L'Ue indaga su Booking.com per presunte violazioni del DSA: phishing, annunci falsi e pubblicità poco trasparente sotto esame.
Capita spesso di prenotare una camera d’albergo con largo anticipo, certi di aver scovato l’affare perfetto. Poi, all’improvviso, spunta un messaggio che sembra provenire direttamente dalla struttura: c’è un’anomalia nel pagamento, serve confermare i dati della carta, magari tramite un link da cliccare. Ogni dettaglio appare genuino, persino le informazioni sulla prenotazione. Eppure potrebbe trattarsi di un raggiro bello e buono.
È anche per contrastare pericoli di questo tipo che la Commissione europea ha puntato i fari su Booking.com, tra le piattaforme di prenotazione turistica più diffuse nel continente. Bruxelles ha reso noto l’avvio di un’istruttoria formale per accertare se il gigante delle prenotazioni online abbia ottemperato agli obblighi fissati dal Digital Services Act (DSA), la normativa comunitaria sui servizi digitali.
Al centro dell’attenzione ci sono principalmente tre criticità: inserzioni di strutture ricettive inesistenti o non conformi, manovre di phishing che si appoggiano ai dati delle prenotazioni e annunci a pagamento che potrebbero non risultare chiaramente identificabili come tali.
Non si tratta, almeno per ora, di un’infrazione accertata, bensì di un’indagine che potrebbe comunque portare a conseguenze rilevanti sia per la piattaforma sia per la tutela di milioni di persone in viaggio.
I motivi dietro l’inchiesta europea su Booking.com
L’istruttoria scaturisce da un’analisi preliminare svolta dalla Commissione europea, che ha passato al setaccio i report sui rischi inviati dalla piattaforma tra il 2023 e il 2026, le relazioni sulla trasparenza e i riscontri forniti alle richieste ufficiali d’informazione inoltrate nel settembre 2025 e nel maggio 2026.
Lo scopo è comprendere se Booking.com abbia saputo riconoscere adeguatamente i pericoli di frode e messo in campo contromisure sufficienti a tutelare chi utilizza il servizio.
I controlli riguardano tre ambiti specifici.
- Strutture fantasma e inserzioni fuorvianti – Bruxelles intende verificare se Booking.com si adoperi a sufficienza per scovare e cancellare annunci relativi a sistemazioni mai esistite, alloggi che non rispettano le normative e offerte pubblicate da malintenzionati che si fingono proprietari o gestori. Il pericolo concreto? Versare una somma per una vacanza e, una volta raggiunta la meta, accorgersi che l’alloggio prenotato semplicemente non esiste, oppure che chi ha ritirato il pagamento non aveva alcun titolo per affittarlo.
- Phishing e richieste di pagamento fraudolente – La Commissione analizzerà anche le modalità con cui Booking.com trasmette i dati delle prenotazioni alle strutture ricettive e il funzionamento del sistema interno di messaggistica. I truffatori, infatti, possono sfruttare informazioni reali, come il nome dell’ospite e i dettagli del soggiorno, per costruire comunicazioni credibili e spingere le vittime a fornire coordinate bancarie o a effettuare versamenti illeciti. Bruxelles vuole capire se esistano barriere protettive efficaci per impedire che questi dati e canali comunicativi vengano trasformati in strumenti di truffa.
- Pubblicità mascherata da risultati organici – Su Booking.com, alcune strutture possono guadagnare maggiore visibilità nelle ricerche versando commissioni più alte. Il dubbio sollevato dalla Commissione è che gli utenti non riescano a distinguere con chiarezza queste inserzioni dalla pubblicità vera e propria. Il DSA impone invece che i consumatori possano capire chi sponsorizza un contenuto, a nome di chi viene proposto e per quale ragione compare proprio davanti ai loro occhi. In pratica: chi cerca una sistemazione deve poter distinguere un risultato in linea con la propria ricerca da uno che appare in posizione privilegiata semplicemente perché la struttura ha pagato per emergere.
Come individuare un possibile tentativo di truffa su Booking.com
In attesa di conoscere gli esiti dell’indagine comunitaria, esistono alcuni accorgimenti utili per evitare brutte sorprese quando si prenota un soggiorno online.
- Diffidare delle richieste di pagamento urgenti, specialmente se accompagnate da minacce di cancellazione della prenotazione nel giro di poche ore
- Evitare di cliccare su link sospetti, anche se provengono da un messaggio apparentemente inviato dalla struttura e riportano dati veritieri sul soggiorno
- Verificare sempre le richieste tramite canali autonomi e indipendenti: accedere direttamente all’app o al sito ufficiale e contattare l’assistenza o la struttura attraverso recapiti verificati
- Esaminare recensioni e dettagli dell’alloggio: fotografie, indirizzo e valutazioni possono aiutare a notare eventuali incongruenze, pur senza garantire da sole l’autenticità dell’annuncio
- Non fornire mai password, codici di verifica o dati bancari tramite link ricevuti via messaggio: ogni richiesta simile merita un ulteriore controllo prima di procedere
Un avvertimento importante: ricevere un messaggio all’interno della piattaforma non garantisce automaticamente che sia autentico. È proprio uno degli aspetti che l’indagine europea punta ad approfondire.
Dopo la notizia dell’apertura dell’istruttoria, Booking.com ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con le autorità comunitarie, sottolineando che sicurezza, fiducia e tutela dei dati personali restano priorità assolute per l’azienda.
Qualora venissero confermate violazioni del Digital Services Act, Booking.com rischierebbe sanzioni fino al 6% del proprio fatturato annuo globale, il tetto massimo previsto dalla normativa. La Commissione potrebbe comunque valutare l’accettazione di impegni correttivi eventualmente proposti dall’azienda.
Fonte: Commissione europea