Emorroidi in gravidanza: sintomi, cause e cure. Cosa fare per ridurre il fastidio, quali prodotti usare con cautela e quando chiedere assistenza medica
Le emorroidi in gravidanza possono provocare prurito, bruciore, gonfiore e piccole perdite di sangue durante l’evacuazione. Sono un disturbo frequente, soprattutto con il progredire della gestazione. Riconoscere il problema permette di affrontarlo con accorgimenti quotidiani e, quando serve, adeguati trattamenti.
Se i sintomi persistono o compare sanguinamento, il medico può consigliare una visita proctologica per chiarirne le cause. A sottolineare l’importanza di affrontare con prontezza il problema è anche il Dott. Andrea Favara, Responsabile dell’Unità di Colonproctologia della Società Italiana di Chirurgia Colonrettale – sede di Cantù e Dirigente Medico presso ASST Lariana, Ospedale di Cantù (Como). Intervistato da Proctologo.eu, sito dedicato alla proctologia che fa parte del portale specializzato www.eccellenzamedica.it – portale per la prenotazione online di prestazioni presso centri d’eccellenza selezionati presenti nella maggioranza delle città italiane – il medico ha spiegato che:
Almeno il 40% delle donne durante una gravidanza soffrono di malattia emorroidaria con quadri di gravità variabile ma che comunque compromettono indiscutibilmente la qualità della vita in un momento già di per sé delicato. La presenza di sintomi credo non vada mai sottovalutata soprattutto in fase iniziale, quando è più semplice intervenire.
Indice
Quanto sono diffuse?
Uno studio prospettico pubblicato nel 2014 su BJOG, rivista scientifica di ostetricia e ginecologia, ha seguito 280 donne dalla gravidanza fino a un mese dopo il parto. Durante l’osservazione, 114 donne (40,7%) hanno sviluppato emorroidi e altre 7 emorroidi associate a ragade anale.
Il dato riguarda quel campione e comprende anche il periodo successivo alla nascita: non rappresenta una percentuale valida per tutte le donne in gravidanza. Mostra però quanto il disturbo possa essere frequente durante questo percorso.
Perché vengono le emorroidi in gravidanza?
Le emorroidi sono strutture vascolari normalmente presenti nel canale anale. Si parla di malattia emorroidaria quando si ingrossano, sanguinano o scivolano verso l’esterno causando disturbi.
Durante la gravidanza intervengono diversi fattori. L’utero che cresce comprime i vasi del bacino e ostacola il ritorno del sangue venoso. Anche i cambiamenti ormonali, compreso l’aumento del progesterone favoriscono la stitichezza. Le feci dure e gli sforzi ripetuti per espellerle possono poi aggravare il problema.
I disturbi diventano più probabili con l’avanzare della gestazione. Inoltre, aver già sofferto di emorroidi in passato può favorirne la ricomparsa.
Come riconoscere i sintomi
I segnali più comuni comprendono:
- Prurito e irritazione intorno all’ano;
- Gonfiore o presenza di un nodulo;
- Fastidio quando si sta sedute o si evacua;
- Tracce di sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci;
- Fuoriuscita di tessuto dall’ano durante la defecazione.
Le emorroidi interne possono sanguinare senza provocare dolore e, in alcuni casi, fuoriuscire attraverso l’ano: questo fenomeno si chiama prolasso. Le emorroidi esterne interessano invece la zona sotto la pelle intorno all’ano e possono causare gonfiore e dolorabilità.
Questi sintomi non consentono sempre un’autodiagnosi. Anche una ragade può causare sangue e dolore, soprattutto durante e dopo l’evacuazione. Per questo, in presenza di un sanguinamento nuovo o ricorrente è necessario parlarne con il proprio medico o ginecologo o direttamente con uno specialista proctologo.
Cosa fare per alleviare gonfiore e fastidio
Il primo obiettivo è rendere l’evacuazione più facile ed evitare di irritare ulteriormente la zona. Alcune buone abitudini possono aiutare:
- Non rimandare lo stimolo ed evitare di restare sul WC più del necessario;
- Evitare spinte intense e prolungate per evacuare;
- Alternare, durante la giornata, i momenti da trascorrere sedute o in piedi;
- Camminare regolarmente, se il decorso della gravidanza e le indicazioni ostetriche lo consentono;
- Dopo l’evacuazione, detergere delicatamente la zona e asciugare tamponando, senza sfregare.
Per un sollievo temporaneo è possibile appoggiare delicatamente un panno fresco sulla parte dolente, evitando il ghiaccio a contatto diretto con la pelle. Anche un breve bagno con acqua tiepida può attenuare prurito e dolore.
Questi accorgimenti possono ridurre i sintomi, ma non garantiscono l’immediata scomparsa del gonfiore. Se il dolore aumenta o il disturbo non migliora, occorre rivalutare la situazione con il medico.
