A bordo del Trenino Verde alpino: Svizzera senza auto tra vette e laghi

Scopri il Trenino Verde delle Alpi: da Domodossola a Berna tra laghi, montagne e borghi svizzeri, viaggiando solo con mezzi pubblici.

trenino verde delle alpi

©BLS AG

Esistono convogli che servono unicamente a portarti da un punto a un altro, e poi ci sono treni dove il tragitto stesso diventa protagonista. Il Trenino Verde delle Alpi rientra decisamente nella seconda categoria: la meta finale ha la sua importanza, certo, ma è ciò che si vede lungo la strada a raccontare davvero il territorio attraversato.

Partendo da Domodossola e arrivando a Berna servono poco più di due ore e un quarto per coprire circa 150 chilometri, eppure si ha l’impressione di attraversare universi completamente diversi tra loro. Superata Briga, il treno comincia a inerpicarsi lungo i fianchi montani, le vallate si spalancano oltre il vetro del finestrino e quello che all’inizio pareva un comune spostamento ferroviario si trasforma pian piano in una vera esperienza di viaggio.

Questa è, in fondo, la vera essenza del Trenino Verde delle Alpi: grazie alla Carta giornaliera Trenino Verde BLS, acquistabile anche nella versione valida due giorni, puoi salire e scendere dal convoglio tutte le volte che vuoi lungo il tragitto, decidendo tu stesso le soste e componendo un percorso su misura fatto di paesini, specchi d’acqua e cime innevate. Il treno si trasforma così nel filo conduttore di un’avventura senza orari rigidi, dove ogni fermata nasconde una sorpresa diversa.

Da Domodossola, il viaggio parte guardando fuori dal finestrino

La prima parte del percorso assomiglia a un qualunque tragitto pendolare: la stazione milanese piena di gente di buon mattino, il regionale diretto verso l’Ossola, le fermate che si susseguono una dopo l’altra. Poi si arriva a Domodossola e qualcosa cambia radicalmente. È qui che parte il viaggio sul Trenino Verde delle Alpi, il treno che ripercorre le storiche tratte del Sempione e del Lötschberg, mettendo in comunicazione la Val d’Ossola con le valli dell’Oberland bernese.

Da un lato le vette italiane, dall’altro quelle elvetiche: nel mezzo, oltre un secolo di gallerie, viadotti e opere ingegneristiche ferroviarie che hanno reso praticabile l’attraversamento delle Alpi.

I finestrini sono generosi, il treno sale lungo il versante della valle del Rodano mentre sotto i binari si scoprono le terrazze soleggiate del Vallese, con i paesini adagiati sui pendii come se qualcuno li avesse sistemati lì con delicatezza. Arriva poi la galleria del Lötschberg: alcuni minuti nel buio, e all’uscita appare Kandersteg, con i suoi prati verdi, le pareti rocciose e le prime vette dell’Oberland bernese.

Valli popolate, formaggi di montagna e vino lacustre

Guardando dal finestrino, la Svizzera non appare come una cartolina patinata, ma come un territorio realmente vissuto. Le valli sono abitate e coltivate, i fienili convivono con le attività agricole, i pascoli arrivano quasi a sfiorare i binari: un paesaggio dove natura e lavoro umano si incontrano da generazioni.

E dove esistono gli alpeggi, sopravvive anche una tradizione casearia tuttora molto radicata. Nell’Oberland bernese viene prodotto il Berner Alpkäse AOP, realizzato d’estate con il latte delle mucche che salgono ai pascoli di alta quota. Dopo una stagionatura prolungata diventa Hobelkäse, il formaggio che va tagliato in sfoglie sottilissime.

Più a valle, vicino al lago, il paesaggio muta nuovamente. A Spiez, tra montagne e acqua, trovano posto anche i vigneti, coltivati da secoli e tuttora parte integrante dell’identità locale. Un vino nato all’ombra delle Alpi, cresciuto accanto al lago.

