolicamente, che si sta mettendo in mostra per voi, in modo che possiate vederlo con il suo aspetto migliore.

Se invece le sue mani sono impegnate a spostare gli oggetti del tavolo, osservate bene la posizione in cui li colloca. Se rimuove il bicchiere davanti a voi e lo mette di lato, vuol dire che è pronto ad ascoltarvi. Metaforicamente, sta rimuovendo le barriere che potrebbero impedirgli di sentirvi e vedervi perfettamente. Se attira a sé gli oggetti, continuate pure a parlare, l’argomento lo interessa.

Se invade il vostro spazio, la vostra porzione di tavolo, riempiendolo di bicchieri, bottiglie, sale, pepe, menù, chiavi dell’auto, piantine grasse, candele, tovagliolo e tutto ciò che gli capita a tiro, chiudete la bocca. Spingere un oggetto verso l’interlocutore è espressione di un rifiuto. Se gli oggetti sono più di uno, anzi, iniziano a diventare parecchi, è arrivata l’ora di decidere. Se proseguire la serata da sola, sul divano, a guardare una vecchia puntata del Dr. House o se chiamare l’amica del cuore. Lui, in ogni caso, avrà altri piani.

Se gli interessate, assumerà una posizione più rigida, in modo da mettere i muscoli in tensione e da evidenziare bene tutta la sua potenza maschile. Se in piedi, metterà le mani sui fianchi così da porre in evidenza il bacino. Attenzione: se più che armoniosamente rigido vi sembra impalato come uno stoccafisso, probabilmente non sta cercando di impressionarvi. È allibito da ciò che dite e che fate.

Infine, se gli piacete, si toccherà il viso, manipolerà il bicchiere che ha in mano (andando su e giù e mimando, di fatto ma inconsciamente, l’atto auto-erotico), si sfiorerà le labbra, berrà più spesso.

Qualsiasi cosa lui abbia fatto o detto, qualsiasi gesto lui abbia compiuto, tenete sempre bene a mente la regola numero Uno: il primo passo tocca a lui. Finitela con le paranoie e con le sedute planetarie di “ma secondo te, il fatto che abbia appoggiato l’avambraccio sul mio, contando che il locale era stracolmo e non si poteva passare se non strusciandosi l’uno all’altro, è un chiaro segno di interesse?”.

Non ci sono scuse. Togliete le mani dal cellulare, lasciate in pace la compagnia, scrivete mail alla vostra amica del cuore. Se un uomo vi vuole, sarà lui a venirvi a cercare.

Non vorrete mica aspettare uno che è troppo pigro per chiamarvi? O, peggio ancora, troppo impegnato?

“Troppo impegnato”, come recita il libro “La Verità è che non gli piaci abbastanzaè solo un sinonimo di disinteressato”.

È molto scomodo da ammettere ma bisogna farlo: gli uomini, anche quelli meno brillanti, sanno come funziona un telefono.

Lasciate che sia lui a condurre il gioco. Nell’attesa? Guardatevi in giro, uscite con gli amici, conoscete gente nuova. Chissà che non troviate qualcuno che non ci metta un’eternità a capire che si, siete davvero un imperdibile, irripetibile e ineguagliabile schianto.

Fiammetta Scharf

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