Cosa mangiare e come contrastare la stitichezza
L’alimentazione aiuta soprattutto a mantenere le feci morbide. È utile introdurre frutta, verdura, legumi e cereali integrali, aumentando gradualmente le fibre per limitare gonfiore e meteorismo. Altrettanto importante è la regolare assunzione di acqua.
Non esiste invece un alimento capace di “sfiammare” immediatamente le emorroidi: conviene osservare la propria tolleranza ed evitare restrizioni inutili.
Se la stitichezza persiste, il medico può valutare un lassativo compatibile con la gravidanza. Anche gli integratori di ferro potrebbero rendere più difficoltosa l’evacuazione: non vanno sospesi autonomamente, ma è possibile segnalare il problema al medico che li ha prescritti per valutare eventuali adattamenti della terapia.
Quale crema si può usare in gravidanza?
Non esiste una pomata migliore per tutte le donne. La scelta dipende dai sintomi, dalla composizione del prodotto e dalla situazione clinica. Creme, unguenti e supposte possono contenere sostanze diverse, tra cui protettivi, anestetici locali o corticosteroidi.
In gravidanza è opportuno verificare con il medico o il farmacista l’idoneità dello specifico prodotto, anche in caso di acquisto senza ricetta.
Le terapie locali alleviano i sintomi, ma non correggono da sole la stitichezza o un eventuale prolasso. Anche i possibili benefici promessi da antidolorifici, integratori e prodotti erboristici vanno attentamente verificati.
Una testimonianza reale: l’esperienza di Kimmie
In un racconto autobiografico pubblicato su Romper nel 2018, Kimmie Fink descrive la comparsa di una tumefazione molto dolorosa alla 18ª settimana di gravidanza. Aveva già sofferto di trombosi emorroidaria durante una precedente gestazione. Dopo la valutazione ostetrica e chirurgica, racconta di aver scelto un intervento per il nuovo episodio.
Quella di Kimmie è un’esperienza individuale con una complicanza, non il decorso abituale delle emorroidi in gravidanza né un’indicazione generale alla chirurgia. Il racconto evidenzia però quanto il dolore possa incidere sulla quotidianità e quanto sia utile avvalersi di assistenza medica.
Quando chiedere assistenza medica
È importante richiedere una tempestiva valutazione in caso di sanguinamento anale, perdite abbondanti o continue, dolore molto intenso, febbre e pus.
Se non è chiaro se il sangue provenga dal canale anale o vaginale, si consiglia di contattare subito il riferimento ostetrico. Anche sintomi meno intensi meritano un controllo quando persistono, ricompaiono spesso o rendono difficile le evacuazioni, il riposo e lo svolgimento delle attività quotidiane.
Domande frequenti sulle emorroidi in gravidanza
Come far rientrare le emorroidi in gravidanza?
Bisogna distinguere le emorroidi esterne da quelle interne prolassate. Le esterne non vanno spinte dentro. Il prolasso interno può rientrare spontaneamente, ma prima di tentare manovre manuali è opportuno chiedere indicazioni allo specialista. Non forzare se compaiono dolore o resistenza.
Quanto durano e passano dopo il parto?
La durata varia: i sintomi possono migliorare in pochi giorni oppure ripresentarsi durante la gestazione. Dopo il parto, spesso si attenuano nell’arco di giorni o settimane. Se persistono, serve un controllo; l’eventuale terapia va verificata anche rispetto all’allattamento.
Possono comparire all’inizio della gravidanza?
Sì, soprattutto se la malattia emorroidaria era già presente. In assenza di disturbi precedenti, i periodi più critici sono generalmente il secondo e il terzo trimestre e le fasi vicine al parto.
Fonti e bibliografia
- https://www.proctologo.eu/emorroidi-gravidanza-dott-andrea-favara;
- Poskus T, Buzinskienė D, Drasutiene G, Samalavicius NE, Barkus A, Barisauskiene A, Tutkuviene J, Sakalauskaite I, Drasutis J, Jasulaitis A, Jakaitiene A. Haemorrhoids and anal fissures during pregnancy and after childbirth: a prospective cohort study. BJOG. 2014 Dec;121(13):1666-71. doi: 10.1111/1471-0528.12838. Epub 2014 May 9. PMID: 24810254;
- https://www.romper.com/p/i-had-a-hemorrhoidectomy-in-my-second-trimester-this-is-what-thats-like-8074879;
- https://www.siccr.org/informazioni-generali/emorroidi-in-gravidanza/;
- https://www.nhs.uk/pregnancy/common-symptoms/piles/;
- https://www.sps.nhs.uk/articles/haemorrhoids-treatment-during-pregnancy/;
- https://www.medicinesinpregnancy.org/leaflets-a-z/haemorrhoids/;
- https://www.niddk.nih.gov/health-information/digestive-diseases/hemorrhoids/symptoms-causes;
- https://www.nhs.uk/conditions/piles-haemorrhoids/;
- https://www.nhs.uk/pregnancy/labour-and-birth/your-body/.