placche psoriasiche

Psoriasi: uno studio rivela differenze tra uomini e donne

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Uomini e donne appartengono a pianeti diversi: noi di wellMe.it ci siamo soffermati diverse volte su questo tema e su tutte le conseguenze legate alle oggettive differenze esistenti tra lui e lei a livello di sensibilità, gusti, esigenze, interessi.

C’è un dato nuovo che fa riflettere e che merita un approfondimento: uomini e donne sono diversi anche per la medicina, vale a dire per la risposta alle varie patologie ed affezioni. Tali differenze giocano un ruolo determinante nella maggiore o minore efficacia dei processi di cura e dei farmaci che vengono assunti.

C’è bisogno dunque di un’attenzione specifica rivolta proprio allo studio dell’influenza che la diversità di genere assume quando si parla di malattie e terapie mediche. È questo lo scopo della Medicina di Genere. Fcciamo un esempio: le donne pesano all’incirca il 30% in meno rispetto agli uomini, per cui a parità di dosaggio di un farmaco, la quantità di principio attivo assunto dall’organismo femminile è maggiore.

Non solo: nei confronti di alcuni trattamenti, la risposta di uomini e donne è diversa: gli ACE-inibitori riducono notevolmente il tasso di mortalità tra gli uomini, ma non tra le donne, mentre i medicinali calcio-antagonisti, utilizzati per il trattamento dell’ipertensione, sono più efficaci nelle donne che negli uomini. Nell’ambito della Medicina di Genere si è sviluppato “Gender Attention“, il primo studio osservazionale che si prefigge di esaminare l’influenza del genere sulla diversa incidenza degli effetti collaterali negli individui affetti da psoriasi e trattati con ciclosporina, un principio attivo con effetto immunosoppressivo utilizzato per controllare la risposta immunitaria dell’organismo.

Quest’ultima è una patologia che coinvolge circa il 2% della popolazione italiana, in maggioranza donne (54% contro il 40% degli uomini) e sulla quale influiscono in misura determinante fattori psicologici. Lo studio, della durata di 18 mesi, consisterà nell’osservazione di 1.200 pazienti affetti da psoriasi a placche trattati con ciclosporina: 800 donne, di cui 400 in età fertile e 400 in menopausa, e 400 uomini.

Secondo Flavia Franconi, Professore ordinario di Farmacologia Cellulare all’Università di Sassari, capofila in Italia degli studi sulla Medicina di Genere e Presidente di GISeG – Gruppo Italiano Salute e Genere. “Il grande interesse che Gender Attention sta suscitando nei ricercatori conferma la crescente attenzione rivolta verso la Medicina di Genere e, soprattutto, segnala come la classe medica stia prendendo sempre più consapevolezza delle influenze che il genere ha sulla salute. Anche per questo spero che possa essere d’esempio per progettare altri studi clinici osservazionali e non, focalizzati sul genere“.

Relativamente a questo studio, come chiarisce Aurora Parodi, direttore della Clinica dermatologica dell’Azienda Ospedaliera San Martino di Genova e responsabile del Centro Coordinatore di Gender Attention l’obiettivo primario è quello di rilevare eventuali differenze tra genere femminile e maschile nel tasso d’incidenza degli effetti collaterali procurati dal trattamento con ciclosporina ed esplorare l’esistenza di eventuali relazioni tra effetti collaterali e differenti profili ormonali“. Sarà interessante anche valutare le differenze all’interno dello stesso genere femminile, ma tra le diverse fasi ormonali della donna distinguendo le reazioni in età fertile da quelle che si osservano in menopausa“.

Nello studio sono coinvolti 54 centri universitari ed ospedalieri, ed esiste già una lunga lista di attesa di altri istituti che hanno fatto richiesta di entrare nel progetto. Attendiamo gli ulteriori sviluppi di ricerche nell’ambito della Medicina di Genere, un filone che apre nuove porte alle conoscenze sui trattamenti più efficaci e mirati per le diverse patologie.

Francesca Di Giorgio

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Seguici su Facebook