Dopo i 35 anni serve questo strumento in casa, parola di medico

Un medico britannico spiega perché dopo i 35 anni sia utile tenere in casa un dispositivo economico per la salute del cuore.

Esistono oggetti che conserviamo tra le mura domestiche per semplice consuetudine, altri che compriamo nella speranza che un giorno possano rivelarsi utili. Esiste poi una terza categoria, spesso composta da articoli dal costo contenuto, capace di aiutarci a scovare un disturbo di salute prima che si trasformi in qualcosa di grave. Uno strumento di questo tipo, secondo il medico inglese Amir Khan, meriterebbe un posto fisso nelle abitazioni di chiunque abbia già compiuto 35 anni.

Il professionista, volto noto in Gran Bretagna grazie alle sue apparizioni nei programmi televisivi Lorraine e This Morning, ha condiviso di recente un suggerimento prezioso durante una puntata del podcast No Appointment Necessary, interamente dedicata al benessere del cuore e del sistema circolatorio.

Secondo Khan, superati i 35 anni varrebbe la pena dotarsi di un apparecchio per misurare la pressione arteriosa da utilizzare comodamente tra le mura di casa. Un dispositivo dal prezzo accessibile, spesso poche decine di euro, che a detta del medico potrebbe addirittura rivelarsi decisivo per la sopravvivenza.

La ragione di questo consiglio riguarda un disturbo estremamente comune, in grado di compromettere silenziosamente l’organismo per lungo tempo prima di mostrare sintomi evidenti: parliamo dell’ipertensione arteriosa.

Perché superati i 35 anni conviene monitorare più spesso la pressione

pressione

Il suggerimento di Amir Khan nasce da una peculiarità dell’ipertensione che la rende particolarmente subdola: questa condizione può instaurarsi e peggiorare nel tempo senza provocare alcun disturbo percepibile.

Durante la trasmissione, il medico l’ha paragonata a un assassino silenzioso, sottolineando come moltissime persone vengano a conoscenza dei propri valori pressori elevati solamente dopo aver già sviluppato complicazioni a livello cardiovascolare, renale o oculare.

L’ipertensione, infatti, costringe cuore e vasi sanguigni a un lavoro extra. Quando la situazione si protrae nel tempo, può contribuire a danneggiare le arterie e far crescere il rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco, patologie renali e declino cognitivo di origine vascolare.

Anche il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) ribadisce che la pressione alta tende spesso a manifestarsi senza sintomi, e che misurarla resta il metodo più immediato per scoprirla in tempo.

Ecco perché Khan raccomanda a chi ha superato i 35 anni di abituarsi a controllare regolarmente la propria pressione a casa, anche quando ci si sente in perfetta forma.

Il medico suggerisce, in via personale e in assenza di problematiche specifiche, di effettuare un controllo circa ogni due settimane. Si tratta però di un’indicazione generica, ben distinta dalle linee guida cliniche: la cadenza ideale dei controlli varia infatti in base ai valori riscontrati, all’età del paziente, ai fattori di rischio individuali e alle patologie eventualmente già presenti.

Questo accorgimento risulta particolarmente utile per chi ha parenti con ipertensione, diabete di tipo 2 o precedenti episodi cardiovascolari, anche se non si sono ancora compiuti i 35 anni.

Quali valori della pressione meritano attenzione

Quando effettuiamo una misurazione, lo strumento restituisce due cifre distinte. La prima rappresenta la pressione sistolica, detta comunemente massima: indica la forza esercitata dal sangue contro le pareti arteriose nel momento in cui il cuore si contrae.

La seconda cifra corrisponde invece alla pressione diastolica, o minima, ovvero il valore registrato nelle arterie durante la fase di rilassamento del muscolo cardiaco.

In base alle linee guida 2024 della Società Europea di Cardiologia (ESC), i parametri utilizzati per riconoscere l’ipertensione variano leggermente a seconda del contesto in cui si effettua la rilevazione.

  • In ambulatorio: si parla di ipertensione quando i valori raggiungono o superano i 140/90 mmHg.
  • A domicilio: la soglia corrisponde a una media delle misurazioni pari o superiore a 135/85 mmHg.
  • Tra 120/70 e le soglie dell’ipertensione: le linee guida europee segnalano una fascia di pressione elevata che richiede attenzione, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio.

Questi numeri vanno sempre contestualizzati rispetto alla situazione clinica personale. Una singola rilevazione elevata, magari successiva a uno sforzo fisico, un momento di nervosismo o una notte passata in bianco, rappresenta semplicemente un dato da approfondire.

È piuttosto la costanza di valori elevati, rilevata attraverso misurazioni ripetute ed eseguite correttamente, a fornire indicazioni davvero significative.

Come effettuare correttamente la misurazione a casa

misuratore pressione

@123rf.cojm

Avere a disposizione un misuratore è senza dubbio utile, ma sapere come impiegarlo correttamente è altrettanto fondamentale. Una posizione scorretta del braccio, il parlare durante la rilevazione o un caffè bevuto pochi minuti prima possono alterare sensibilmente il risultato finale.

