Malattie respiratorie: colpa dello smog e dello stile di vita

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È allarme inquinamento per gli effetti negativi, sempre più presenti, che esso genera sul nostro stato di salute. Lo smog, oltre a far male al cervello e aumentare il rischio d’infarto, accresce l’incidenza delle malattie respiratorie.

L’Oms, dati alla mano, lo denuncia da diverso tempo: più di 2 milioni di persone muoiono per l’inalazione di particelle fini che inquinano l’aria. La conferma è arrivata ieri durante il meeting organizzato a Napoli dalla divisione specifica dell’Ospedale “Antonio Cardarelli”, coordinato dal direttore del dipartimento Gennaro D’Amato.

Asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (bpco) ed enfisema, sono le patologie respiratorie che maggiormente colpiscono gli italiani. La causa, secondo gli oltre 200 esperti presenti, risiederebbe proprio nei cambiamenti climatici, nell’incremento dello smog e nei cattivi stili di vita.

L’asma per prima affligge il popolo dello stivale: gli italiani che ne soffrono sono arrivati a 3 milioni, di questi il 10% sono bambini. 3 milioni sono anche gli affetti da Bpco, che secondo l’Oms entro il 2015 diverrà la terza causa di morte a livello mondiale.

Come spiegare questo incremento?

Secondo i medici le polveri sottili e l’ozono favoriscono le infiammazioni delle vie aeree – peggiorando sintomi quali starnuti, ingorgo nasale, tosse e affanno – e potenziano l’azione degli allergeni inalati, a cui si aggiungono poi il fumo e i cambiamenti climatici. Sotto osservazione anche gli effetti del ceppo di influenza attivo questo anno, che, scomparsa la febbre, sta lasciando nei soggetti allergici e bronchitici una tosse fastidiosa, anche in ore notturne.

E c’è grande preoccupazione soprattutto per i più piccoli, negli ultimi anni sempre più bersagliati dalle malattie respiratorie. In particolare si registra un incremento delle mucositi delle vie aeree con tosse frequente e asma.

Ma cosa fare per diminuire l’inquinamento?

Sicuramente le restrizioni al traffico adottate da molte città italiane sono utilissime così come la coltivazione di alberi (naturalmente di quelli che non provocano allergie). Ma bisogna agire più a fondo, andando a radicare nella cultura e nell’educazione delle persone, soprattutto bambini e ragazzi, uno stile di vita sostenibile ed un approccio totalmente green.

Fabrizio Giona

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