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Reiki: origini, come funziona, livelli e benefici

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Negli ultimi anni la pratica del Reiki, proveniente dal mondo orientale, si è diffusa anche in Italia. Nata in Giappone intorno alla metà dell’Ottocento, indica un sistema di guarigione e di autoguarigione che sfrutta l’imposizione delle mani per canalizzare le energie terapeutiche e favorire il benessere della persona. Pur avendo una base spirituale, non si tratta di una religione e chiunque può sottoporsi a questo trattamento.

Lo scopo del massaggio Reiki è quello di trattare disturbi di vario tipo e malesseri sia fisici che emotivi e spirituali. Prima di approfondire in cosa consiste esattamente questa particolare pratica, scopriamo quali sono le sue origini e suoi livelli.

Le origini del Reiki 

Reiki è un termine giapponese composto da due sillabe: “rei” indica “l’energia vitale universale”, mentre “ki” si riferisce alla “forza interiore” che scorre nel corpo. Questa pratica affonda le sue radici in Giappone, dove fu messa a punto nella seconda metà dell’Ottocento da Mikao Usui, un monaco molto apprezzato nel suo Paese per le sue abilità di guaritore.

Negli scorsi decenni, questa pratica è giunta dal Sol Levante in Occidente, dove sono nate numerose scuole che propongono corsi di formazione per chi desidera apprendere il massaggio Reiki. In alcune di queste scuole vengono insegnati anche concetti che derivano da altre tradizioni, ad esempio quello del chakra (tipico della medicina ayurvedica indiana.)

Nonostante il Reiki non sia riconosciuto ufficialmente dalla comunità scientifica e medicina, diversi professionisti del mondo sanitario ne riconoscono i benefici e lo accettano come terapia complementare.

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I livelli del Reiki

Chi sceglie di apprendere questa pratica nata in Giappone, deve superare un percorso articolato su più livelli. All’aspirante Reiki master di solito viene proposto un programma base che prevede la storia del Reiki, la teoria sull’energia secondo la fisica quantistica, una proposta olistica di visione della malattia. I principali livelli del Reiki sono tre. Ad ogni livello corrispondono delle attivazioni di energia e delle armonizzazioni per canalizzare il flusso di energia su se stessi o su altre persone o cose.

Primo livello

È finalizzato all’assorbimento del dolore e alla guarigione e consente al praticante di poter effettuare dei trattamenti base originati da una serie di posizioni delle mani sul corpo del paziente. A questo si aggiunge l’auto-trattamento, che avviene sempre con le mani a contatto del corpo e infine il trattamento veloce, detto anche di pronto soccorso.

Secondo livello

Questo secondo livello permette al praticante di trattare i disturbi mentali, come ansia e depressione, e altri aspetti della vita per restituire alla persona benessere e serenità. Nel secondo livello Reiki, esiste anche il trattamento a distanza.

Terzo livello

Si tratta di un livello di tipo didattico per diventare un Maestro di Reiki. Dopo un percorso esperienziale abbastanza maturo e un lavoro di purificazione personale, l’aspirante guaritore apprende ulteriori tecniche di radicamento, pulizia, strofinamento, pulsazione e percussione. Secondo i circoli Reiki tradizionali, questo livello può essere raggiunto esclusivamente dalle persone adatte a dedicare la propria vita al Reiki e a diventare Maestri di Reiki.

In cosa consiste il massaggio Reiki?

Il Reiki può essere praticato sugli altri o su sé stessi, per questo si parla di una pratica di guarigione o di autoguarigione. La pratica del Reiki si basa sul riequilibrio e sullo sblocco delle energie. Secondo i suoi sostenitori, esiste un’energia vitale invisibile che scorre dentro di noi e che ci permette di vivere. Se questa forza vitale è bassa ci sentiamo stanchi e saremo più esposti alle malattie. Se, invece, la nostra energia vitale è alta, proviamo una sensazione di felicità e la nostra salute sarà più robusta.

Chi pratica il Reiki guarda l’individuo nel suo complesso, non soltanto il suo corpo, ma anche le sue emozioni e la sua mente. Durante una seduta di Reiki, l’operatore avvicina o appoggia le mani sul corpo del soggetto interessato, in modo che l’energia vitale universale possa fluire naturalmente nelle aree del corpo che più ne hanno bisogno. Per il trattamento non è necessario spogliarsi e durante la seduta vengono toccati con delicatezza diversi punti del corpo, dalla testa alle gambe, focalizzandosi sui centri energetici del paziente stesso (chakra) e sui punti di dolore o disagio. A differenza di altri metodi, il Reiki non comporta l’utilizzo di pressione, massaggio o strumentazioni. 

I benefici

I benefici principali di un trattamento di Reiki sono la sensazione di rilassamento, pace e benessere che si provano durante e alla fine della seduta. Secondo i sostenitori di questa pratica, il massaggio Reiki aiuta ad allontanare lo stress e la tensione, a rilassare i muscoli, favorire il sonno e stimolare il sistema immunitario. 

Il Reiki viene spesso confuso con la pranoterapia, ma bisogna fare un’importante distinzione al riguardo: mentre la pranoterapia considera il corpo umano un campo energetico e il pranoterapeuta cede la propria energia in eccesso; chi pratica il Reiki, pur basandosi sullo stesso principio e utilizzando l’imposizione delle mani, non cede la sua energia, ma è un semplice canalizzatore dell’energia universale.

Fonte: Scienza e Conoscenza/Cure Naturali

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Siciliana nata tra le pendici dell’Etna e il mare, ma trapiantata a Roma da qualche anno. Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo, è appassionata al mondo del benessere e del bio. Estremamente curiosa, ama scrivere, conoscere nuove storie e osservare il mondo, soprattutto attraverso le lenti di una macchina fotografica.