I bambini trascurati hanno il cervello più piccolo

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Qual è il vero impatto dell'amore di una mamma? Lo ha svelato Joan L. Luby, un professore di psichiatria infantile della Washington University School of Medicine di St. Louis, che ha scoperto come i cervelli dei bambini trascurati siano molto più piccoli rispetto a come dovrebbero essere nei piccoli di 3 anni.

Entrambe le immagini che vedete sono scansioni del cervello di due bambini di tre anni, ma il cervello di sinistra è notevolmente più grande e ha meno macchie scure rispetto a quella di destra. Secondo i neurologi questa differenza notevole è causata principalmente dal modo in cui è stato trattato ogni bambino dalla sua mamma. Il bambino con il cervello più grande e più sviluppato è stato curato e ricoperto di attenzioni da sua madre, mentre il bambino con il cervello piccolo è stato vittima di grave trascuratezza e abusi.

Le conseguenze di questi deficit, dicono gli esperti, colpiranno il bambino per tutta la vita. Perché, mentre quello di sinistra con il cervello più grande sarà più intelligente e avrà più probabilità di sviluppare capacità sociali, entrando in empatia con gli altri, al contrario, il bambino con il cervello rimpicciolito avrà più possibilità di diventare un criminale o un tossicodipendente, oltre a correre un rischio maggiore di ammalarsi. Sembra anche che più grande è la negligenza della madre più pronunciato sarà il danno del bambino.

Il professor Allan Schore della UCLA, che ha contribuito allo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences Early Edition, ha spiegato al Telegraph che quando un bambino non viene trattato adeguatamente nei primi due anni di vita, l'mpatto sul suo corretto sviluppo può essere devastante, con diversi aspetti delle funzioni cerebrali, tra cui l'intelligenza, che non funzioneranno correttamente. Sembra anche che più grande è la negligenza della madre più pronunciato sarà il danno nel bambino. Ecco perché è importante consolare il nostro piccolo quando di sbuccia un ginocchio o cantargli la ninna nanna.

Roberta Ragni