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Pranzo a scuola: qual è il pasto ideale?

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Vuoi per il rendimento del bambino, vuoi per le eventuali discussioni con gli insegnanti per una presunta ingiustizia ricevuta, sono tante le preoccupazioni che affliggono i genitori nel periodo della scuola.

 

Ma prima fra tutte, l’alimentazione del proprio figlio. Sono infatti sempre più le mamme e i papà che, per svariati motivi, decidono di iscrivere i propri ragazzi alle classi a tempo pieno e quindi di affidare il loro ristoro alle mense scolastiche.

Ma qual è il pasto ideale da consumare a scuola?

Partendo dal presupposto che è bene che i bambini mangino un po’ di tutto, per descrivere il piatto ideale basterebbero tre aggettivi: sano, privo di grassi e soprattutto variegato. Ciò significa, un piatto di pasta, un secondo a base di carne o pesce, un contorno di verdure e per finire un po’ di frutta. 

Ma come fare affinché i bambini possano mangiare tutto, anche piatti meno graditi come pesce e verdure?

Bastano semplici accorgimenti da parte dei cuochi. Innanzitutto è bene prestare assoluta attenzione alla qualità dei cibi: se il cibo non è buono, è naturale che i bambini lo rifiutino! Secondo, è consigliabile offrire ai bambini dei piatti “colorati”, che possano attrarli maggiormente, stimolando la loro curiosità e invogliandoli ad assaggiare anche quei cibi per loro meno gustosi. Presentare poi piccole porzioni è un ottimo rimedio per far si che il bambino assaggi un po’ di tutto nello stesso pasto.

Per quanto riguarda le verdure, è ormai assodato che un buon rimedio per farle mangiare ai più piccoli è quello di nasconderle nei piatti, ovvero mescolarle con gli altri cibi.

Anche le maestre però svolgono un ruolo determinante durante la pausa pranzo. A loro, ad esempio, l’arduo compito di cercare di coinvolgere gli alunni durante il pasto, invogliandoli a provare anche quei cibi per loro meno gustosi. Un utile rimedio è l’organizzazione di laboratori di cucina, dove essi posso sperimentare direttamente la preparazione delle varie pietanze, toccando con mano e assaggiando i vari ingredienti. A volte si può procedere anche attraverso un piccolo scambio: il bambino può mangiare il dolce o la pizza, ma deve assaggiare il pesce o la verdura.

È bene poi che la maestra faccia attenzione alle esigenze del bambino e cerchi di capire quando si tratta di un capriccio o quando proprio quel sapore non è di suo gradimento.

Infine, qualche consiglio anche per i genitori, protagonisti assoluti dell’educazione alimentare dei propri figli: è bene informarsi costantemente sul menù offerto ai propri figli e in caso di dubbi o problemi informare subito le maestre e il dirigente scolastico, sia per quanto concerne la tipologia dei pasti sia per la gestione della mensa.

Fabrizio Giona

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