Cioccolato o desiderio? Le donne scelgono il piacere che si scioglie in bocca

Cioccolato e desiderio: esplora il legame tra golosità e intimità, e perché le donne lo preferiscono in certe occasioni

“Cara, ti va?” “No, ora preferisco un quadratino di cioccolato.” Sembra uno scherzo, ma non lo è: secondo un sondaggio di qualche anno fa del progetto “Scegli tu” della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, presentato a Perugia durante Eurochocolate, oltre il 60% delle italiane ammette di preferire il cioccolato alla vita intima. Una tendenza che sale fino al 68% durante il periodo premestruale, quando il desiderio cala e la voglia di dolce aumenta.

Lo studio, condotto dalle dottoresse Alessandra Graziottin e Vincenza Bruni, ha confermato che il cioccolato migliora l’umore per il 97% delle donne, favorisce l’eccitazione per il 50% e allevia i dolori premestruali per il 33%. Insomma, un vero elisir di benessere femminile che sembra aver scalzato, almeno in parte, l’eros dal podio del piacere.

Il legame tra cioccolato e benessere emotivo

Il cioccolato non è solo un comfort food: è un potente alleato del cervello. Contiene sostanze come la teobromina e la feniletilamina, che stimolano la produzione di endorfine e serotonina, i neurotrasmettitori del buonumore. Ecco perché un semplice morso può trasformare una giornata no in un momento di piacere autentico.

Come spiega la professoressa Graziottin:

“Il desiderio è il risultato di una complessa attività del cervello e, nella stessa maniera, il bisogno di cioccolato ha una base neurobiologica. È stato dimostrato che le donne che mangiano quotidianamente una piccola quantità di cioccolato manifestano un desiderio più alto e maggiore soddisfazione personale”.

Insomma, il cervello risponde al cioccolato in modo molto simile a quando si prova un’emozione forte o un momento di intimità: si attivano le stesse aree legate al piacere e alla ricompensa.

Il rischio del “piacere consolatorio”

Ma attenzione: il confine tra coccola e compensazione può essere sottile. Mangiare cioccolato come sostituto di una vita affettiva insoddisfacente può trasformarsi in una dolce trappola. Un quadratino può tirare l’altro, e la soddisfazione momentanea lascia presto spazio a un senso di vuoto o frustrazione, aggravato dal senso di colpa per l’aumento di peso.

Secondo gli esperti, il segreto sta nella moderazione. Una piccola dose quotidiana di cioccolato fondente (almeno al 70%) può effettivamente stimolare la produzione di serotonina, migliorare la concentrazione e persino contribuire alla salute cardiovascolare. Oltre, però, si rischia di trasformare il piacere in dipendenza.

Cioccolato e sindrome premestruale: un rimedio naturale

Molte donne ricorrono al cioccolato come rimedio fai da te contro i disturbi del periodo premestruale: irritabilità, sbalzi d’umore, insonnia e tensione addominale. E non è solo un’impressione. Diversi studi recenti, tra cui uno pubblicato nel 2024 sulla rivista Frontiers in Nutrition, confermano che il cioccolato fondente può aiutare a ridurre i sintomi del ciclo grazie alla presenza di magnesio e antiossidanti.

Questi nutrienti agiscono rilassando i muscoli, migliorando la circolazione e calmando la mente. Inoltre, il magnesio aiuta a riequilibrare i livelli ormonali e riduce la ritenzione idrica, uno dei principali fastidi del periodo premestruale.

Quando il cioccolato diventa alleato del desiderio

Nonostante la sua fama di “sostituto del piacere”, il cioccolato può anche diventare un alleato della vita di coppia. Grazie ai flavonoidi e alla teobromina, stimola la circolazione sanguigna e aumenta la sensibilità dei recettori del piacere, migliorando l’umore e la risposta corporea. Non a caso, in molte culture il cioccolato è considerato un afrodisiaco naturale.

Un recente studio dell’Università di Harvard ha evidenziato che il consumo regolare di piccole quantità di cioccolato fondente è associato a una maggiore produzione di ossido nitrico, una sostanza che favorisce la vasodilatazione e quindi una migliore ossigenazione dei tessuti. In parole povere, un corpo più rilassato e una mente più predisposta alla tenerezza.

