immagine

Allergia all’elettricità: La donna britannica elettrosensibile

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La primavera è arrivata, i temuti pollini pure. Ma quanti di voi stanno affrontando la battaglia contro le allergie stagionali non potranno che impallidire leggendo questa storia.

Janice Tunnicliffe, nazionalità britannica, 55 anni, mamma di due bambini, un marito. Fin qui sembrerebbe il ritratto di una donna comune, ma Janice comune non lo è affatto: una rara condizione chiamata elettrosensibilità la obbliga a vivere lontano da qualsiasi campo elettromagnetico.

La donna è talmente allergica alle tecnologie che neanche i suoi vicini possono avere una connessione wireless. Janice non può utilizzare il bollitore elettrico, la lavatrice, la luce elettrica. È isolata dal mondo moderno perché deve rimanere lontana da televisione, radio, internet e telefoni cellulari. A causa di questa sorta di allergia, è stato persino necessario schermare le finestre del cottage in vive a Wellow, vicino a Nottingham.

I primi sintomi di questa malattia sembrano essere arrivati dopo il ciclo di chemioterapia a cui la cinquantacinquenne si è sottoposta per un cancro intestinale tre anni fa. Da allora soffre continuamente di mal di testa, dolori al petto, nausea e formicolio nelle braccia e le gambe ogni volta che si trova vicino a dispositivi elettrici o oggetti. L’unico sollievo sono le fughe in campagne nei week-end e i rari e brevi blackout della sua cittadina.

Janice ha dichiarato di aver scoperto l’esistenza di questa malattia documentandosi da sola su internet e di non aver mai trovato aiuto nei medici, che ritengono si tratti piuttosto di un disturbo psicosomatico più che di un’allergia. Anche il Servizio sanitario britannico non le riconosce la patologia e si è rifiutato di sovvenzionare il trattamento in un ospedale privato specializzato.

Secondo Powerwatch, un’organizzazione di ricerca sugli effetti dei campi elettromagnetici, il 3-4% della popolazione può avere una qualche reazione ‘allergicà alla tecnologia.

Beh, forse meglio tenersi cara la propria allergia ai pollini… l’avreste mai detto?

Roberta Ragni

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin