Vita sessuale: dopo i 50 le donne più soddisfatte degli uomini

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Le donne di mezza età sono più soddisfatte della loro vita sotto le lenzuola rispetto ai loro partner, di cui ben il 60% deve lottare per ritrovare la scintilla dell’eccitamento. Lo rivela un’indagine condotta su 1.000 coppie eterosessuali.

Sono state ben ¾ le donne tra 50 e 79 anni, sposate o che convivono, che si sono dette soddisfatte della propria vita sessuale, mentre solo la metà degli uomini ha dato la stessa risposta.

Così, se tra i 50 e i 59 anni a essere appagato sessualmente era il 16% degli uomini e solo il 10% delle donne, a 70 anni un quarto degli uomini si è detto molto insoddisfatto, contro appena il 7% delle donne, risultate, in questo modo, generalmente più contente della loro vita sessuale. Forse perché, ipotizzano i ricercatori, per il gentil sesso la frequenza dei rapporti, cioè se sono tanti o pochi, non è un parametro determinante per valutare il “gradimento”.

Interrogate, infatti, sul desiderio sessuale e sui problemi legati alle prestazioni sessuali, quasi due terzi delle donne ha ammesso che, per un periodo notevole di tempo, i loro uomini hanno sofferto di mancanza di desiderio o di problemi legati all’erezione. Ma gli esperti tranquillizzano: non si tratta di un segno di crisi di coppia, quanto piuttosto di una spia per possibili implicazioni negative della condizione di salute.

La mancanza di desiderio sessuale o le erezioni deboli, ad esempio, sono entrambi i sintomi principali

della sindrome da deficit di testosterone, una condizione che può influenzare fino a 2 uomini su 100 tra i 40 e 79 anni. Anche i problemi legati a diabete e malattie cardiache sono da ricercare nell’abbassamento del desiderio sessuale e della disfunzione erettile, unite ai segni della depressione e all’aumento di peso.

Per questo le donne potrebbero avere un ruolo fondamentale nell’aiutare gli uomini a confrontarsi con

problemi legati al sesso considerati da loro imbarazzanti. Ed evitare le conseguenze più gravi che possono esserci se le vere cause dei disturbi sessuali non venissero diagnosticate.

Roberta Ragni

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