Disturbi alimentari: in Italia aumenta anoressia e bulimia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Disturbi alimentari: circa il 5-6% della popolazione femminile tra i 12 e i 25 anni soffre di anoressia, bulimia o altri disordini non altrimenti specificati (definiti in inglese con l’acronimo Ednos: Eating Disorders Not Otherwise Specified).

È il quadro delineato da Nazario Melchionda, presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) e professore associato di Endocrinologia all’Università di Bologna Alma Mater Studiorum. Si tratta di un “un fenomeno in aumento in Italia – spiega il professore – dove c’è una sempre maggiore attenzione nei confronti dell’immagine. E i settori dove queste malattie sono più diffuse rimangono la moda, che presenta ancora oggi in passerella donne ‘impossibili’, e lo sport, in particolare la danza”.

Secondo i dati della Sisdca, l’incidenza di queste malattie alimentari è dello 0,5% per l’anoressia, tra l’1% e il 2 % per la bulimia e circa del 3-4% per i disturbi Ednos. “Una volta, la Venere di Milo era considerata una donna bellissima – dice Melchionda all’Adnkronos Salute – oggi viene ritenuta grassa“.

E, in termini di salute, si sa, è un disastro totale. Quella inspiegabile restrizione a tavola che ci si impone, infatti, provoca uno scompenso ormonale tale da “creare una situazione simile a quella della dipendenza dagli stupefacenti“, spiega Melchionda. “Le vie neurali del sistema di ricompensa nel nostro cervello, infatti, sono uguali per il cibo e per la droga. E quando ci priviamo, ad esempio, dello zucchero, il cervello va in tilt, così le malate perdono il controllo della situazione“.

Infine, conclude Melchionda: “l’anoressia è una patologia che si nota e che più spesso finisce sui giornali, con le foto di donne emaciate e palesemente malate. E poi una anoressica ‘purà è molto rara: nel giro di sei mesi, un anno, tutte diventano bulimiche. La bulimia, invece, è più subdola, non si vede, e le pazienti riescono a tenerla nascosta anche per anni. La paziente anoressica è inoltre egosintonica, cioè è convinta di stare bene, mentre la bulimica sta male e si svela nel momento in cui chiede un aiuto, ha bisogno di curarsi“.

LEGGI ANCHE: ANORESSIA E BULIMIA, ECCO COME SI MANIFESTANO

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.