Indagine su matite kajal nere: solo tre su dodici superate. Rilevati nichel e siliconi in molti prodotti, anche tra quelli definiti naturali.
Quotidianamente, innumerevoli persone applicano sulle palpebre una linea nera utilizzando una matita kohl o kajal, cosmetico tra i più antichi al mondo e ancora oggi tra i più utilizzati nel make-up. Ma quali ingredienti si nascondono realmente in questo prodotto che utilizziamo così frequentemente? La rivista svizzera Bon à Savoir ha condotto un’indagine approfondita per scoprirlo.
L’analisi ha coinvolto 12 matite nere disponibili sul mercato — di brand comuni, reperibili in erboristerie, supermercati o negozi specializzati — e solamente 3 hanno soddisfatto pienamente gli esperti sia per qualità applicativa che per sicurezza della formulazione. Le rimanenti 9 hanno evidenziato problematiche che spaziano da mine che si spezzano facilmente a sbavature eccessive, includendo anche rilevamenti di metalli pesanti e sostanze siliconiche. Paradossalmente, tra i prodotti più critici figurano anche alcuni commercializzati come “naturali”, scelti da consumatori attenti alla composizione.
Indice
Esiti dell’indagine
Le matite eyeliner kohl presentano una formulazione a base grassa, con oli e pigmenti minerali quali ossido di ferro, nerofumo o mica — minerale che conferisce luminosità e intensità cromatica. Per ottenere un segno preciso e dal nero profondo, la texture deve trovare il giusto equilibrio tra cremosità e consistenza. Un bilanciamento che molti articoli testati non sono riusciti a garantire.
Un laboratorio tedesco specializzato in analisi chimiche ha esaminato tutte le matite acquistate, ricercando la presenza di metalli pesanti quali nichel e antimonio, oltre a composti siliconici particolarmente nocivi per l’ecosistema. Contemporaneamente, cinque valutatori esperti hanno testato ogni articolo dal punto di vista pratico: hanno tracciato linee sulle palpebre, verificato la durata dopo otto ore e giudicato facilità d’uso e intensità del colore.
Al termine dell’indagine, la maggioranza delle matite ha mostrato difetti significativi, con mine fragili, tracciati imprecisi o consistenze che si sbriciolano.
I prodotti eccellenti
Soltanto 3 matite su 12 hanno ricevuto un giudizio “buono”. Il primo posto è andato alla matita Artdeco (Soft Eyeliner 10 nero, made in Germany), premiata per un’eccezionale coprenza. Il terzo gradino del podio è stato conquistato da Sephora (12h Colorful 01 Lace Black, produzione francese), il cui tracciato è rimasto vivido anche dopo otto ore dall’applicazione. Entrambi questi articoli sono facilmente reperibili anche nel nostro Paese.
La vera rivelazione è rappresentata dal secondo classificato, il prodotto Catrice (Khol Kajal 010, made in Repubblica Ceca), che ha raggiunto lo stesso giudizio “buono” con un prezzo inferiore ai 3 franchi. Un risultato straordinario per un articolo di fascia economica, disponibile anche in Italia.

Nel gruppo intermedio si collocano Manhattan, Essence, Maybelline e L’Oréal, tutti con valutazione “soddisfacente”. Degna di nota la matita L’Oréal (Crayon Kohl haute pigmentation 110 Noir Silk, made in Repubblica Ceca) che ha subito una penalizzazione di un punto per il rilevamento di silossano, scendendo così da 5,1 a 4,1 punti complessivi.

Gli articoli più problematici
Le valutazioni più negative riguardano Kiko Milano e Nyx, entrambe penalizzate per mine che si rompono facilmente e tracciati che sbavano durante l’uso pratico, con punteggi “insoddisfacenti”.
Ancora più critici i risultati di Benecos (Kajal nero naturale, 2,85 franchi) e soprattutto Lacura Cosmetics (kajal distribuito da Aldi, 2,35 franchi) e Lavera (Soft Eyeliner nero 01, 5,95 franchi, made in Germany), che hanno occupato le ultime posizioni della classifica.

@Bon à Savoir
La questione del nichel
I pigmenti coloranti come l’ossido di ferro possono presentare contaminazioni da nichel, sostanza che provoca reazioni allergiche in una quota rilevante della popolazione: secondo le stime dell’Ufficio federale svizzero per la sicurezza alimentare e veterinaria (FSVO), dal 10% al 20% delle donne e ragazze presenta sensibilità al nichel, mentre negli uomini la percentuale si attesta intorno al 5%.
Il laboratorio ha individuato residui di nichel in tutte e dodici le matite esaminate. Per dieci di queste, comunque, la concentrazione rimaneva sotto i 5 mg/kg, soglia ritenuta accettabile dalla maggioranza delle persone allergiche secondo l’Agenzia austriaca per la salute. Le due eccezioni allarmanti sono state Lacura (Aldi), con 7,6 mg/kg, e soprattutto Lavera, con una concentrazione di 14 mg/kg — quasi il triplo del limite di riferimento.
Tra i dati più preoccupanti emerge anche la rilevazione del composto siliconico D5 (decametilciclopentasilossano) in vari prodotti. Questa molecola risulta particolarmente critica perché si degrada con enorme difficoltà nell’ambiente e tende ad accumularsi nei tessuti grassi di esseri umani e animali. In Svizzera, come nell’Unione Europea, il D5 e i silossani correlati D4 e D6 sono stati proibiti in concentrazioni superiori a 1 g/kg ma con un’ampia deroga: per i cosmetici destinati a permanere sulla pelle, la limitazione diventerà pienamente operativa solo a giugno 2027.
Il risultato più inaspettato riguarda i prodotti presentati come “naturali” o “bio”: sia Benecos che Lavera, che dichiarano di non utilizzare ingredienti artificiali, contenevano livelli elevati di D5. Benecos ha chiarito che la contaminazione è probabilmente avvenuta durante il ciclo produttivo, dove viene impiegato olio di silicone per comprimere la pasta kohl. Lavera si è dichiarata stupita del risultato e ha avviato verifiche interne per comprendere come il silossano sia entrato nelle sue formulazioni.
D5 è stato individuato anche nella matita L’Oréal e in quella di Aldi (Lacura), entrambe penalizzate nella valutazione complessiva.
Notizia positiva, invece, per quanto concerne l’antimonio. Questa sostanza, che può causare infiammazioni e che in ricerche su animali è stata collegata a un incremento del rischio tumorale, non è stata rilevata in nessuno degli articoli analizzati.
Cosa considerare nell’acquisto di una matita nera kajal
I risultati di questa indagine offrono alcune considerazioni utili per chi deve scegliere questi cosmetici. Innanzitutto, il costo non rappresenta una garanzia di qualità né di sicurezza: la matita Catrice ha un prezzo contenutissimo e ha conseguito un eccellente risultato, mentre articoli costosi come L’Oréal hanno deluso su entrambi gli aspetti.
In secondo luogo, l’etichetta “naturale” non equivale ad assenza di sostanze problematiche, come dimostrano chiaramente i casi Lavera e Benecos. In terzo luogo, chi presenta allergia al nichel dovrebbe prestare particolare attenzione e preferire i marchi che in questo, o altri test simili, hanno evidenziato concentrazioni più contenute.
Fonte: Bon à Savoir