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Bimbo e orsacchiotto: quando il legame diventa indissolubile

Se tuo figlio ha un orsacchiotto di peluche dal quale non riesce a separarsi e se fra tanti giocattoli sceglie proprio quello ormai informe e sdrucito, non preoccuparti, è una situazione comune a molti bambini.

E a tutto c’è una spiegazione: noi di wellMe siamo qui per questo. Quindi care mamme, fate bene attenzione e, se necessario, prendete nota.

Cominciamo col dire che appena nato il vostro bimbo si sente parte di voi stesse, come se voi due fosse un’unica persona. Solo col passare dei mesi si rende conto che siete due individui distinti, separati e, nel momento in cui lo fa, si viene a creare una distanza. Un vuoto che riesce a colmare soltanto affezionandosi in maniera sconsiderata ad un giocattolo, spesso un orsacchiotto. Quel ninnolo di pezza rappresenta per lui il legame che c’è tra voi: gli rievoca l’odore e la consistenza della vostra pelle. In questo modo si sente sicuro e protetto proprio perché sa di avere sempre accanto a sè la presenza costante e stabile della sua mamma.

Non stupitevi, quindi, se fra tanti giochi scelga proprio quello vecchio e rotto. Lui non bada al valore e all’estetica dell’oggetto ma va a sensazioni: quello che gli evoca il legame con luoghi e persone familiari sarà il prescelto. Tant’è vero che non sempre si affeziona ad un peluche: può trattarsi anche di uno straccio o di una maglietta. E sarà inutile la vostra (eventuale) opera di persuasione, lui sceglierà da solo il suo balocco preferito in funzione, per l’appunto, della sensazione di sicurezza che gli procura.

Detto questo, il dramma arriva quando, per condizioni quasi sempre sconosciute, il tanto caro orsacchiotto sparisce nei meandri della vostra casa. Cosa fare?

Innanzitutto bisogna cercare di calmarlo facendo sentire la propria vicinanza fisica; dopodiché, è necessario spiegargli l’accaduto, in maniera molto semplice e tranquilla, in modo tale che lui si senta capito e incoraggiato. Se è già grandicello (5-6 anni), si potrebbe provare a sfruttare il momento per chiedergli di rinunciare all’orsacchiotto. Parlategli come ad un adulto e fategli capire che ormai non serve più avere un giocattolo di riferimento; fatelo sentire grande e date importanza alla sua persona. Se poi vedete che una tale rinuncia è davvero un dolore troppo grande, proponetegli un oggetto sostitutivo, magari qualcosa di vostro dove si sente il vostro profumo. E se anche questo tentativo risulta vano, non resta che organizzare una spedizione di ricerca da perfetti agenti dei servizi segreti!

Attenzione. Deve essere il vostro bambino a decidere di rinunciare all’orsacchiotto; voi lo potete solo incoraggiare a farlo ma non prendete l’iniziativa di buttarlo via. Non dimenticate che l’orsacchiotto è un oggetto indispensabile per la costruzione della sua identità almeno fino a 6 anni. Dopo questa età, è il bambino stesso a separarsene a poco a poco, nonostante rimanga sempre un legame forte con quell’oggetto.

Se invece vostro figlio ha più di 8 anni e non riesce a rinunciare al suo giocattolo preferito, è meglio chiedere consiglio al vostro pediatra o, meglio ancora, ad un pedopsichiatra che potrà dirvi se si tratta di una situazione preoccupante oppure no.

Quindi care mamme, vigilate con attenzione e non prendete mai iniziative personali senza aver avuto un consulto specialistico. Può sembrare una sciocchezza ma la lontananza forzata dal suo amichetto di pezza potrebbe creare dei veri e propri traumi al vostro bimbo.

Fabrizio Giona