Equilibrio e benessere: il segreto del piacere consapevole

Come sempre, il benessere nasce dall’equilibrio. Un’alimentazione varia, un po’ di attività fisica e momenti di relax possono fare la differenza nel mantenere viva l’energia e la serenità interiore. Lo sport, ad esempio, stimola le stesse sostanze che il cioccolato attiva nel cervello, ma con un effetto più duraturo. L’ideale? Unire le due cose: una camminata rigenerante seguita da un piccolo peccato di gola.

Per chi teme per la linea, non c’è da preoccuparsi: 20-30 grammi di cioccolato fondente al giorno non compromettono la forma fisica, anzi possono contribuire a un migliore equilibrio psicofisico. E ricordate, come sottolineano i nutrizionisti, un po’ di dolcezza non guasta mai, purché sia consapevole.


Domande frequenti (FAQ) su cioccolato, umore e vita intima

Il cioccolato può davvero sostituire l’intimità?

Il cioccolato offre un piacere immediato e attiva neurotrasmettitori del benessere, ma non sostituisce la complicità e la connessione emotiva tipiche dell’incontro di coppia. Può essere un alleato momentaneo, non una cura permanente per problemi relazionali.

Quanta quantità di cioccolato è consigliata al giorno?

Per beneficiare degli effetti positivi senza rischiare eccessi, gli esperti consigliano circa 20–30 grammi di cioccolato fondente (≥70%) al giorno. Il fondente offre più antiossidanti e meno zuccheri rispetto al cioccolato al latte.

Il cioccolato aiuta davvero contro i sintomi premestruali?

Sì: alcuni componenti del cioccolato fondente (magnesio, flavonoidi, teobromina) possono ridurre tensione, malumore e cefalea legati alla sindrome premestruale. Rimane però un rimedio coadiuvante e non esclusivo rispetto a terapie mediche o cambiamenti nello stile di vita.

Il consumo di cioccolato influenza il desiderio?

Il cioccolato stimola dopamina ed endorfine, che migliorano l’umore e possono favorire la predisposizione all’intimità. Tuttavia l’effetto è temporaneo: per un desiderio stabile è importante cura dello stile di vita, comunicazione di coppia e benessere psicofisico.

È vero che il cioccolato è un afrodisiaco naturale?

Il cioccolato contiene sostanze che aumentano la sensazione di piacere e benessere, e per questo viene spesso considerato un “leggero afrodisiaco”. Gli effetti però sono modesti e soggettivi: più che un afrodisiaco potente, è un rinforzo emotivo e sensoriale.

Quando il cioccolato diventa un problema?

Diventa problematico quando sostituisce regolarmente il confronto con il partner o viene usato per gestire emozioni ricorrenti (ansia, solitudine). Anche un consumo eccessivo può portare a aumento di peso, sbalzi glicemici o senso di colpa. Se noti dipendenza o abbuffate, rivolgiti a un professionista.

Posso usare il cioccolato insieme ad altri rimedi per il benessere femminile?

Sì: il cioccolato può integrare strategie utili al benessere (attività fisica, sonno regolare, alimentazione equilibrata). In caso di disturbi persistenti legati al ciclo o all’umore, valuta insieme al medico opzioni terapeutiche (contraccettivi di nuova generazione, integrazione di magnesio, ecc.).

Quando è il caso di consultare un medico o uno specialista?

Se i sintomi (dolore, calo del desiderio, umore molto alterato, abbuffate) sono persistenti o compromettono la qualità di vita, è consigliabile rivolgersi al medico di famiglia, a un ginecologo o a uno specialista in sessuologia/psicoterapia per una valutazione completa.


Il cioccolato non è un nemico della passione, ma un alleato prezioso per riscoprire il piacere in tutte le sue forme. Un piccolo gesto che accende il buonumore, allevia le tensioni e aiuta a sentirsi più in armonia con sé stesse. E se ogni tanto vi trovate a scegliere tra un abbraccio e una tavoletta, ricordate: non serve rinunciare a uno per godersi l’altro. Perché la vera felicità, proprio come il cioccolato, si gusta a piccoli morsi.

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