Le raccomandazioni della Società Europea di Cardiologia, insieme a quelle dell’American Heart Association, suggeriscono alcune buone pratiche per ottenere dati affidabili:

  • Riposare per almeno cinque minuti prima di procedere, restando seduti in un luogo tranquillo.
  • Astenersi da caffè, sigarette e attività fisica nei 30 minuti precedenti al controllo.
  • Mantenere la schiena appoggiata allo schienale, i piedi ben poggiati a terra e le gambe distese, senza incrociarle.
  • Posizionare il braccio su una superficie piana, con il bracciale all’altezza del cuore.
  • Ripetere la misurazione due volte consecutive, a distanza di uno o due minuti, segnando entrambi i valori ottenuti.
  • Per il controllo domestico è preferibile optare per un apparecchio automatico da braccio clinicamente validato, dotato di un bracciale della misura adatta. I modelli da polso richiedono maggiore attenzione e risultano generalmente meno indicati per un utilizzo frequente.

Quando occorre indagare un possibile problema di pressione, le linee guida ESC consigliano misurazioni mattutine e serali per almeno tre giorni, preferibilmente sette, calcolando poi la media dei risultati raccolti.

Si tratta di una procedura che andrebbe concordata con il proprio medico, l’unico in grado di interpretare correttamente i dati e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti.

Cosa fare in caso di pressione troppo alta

Il primo consiglio è non farsi prendere dal panico davanti a un singolo valore elevato. La pressione arteriosa, infatti, oscilla naturalmente nel corso della giornata, influenzata dall’attività fisica, dallo stress e da numerosi altri fattori.

Se però i valori risultano costantemente superiori alle soglie consigliate, diventa opportuno rivolgersi al proprio medico curante, portando con sé il registro delle misurazioni effettuate.

In certi casi può essere prescritto un monitoraggio delle 24 ore, chiamato Holter pressorio, utile per osservare come varia la pressione durante le normali attività quotidiane e anche durante il sonno.

Valori particolarmente alti, intorno ai 180/120 mmHg o superiori, impongono una valutazione medica urgente. Se a questi si accompagnano dolore al petto, difficoltà respiratorie, disturbi improvvisi della vista, debolezza o problemi nel parlare, è indispensabile chiamare subito il 112.

Individuare il problema per tempo consente di agire prima che l’ipertensione causi complicazioni serie e di scegliere il percorso terapeutico più adeguato.

Pressione alta: le buone abitudini quotidiane che aiutano

Il controllo domiciliare rappresenta certamente uno strumento di prevenzione prezioso, ma la salute del cuore dipende anche dalle scelte che facciamo ogni giorno.

Secondo il NHS, alcune modifiche allo stile di vita possono contribuire a ridurre la pressione arteriosa e, in certi casi, permettere di raggiungere valori più favorevoli.

Tra le abitudini più efficaci spicca un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, abbinata a una riduzione del sale e degli alimenti che ne contengono in quantità elevate.

Anche il movimento gioca un ruolo chiave: le linee guida suggeriscono almeno 150 minuti settimanali di attività fisica moderata, come camminare a ritmo sostenuto, pedalare o nuotare, adattando sempre l’intensità alle proprie condizioni fisiche.

A queste abitudini si aggiungono il mantenimento di un peso corporeo adeguato, la moderazione nel consumo di alcolici, l’attenzione a non eccedere con la caffeina e, naturalmente, l’abbandono del fumo.

Per molte persone, specialmente nelle fasi iniziali dell’ipertensione, questi cambiamenti possono portare a miglioramenti notevoli. In altri casi, invece, occorre affiancarli a una terapia farmacologica, da seguire sempre sotto la guida del proprio medico.

Un piccolo oggetto in grado di fare la differenza

Il messaggio lanciato dal dottor Amir Khan è tutto sommato semplice: dedicare qualche minuto a conoscere i propri valori pressori può rappresentare un investimento prezioso per la salute futura.

Il misuratore domestico consente di tenere traccia dell’andamento dei valori nel tempo, individuare eventuali anomalie e condividere informazioni utili con il proprio medico curante.

La soglia dei 35 anni indicata da Khan va intesa più come un invito alla prevenzione che come un’età oltre la quale sia obbligatorio procurarsi il dispositivo. I controlli della pressione restano infatti importanti anche per i più giovani, specialmente quando sono presenti fattori di rischio.

Il vero beneficio sta nella possibilità di scoprire un problema mentre è ancora silenzioso, intervenendo per tutelare nel tempo cuore, cervello, reni e gli altri organi vitali.

In fondo, tra le numerose tecnologie che già usiamo quotidianamente per monitorare passi, sonno e attività fisica, potrebbe valere la pena riservare qualche minuto anche a un parametro essenziale come la pressione arteriosa.

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