Donare il cordone ombelicale: un gesto che può salvare una vita

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Donare il cordone ombelicale al momento del parto è un gesto generoso e nobile che può salvare la vita ad altri bambini nel mondo. Fortunatamente in Italia questa pratica si sta diffondendo sempre di più tanto che la più famosa banca di cordoni ombelicali del nostro paese, la Cord Blood Bank con sede a Milano, festeggerà l'8 giugno i suoi venti anni di attività.

In quella data è previsto un convegno internazionale in cui si farà un po' il punto della situazione sulle raccolte e i risultati ottenuti grazie alla generosità delle mamme che scelgono di donare il proprio cordone ombelicale. In Italia in questi anni sono stati raccolte circa 32 mila donazioni in 41 strutture della Lombardia e di Trento. Attualmente rimangono a disposizione di chi ne ha bisogno diecimila donazioni di sangue cordonale disponibili al trapianto.

Del cordone ombelicale donato vengono utilizzate per il trapianto le staminali del sangue che sono utili proprio come quelle del midollo osseo per la cura di malattie come leucemie, linfomi, immunodeficienze e altro. Il vantaggio di questo metodo sta nel fatto che le staminali sono in grado di originare le varie cellule del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine). Il problema però è che non tutti i cordoni possono essere utilizzati per diverse ragioni e anche perché, dato che la conservazione è molto costosa (tra i 1000 e i 2000 euro), vengono congelati sono quelli con caratteristiche migliori.

Il convegno della Cord Blood Bank sarà un appuntamento importante anche perché si parlerà delle nuove frontiere di queste donazioni ad esempio della possibilità di riuscire ad utilizzare anche i cordoni ombelicali che attualmente vengono considerati non idonei, servendosi di appositi gel piastrinici che vadano a riparare eventuali problemi.

I trapianti hanno una discreta possibilità di successo come ha dichiarato l'ematologo della Cord Blood Bank Paolo Rebulla a La Stampa «Sappiamo che la metà delle persone trapiantate è oggi ancora viva e per noi è grande traguardo. Qualche mese fa abbiamo inviato in Cile una donazione conservata per 17 anni per una ragazzina che è stata trapiantata e ora sta bene. Di recente sono venuti a trovarci di persona i nonni di una bambina francese salvata da un trapianto di sangue ombelicale conservato nella nostra banca. Le storie sono tante, e ognuna di questa ci dà la spinta a fare sempre di più».

Francesca Biagioli

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