Anoressia e bulimia, come si manifestano

Anoressia e bulimia, come si manifestano

Anoressia e bulimia: ecco come si manifestano

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Anoressia e bulimia mali di vivere di giovani ragazze e vere e proprie patologie che non risparmiano anche donne di età compresa tra i trenta e i trentacinque anni. Ma come si presentano?

Il primo aggettivo che viene in mente per qualificare anoressia e bulimia è “subdola“. Si, tratta, infatti, di una malattia il cui inizio si confonde con facilità con una astenia o col semplice desiderio di fare una dieta.

Nonostante la perdita di peso, paradossalmente le forze fisiche non vengono a mancare. Il corpo risponde alla propria esigenza di sopravvivere producendo la serotonina in quantità superiore alla norma e così, per i primi tempi, si ha più vigore e forza (tanto che questo periodo è chiamato “luna di miele con l’anoressia”, in cui si crede di aver trovato la soluzione a parecchi problemi).

Il primo campanello di allarme che testimonia l’instaurazione definitiva della patologia è l’amenorrea, ossia la scomparsa del ciclo mestruale (secondo il D.S.M. IVDiagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – uno dei criteri diagnostici dell’anoressia nervosa è la scomparsa di almeno tre cicli mestruali consecutivi).

Perfezionismo e “deficit di autostima” sono le caratteristiche del soggetto anoressico. Già nello stadio immediatamente precedente la malattia vera e propria, si avrebbero delle aspettative elevate nei confronti di se stessi, considerando un fallimento tutto quello che non è perfetto. Si parla in questo caso di “perfezionismo nevrotico“: i primi fattori predisponenti lo sviluppo dell’anoressia sarebbero un insieme di tendenze perfezionistiche con una generale insoddisfazione per la vita. Da qui, il non essere in grado di raggiungere la perfezione porta a rinforzare una scarsa autostima. Spesso sono le donne ad avere più problemi in questo ambito. La loro autostima si collega principalmente a fattori esterni, come l’aspetto fisico, il fare le cose per gli altri, rispondere alle necessità di altri. Essere, insomma, “approvate” da chi sta loro attorno.

Un ruolo importante in tutto questo lo gioca la famiglia, che può addirittura facilitare lo sviluppo di una scarsa autostima e può caricare all’inverosimile tratti perfezionistici.

Nel caso della bulimia (chi ne soffre mangia in maniera compulsiva e va subito in bagno per vomitare), l’assenza di dimagrimento fa sì che ci si accorga ancora più tardi della sua esistenza. Il problema viene a galla nel momento in cui iniziano i disturbi fisici legati al vomito indotto: insufficienza cardiaca, lesioni all’esofago, crisi tetaniche (una serie di contrazioni muscolari).

Non ci si vuole qui ergere ad esperti, ma se si impara a osservare il comportamento di una ragazza che si crede possa avere simili problemi, probabilmente si riesce ad affrontarli prima che diventino irreparabili.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.