Scopri Tact, il prototipo di test salivare che comunica l'esito con rilievi percepibili al tatto: come dovrebbe funzionare e quali verifiche mancano.
Per scoprire se è incinta, una donna cieca spesso deve chiedere a qualcun altro di leggere il risultato del test. Due lineette colorate, un’informazione intima e un’altra persona costretta a entrare nella scena. Sneha Rao, studentessa della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, negli Stati Uniti, ha immaginato una soluzione insolita: una sorta di lecca-lecca capace di riconoscere nella saliva l’ormone della gravidanza e di comunicare l’esito direttamente alla lingua.
Il progetto si chiama Tact ed è un test di gravidanza salivare ideato per donne cieche e ipovedenti. L’oggetto dovrebbe cambiare la propria superficie quando incontra l’ormone hCG, formando piccoli rilievi che si avvertono con la lingua. La proposta è affascinante, ma non siamo ancora vicini a un prodotto da trovare in farmacia: la studentessa ha messo alla prova le superfici tattili, mentre il meccanismo che rileva davvero la gravidanza resta da sviluppare e verificare.
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Un risultato intimo che non dovrebbe passare per altri
Tutto parte dalla storia di Joanne Hewitson, donna cieca che nel 2024 ha raccontato di aver dovuto contare sulla sorella per leggere un test di gravidanza. Quell’episodio ha colpito Rao, 27 anni, iscritta a un master in design alla Carnegie Mellon University.
Come spiega la stessa università americana, la questione va oltre la semplice fatica di interpretare un esito. Una gravidanza può essere cercata, inattesa o arrivare in un momento delicato. Dover condividere subito la notizia significa perdere la libertà di decidere tempi e interlocutori.
I test classici, infatti, richiedono quasi sempre la vista: una o due linee, un simbolo, una scritta su uno schermo. Esistono strumenti tecnologici di supporto, ma servono dispositivi aggiuntivi o applicazioni. Rao ha scelto un’altra via: togliere del tutto l’esigenza di guardare il risultato, senza smartphone né lettori esterni.
Come dovrebbe funzionare il test letto con la lingua
Tact ricorda una piccola caramella piatta, composta da una base gelatinosa commestibile. Al suo interno dovrebbe trovare posto un aptamero di DNA, molecola progettata per riconoscere una sostanza precisa: la gonadotropina corionica umana, o hCG, la stessa cercata dai test tradizionali.
Secondo il progetto presentato al James Dyson Award 2026, la saliva attraverserebbe la gelatina e, in presenza di hCG, farebbe gonfiare alcune aree della superficie. Passando la lingua sul disco si noterebbero così i rilievi. Il codice ideato è lineare: rilievi su entrambe le facce indicano un risultato positivo, rilievi su una sola faccia un risultato negativo, superficie del tutto liscia un test non valido.
Il dispositivo dovrebbe inoltre poter essere ingerito o biodegradarsi dopo l’uso, così da non lasciare in giro un oggetto che riveli ad altri l’esecuzione del test. Un aspetto cruciale per chi vive in ambienti condivisi o in contesti dove la riservatezza è anche una questione di sicurezza.
I rilievi si sentono, la risposta all’ormone ancora no
Per individuare la consistenza ideale, Rao ha creato sette campioni stampati in 3D, variando disposizione, densità e altezza dei rilievi, tra 1,2 e 1,6 millimetri. Ha poi riprodotto le superfici in gelatina e, con prove informali condotte con il proprio supervisore e altre persone, ha verificato che le differenze fossero distinguibili con la lingua. Questa fase ha dato esiti incoraggianti. Resta però la parte più impegnativa: far comparire davvero i rilievi in risposta all’ormone della gravidanza.
L’aptamero deve ancora essere inserito nella matrice gelatinosa e il sistema di rigonfiamento andrà testato in laboratorio. Mancano perciò i dati per dire se Tact sappia individuare una gravidanza, con quale accuratezza e da quale momento.
La designer prevede anche prove di accessibilità con persone cieche e ipovedenti, per valutare il dispositivo completo, la confezione, le istruzioni in Braille ed eventuali supporti audio. Per ora, quindi, Tact è un prototipo di design, non un test diagnostico validato.
Esistono già test di gravidanza a base di saliva
Usare la saliva, del resto, non è una novità assoluta. L’azienda israeliana Salignostics ha sviluppato Salistick, un test salivare venduto in vari Paesi, Regno Unito compreso. Anche in questo caso si cerca l’hCG, senza bisogno di raccogliere le urine. L’esito, tuttavia, appare con le consuete lineette colorate e richiede una lettura visiva.
Il tratto distintivo di Tact è l’ambizione di rendere accessibile l’intero percorso, dalla raccolta del campione alla lettura, senza chiedere aiuto a nessuno. Prima di un’eventuale commercializzazione serviranno comunque prove di laboratorio, studi sull’affidabilità diagnostica, controlli sulla sicurezza dei materiali e le autorizzazioni previste per i dispositivi medici. Per ora non c’è alcuna data di arrivo sul mercato.
Rao ha mostrato che la lingua sa distinguere le superfici pensate per comunicare un esito. Deve ancora provare che quelle stesse superfici possano rilevare una gravidanza. Per le donne a cui Tact è rivolto, il vantaggio sarebbe soprattutto poter conoscere una notizia personale prima di doverla raccontare a qualcuno.