Pillola dei 5 giorni dopo: su EllaOne è ancora polemica

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In vendita nelle farmacie dallo scorso 2 aprile, EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo, continua a far discutere.

Questa volta a causa di 85 parlamentari, che hanno creato un "Intergruppo per il valore della vita" presentando un'interrogazione al ministro della Salute Renato Balduzzi e un esposto all'Antitrust contro la pillola.

In pratica, anche se venduta come contraccettivo di emergenza, secondo i parlamentari EllaOne sarebbe una pillola potenzialmente abortiva che impedisce all'eventuale embrione di annidarsi in utero e, per questo, in contrasto con la legge 194 e con la legge 405 sui consultori ed a tutela del prodotto del concepimento.

Il "gruppo per la vita" chiede al ministro Balduzzi di sospendere la commercializzazione della pillola e pone sotto accusa un'informazione non corretta, quasi ingannevole, sul meccanismo di funzionamento di questa pillola.

LA REAZIONE. Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Coscioni, dichiara: "La pillola dei 5 giorni dopo non è abortiva, anzi rappresenta un valido strumento per la salute delle donne, svolgendo un ruolo importante per scongiurare il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza. È già in vendita in 28 paesi, è stata approvata dall'Ema (Autorità europea dei farmaci) come contraccettivo d'emergenza nel maggio del 2009 e successivamente, nell'agosto 2010, anche dalla Fda statunitense. È tempo di finirla con queste ridicole divisioni tra coloro che si autodefiniscono per la vita e il resto del mondo".

La Gallo accusa in buona sostanza i parlamentati strumentalizzare la vicenda a fini elettorali, apportando tesi a-scientifiche e oscurantiste. "Il farmaco in questione, infatti, non entra in contrasto con la legge 194 e neppure con la legge sui consultori. Al contrario, proclami di tal genere mettono a rischio la salute della donna che non può abortire nel momento in cui la sua salute è in pericolo e non può recarsi nei consultori, ormai pochissimi. Il Parlamento – conclude Filomena Gallo – si occupi piuttosto di garantire che norme, come la 194, siano applicate correttamente senza interruzioni di servizio e il Ministro della Salute Balduzzi si preoccupi di reperire più fondi per i consultori che stanno scomparendo".