Piccolo di poche ore affidato alla Culla per la Vita a Giaveno. Sta bene e inizierà presto il percorso adottivo. Volontari: scelta d'amore, non abbandono.
In una calda giornata di giugno, una decisione carica di dolore ma anche di profonda responsabilità ha segnato l’inizio di una nuova vita. Sabato 20 giugno 2026, un bambino venuto al mondo da poche ore è stato deposto nella Culla per la Vita che si trova in via Rametti, proprio davanti alla struttura sanitaria di Giaveno, località piemontese che dista una quarantina di minuti da Torino.
Il piccolo, di sesso maschile e del peso di circa 2,5 kg, era stato collocato con attenzione dentro una borsa isotermica e coperto da una coperta termica per garantirgli protezione dal freddo. Non vi erano lettere, messaggi né oggetti affettivi: soltanto la volontà ferma di chi ha deciso di consegnarlo a un domani migliore, usufruendo del completo anonimato previsto dalla normativa vigente.
Intervento immediato grazie al sistema di allerta automatico
Il meccanismo di sicurezza ha funzionato alla perfezione. Non appena il neonato è stato adagiato nella culla, l’allarme integrato si è azionato automaticamente, inviando una segnalazione istantanea ai responsabili del Centro di Accoglienza alla Vita «L’Annunciazione», ente che supervisiona questa importante risorsa sociale.
Gli operatori hanno raggiunto immediatamente la sede e, dopo aver allertato il 112, hanno aperto lo sportello protetto per verificare le condizioni del bambino. Teresa Bava, che presiede il Cav territoriale, ha coordinato tutte le operazioni previste dal regolamento, constatando con sollievo che il piccolo respirava normalmente. L’emozione è stata fortissima, trattandosi del primo caso registrato da quando la struttura è stata attivata nel 2015.
Ricovero ospedaliero e prospettive di adozione
Accompagnato dall’équipe medica del servizio di emergenza, il neonato è stato immediatamente trasportato in ambulanza e accolto nel reparto pediatrico dell’ospedale di Rivoli per essere sottoposto a tutti i controlli sanitari necessari. Le prime valutazioni mediche hanno fornito riscontri rassicuranti: il bambino gode di buona salute, è vigile e non mostra alcuna criticità. Completati gli iter amministrativi e giudiziari disposti dall’autorità competente, per lui inizierà presto il percorso verso l’adozione.
I responsabili della struttura hanno tenuto a respingere ogni forma di condanna nei confronti di chi ha compiuto questa scelta, affermando con profonda partecipazione:
Non si tratta di un abbandono ma di un gesto d’amore.
Una dichiarazione che sottolinea pienamente l’importanza di questi sistemi termoregolati e privi di videosorveglianza, concepiti specificamente per salvaguardare l’incolumità dei bambini e garantire la riservatezza delle donne che si trovano in situazioni di grave difficoltà.