Due centri di ricerca segnalano che troppi zuccheri durante gli antibiotici alterano il microbioma: ecco cosa dice lo studio su 173 pazienti.
Abbondare con i dolci durante una terapia antibiotica potrebbe infliggere un ulteriore colpo a un microbioma intestinale già messo a dura prova. A rivelarlo, nello stesso giorno, sono state due realtà scientifiche di primo piano: NYU Langone Health e City of Hope, entrambe coinvolte nella medesima ricerca condotta anche con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha monitorato l’alimentazione di 173 pazienti oncologici ematologici ricoverati per sottoporsi a un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. Il lavoro ha analizzato un totale di 9.419 pasti, oltre 40mila alimenti catalogati e più di mille campioni fecali esaminati.
Il responso condiviso è abbastanza chiaro: durante il trattamento antibiotico, un’alimentazione più ricca di zuccheri risultava collegata a una maggiore perdita di varietà batterica nel microbioma e alla proliferazione di alcuni ceppi capaci di approfittare dello spazio lasciato libero dagli altri microrganismi. Tuttavia, i due istituti hanno scelto di porre l’accento su sfumature leggermente diverse del fenomeno.
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Nyu langone: l’eccesso di zuccheri amplifica i danni al microbioma durante la terapia
Nel comunicato diffuso da NYU Langone Health, il risultato viene presentato senza giri di parole: un’assunzione elevata di zuccheri sembra intensificare lo squilibrio del microbioma già causato dagli antibiotici. È proprio su questa interazione, più che sull’effetto isolato dello zucchero, che si concentra l’osservazione dei ricercatori.
Il team ha stimato che ogni 100 grammi di zucchero consumati nelle 48 ore precedenti corrispondevano a un’ulteriore diminuzione del 21% della diversità alfa, il parametro usato per quantificare la varietà batterica presente in un singolo campione. Questo dato assumeva rilevanza soprattutto quando si combinava con la presenza di antibiotici: il solo consumo di zuccheri, senza farmaci, non generava lo stesso effetto.
NYU Langone pone inoltre l’attenzione su Enterococcus faecium. Quando dieta ricca di zuccheri e terapia antibiotica si sovrapponevano, questo batterio tendeva a espandersi. Nei pazienti particolarmente vulnerabili, come quelli presi in esame nello studio, una sua crescita eccessiva può rappresentare un rischio concreto, essendo stata associata a infezioni ostiche da curare.
William Jogia, tra gli autori della ricerca, avanza un’ipotesi ancora da confermare: i batteri potenzialmente nocivi sopravvissuti agli antibiotici potrebbero sfruttare gli zuccheri a disposizione per moltiplicarsi, approfittando del fatto che gran parte della concorrenza microbica è stata eliminata dal trattamento.
Il meccanismo esatto resta comunque da chiarire. Lo zucchero potrebbe favorire direttamente l’Enterococcus, danneggiare altre specie batteriche, oppure agire indirettamente modificando l’ambiente intestinale in altri modi.
City of hope: serve cautela, non divieti generalizzati
Il comunicato di City of Hope parte invece dalla domanda che sorge spontanea leggendo questi dati: bisogna davvero rinunciare ai dolci mentre si assumono antibiotici?
L’istituto evidenzia la quantità notevole di informazioni raccolte: 9.419 pasti riferiti a 173 pazienti, oltre 40mila alimenti registrati e più di mille campioni impiegati per tracciare nel tempo le trasformazioni del microbioma. Un livello di precisione raramente raggiunto negli studi di nutrizione, poiché in questo caso i pasti venivano annotati in tempo reale durante il ricovero, senza dover ricostruire mesi dopo le abitudini alimentari basandosi sui ricordi dei partecipanti.
Anche in questo caso il segnale più forte riguarda l’incontro tra alimenti zuccherati e antibiotici ad ampio spettro. Secondo Marcel van den Brink, uno degli autori senior dello studio, numerosi prodotti comunemente offerti anche ai degenti – dalle bevande dolci ai frullati, fino ad alcuni integratori nutrizionali – andrebbero valutati con maggiore prudenza quando viene prescritta una terapia antibiotica. City of Hope, tuttavia, invita anche a non trasformare frettolosamente questi dati in una nuova regola alimentare universale.
Bisogna davvero eliminare lo zucchero durante la terapia antibiotica?
No, non sulla base di questi soli risultati. I partecipanti allo studio erano pazienti oncologici ematologici sottoposti a trapianto di cellule staminali e a terapie estremamente intensive. Il loro microbioma affrontava condizioni ben diverse da quelle di una persona in salute che assume un antibiotico per pochi giorni.
Le condizioni cliniche, inoltre, possono influenzare contemporaneamente sia il tipo di antibiotico prescritto sia ciò che il paziente riesce effettivamente a mangiare. Per capire se ridurre temporaneamente gli zuccheri protegga realmente il microbioma, servono quindi studi prospettici progettati specificamente per rispondere a questa domanda.
È lo stesso van den Brink ad affermarlo nel comunicato di City of Hope:
È prematuro consigliare a tutti coloro che assumono antibiotici di eliminare lo zucchero dalla dieta.
Per il momento, i due centri di ricerca convergono su una conclusione più circoscritta: gli zuccheri sembrano in grado di accentuare lo squilibrio del microbioma durante determinate terapie antibiotiche, almeno nel gruppo di pazienti analizzato. Il cucchiaino di zucchero non è diventato una controindicazione assoluta. Ha semplicemente catalizzato molta attenzione nei laboratori di ricerca.