Pausa merenda in stile americano. La storia di 5 golosità a stelle e strisce

cheescake galbani

Frutta o merendine? Dolci fatti in casa o panini imbottiti? La merenda dei bambini dovrebbe essere in realtà sempre una buona occasione per far mangiare ai piccoli qualcosa di gustoso che sia allo stesso tempo salutare e genuino. Bando, quindi, ai prodotti confezionati e cerchiamo di rendere il momento della pausa merenda quanto più sano possibile.

Senza rinunciare al gusto e, perché no, al divertimento di mangiucchiare qualcosa di diverso, potremmo offrire ai cuccioli di casa un pomeriggio tutto americano!

Via con la fantasia e non disperate: anche per una merenda a stelle e strisce potrete raccogliere i migliori ingredienti e fare in casa uno spuntino semplice di tutto rispetto!

Cosa c’è nei ricettari americani? Ecco a voi cinque idee e la storia di ogni golosità:

1. Cheesecake

Che mondo americano sarebbe senza cheesecake? Dalle origini antichissime (pare che già nell’antica Grecia, durante i giochi olimpici, venisse servito agli atleti un dolce soffice con crema al formaggio e miele), la sua ricetta si diffuse tra gli antichi romani, mentre l’antenata della cheesecake che conosciamo ai giorni nostri è nata proprio in America.

Il merito sarebbe stato di un imprenditore che, provando a riprodurre un formaggio francese, creò quella che sarebbe poi diventata la classica crema per cheesecake, lavorando il formaggio fresco con altri ingredienti.

Oggi esistono tante ricette di cheesecake: dalla new york cheesecake, che va cotta in forno, alla cheesecake bianca, da quelle ricoperte da uno strato di marmellata o di frutta fresca a quelle con la base di biscotti, fino alla torta al cheesecake, con una morbida base di Pan di Spagna.

Rimane solo l’imbarazzo della scelta e scegliere la ricetta che più fa per voi!

2. Pancake

pancake

I pancake ai vostri figli vanno fatti regolarmente almeno come goloso risveglio di un giorno di festa! Quelli classici allo sciroppo d’acero sono la classica colazione della domenica mattina, ma sono veloci da fare e degustare anche come spuntino pomeridiano. In ogni caso ricordate: meglio fare i pancake sempre al momento!

Pare strano, ma anche queste deliziose frittelle prendono origine nell’Antica Grecia: si narra, infatti, che nel 500 a.C. Cratino e Magnete descrivessero pancake nelle loro opere, o meglio le cosiddette “teganites” o “tagenites”, dal nome del tegame nel quale si cuocevano, con farina, olio di oliva, miele e magari formaggio.

Poi furono gli antichi Romani a mangiare le “Alita Dolcia”, frittelle di farina, latte, uova e spezie, ma la parola “pancake” comparirà solo più tardi in un documento in inglese redatto nel ‘400. Mentre per capire la vera origine dei pancake americani bisogna spostarsi più vicino casa nostra, in Olanda, dove si trovano “pannekoek” e dei “poffertjes”, molto somiglianti ai pancake americani.

Dai Paesi Bassi agli Stati Uniti il passo fu breve soltanto dopo la scoperta dell’America. Qui, i poffertjes olandesi persero alcune particolarità e si aggiunse il lievito.

Oggi, la ricetta comprende latte, farina, uova, burro e zucchero e tanto sciroppo d’acero! Buon appetito!

3. Muffin

muffin

Dolci o salati, al cioccolato o bianchi, ai frutti di bosco o alla zucca, e poi banane, arance, fragole, vaniglia, verdure… Chi conosce i muffin, sa bene che se ne possono creare di tutti i tipi e davvero per tutti i palati. La loro forma rotonda con la cima a calotta è inconfondibile e per una sana merenda non possono mancare.

Il termine “muffin” comparirebbe per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la dicitura “moofin”. Sulla sua origine, alcune versioni pensano derivi dal vocabolo francese “moufflet” (a individuare un tipo di pane molto morbido), altre si rifanno al germanico “muffe”, che indicherebbe una torta.

Pare, inoltre, cha fino alla metà diciannovesimo secolo i muffin – cucinati usando per lo più avanzi - fossero alimento delle classi più povere al servizio dei signori inglesi. Ma in epoca vittoriana i muffin vennero conosciuti praticamente da ogni rango sociale.

In realtà, pare che ci siano due i principali tipi di muffin: uno inglese e uno americano, tutti e due preparati al forno con farina di grano o mais, latte, burro, lievito e sale.

Negli Usa, molti stati hanno un proprio tipo di muffin: nel Minnesota si trova quello ai mirtilli, nel Massachusetts i muffin al mais e a New York alle mele.

4. M&M’s cookie

Super colorati e cioccolatosi. Le celeberrime perline di cioccolato hanno un’origine un po’ “battagliera”. L’idea delle M&M’s® Choco sarebbe infatti nata a seguito della guerra civile spagnola: Forrester Mars Senior, trovandosi in Spagna, vide un gruppo di soldati mangiare palline di cioccolato ricoperte da una superficie di zucchero, che impediva al cioccolato di sciogliersi. Trovando ispirazione, Forrester Mars Senior inventò la ricetta delle M&M’s® Choco.

Le M&M’s® Choco furono così lanciate sul mercato nel 1941 e pare che divennero presto lo snack preferito dei soldati americani della seconda guerra mondiale, perché, imballate in tubi di cartone, erano molto comode da trasportare. Alla fine degli anni ‘40, le M&M’s® diventarono disponibili sul mercato anche per il grande pubblico. E fu subito amore.

Qui la ricetta dei biscotti con gli M&M’s.

5. Doughnut, le ciambelle di Homer Simpson

doughnut

O anche dette Donut, sono frittelle dolci originarie degli Stati Uniti ma anche del Canada. Di solito fritti a forma di ciambella o senza buco, e spesso ripieni, quello che li caratterizza è la copertura in genere di zucchero, ma anche di cioccolato o glassa d’acero.

La prima ricetta per preparare i Doughnut è comparsa negli States nei primi anni dell’800 per poi diffondersi nel resto dell’America, ma pare si debba prima ancora agli olandesi la loro diffusione nel Nuovo Continente.

Prima del 1850, infatti, grazie alla migrazione dai Paesi Bassi agli Stati Uniti, arrivarono qui i cosiddetti “olykoeks”, una specie di dolcetto zuccherato fritto nel grasso. Per ovviare, però, al problema che non si riusciva mai a cuocere bene la parte centrale, un certo capitano americano Hanson Gregory trasformò le olykoeks nelle ciambelle che sono arrivate ai nostri giorni, prima farcendo il centro (dough) con nocciole (hazelnut) o noci (walnut) - da cui il nome doughnut -, poi bucandole al centro per avere cottura omogenea.

La ciambella con il buco cominciò a diffondersi nel corso della Prima Guerra Mondiale, ma una massiccia diffusione si ebbe nel 1920, quando venne inventato e costruito il primo macchinario che produceva in serie le ciambelle, grazie all’idea di tale Adolph Levitt, un rifugiato russo che lo introdusse nella sua bakery di New York.

Fu un enorme successo, tanto che negli Stati Uniti ai Doughnut oggi è addirittura dedicata una giornata nazionale nel mese di giugno: il National Doughnut Day!

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