Seconda sosta: Spiez, dove conviene lasciar perdere i programmi

Spiez - trenino verde delle alpi

©Interlaken Tourism

Appena usciti dalla stazione, la baia, il piccolo porto, le acque del lago di Thun e le montagne sullo sfondo si mostrano tutti insieme, in un unico sguardo d’insieme. Il borgo di Spiez si distende tra il lago, i vigneti e il castello, che dalla sua torre sorveglia il paesaggio da secoli.

Poco più a sud si erge il Niesen, la montagna che gli svizzeri chiamano affettuosamente la loro piramide, e ai cui piedi Spiez sembra quasi riposare.

Qui vale un solo consiglio: non avere fretta. Una camminata lungo il lago, una salita tra i filari di viti, una sosta su una panchina senza controllare l’orologio. In Svizzera, dove la puntualità è quasi un tratto identitario nazionale, concedersi di rallentare ha quasi il gusto di una piccola ribellione.

Spiez funge anche da porta d’accesso naturale all’Oberland bernese: da qui il percorso può proseguire verso il lago, le valli laterali e le cime circostanti.

Terza sosta: il lago di Thun, dal treno al battello

Battello lago Thun - trenino delle alpi

©BLS AG

La Carta giornaliera Trenino Verde non si limita ai binari. Comprende infatti i battelli di linea sul lago di Thun, tra Thun, Spiez e Interlaken West, oltre all’autopostale che collega la stazione di Spiez all’imbarcadero. Un particolare pratico che cambia completamente il modo di vivere la giornata: il treno diventa solo uno dei mezzi utilizzabili, non l’unica opzione.

Dal ponte del battello la prospettiva si ribalta ancora una volta: le montagne non scorrono più lateralmente, ma si pongono di fronte, riflettendosi nell’acqua quando il lago è calmo; i villaggi costieri, osservati da questa angolazione, appaiono più piccoli e al tempo stesso più vicini. Il ritmo lo impone il motore dell’imbarcazione, e per una volta nessuno ha fretta di raggiungere la destinazione.

Quarta sosta: lo Stockhorn, dalla valle alla cima senza bisogno dell’auto

Funivia Stockhorn - trenino verde delle alpi

©Interlaken Tourism

La novità di questa stagione porta il nome di Stockhorn: la nuova proposta del Trenino Verde delle Alpi ti conduce fino a quasi 2.200 metri d’altitudine, dove il panorama sulle Alpi bernesi lascia letteralmente senza fiato.

Arrivare in vetta è estremamente semplice: si scende dal Trenino Verde delle Alpi a Spiez e si prende un regionale diretto a Erlenbach im Simmental. Da qui, dopo una breve camminata attraverso il paese, basta salire in funivia per raggiungere la cima.

La salita in funivia si articola in due tratti: ampie cabine portano fino alla stazione intermedia di Chrindi, poi cabine più piccole sorvolano il laghetto di Hinterstocken puntando direttamente verso la vetta.
Una volta arrivati a 2.190 metri, ci si trova sul punto culminante della catena dello Stockhorn, una guglia rocciosa che domina Thun e che risulta ben visibile dalla pianura anche a grande distanza. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia sulla città, sul lago di Thun e sul Mittelland svizzero fino al Giura; dalla piattaforma affacciata sulla parete nord, con cielo particolarmente terso, si riesce persino a scorgere la Foresta Nera.
Lassù sono presenti sentieri adatti a ogni livello di preparazione, e l’impianto risulta accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, un dettaglio tutt’altro che scontato a quelle altitudini.

Quinta sosta: Berna, la città dove il tempo ha un meccanismo

Berna - trenino verde delle alpi

©Bern Welcome

L’ultima tappa del nostro itinerario è la capitale elvetica. Il centro storico di Berna, fondato nel XII secolo su un’altura racchiusa in un’ansa del fiume Aare, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1983. L’organizzazione ne mette in risalto i portici quattrocenteschi e le fontane cinquecentesche, inseriti in un impianto urbanistico rimasto coerente attraverso i secoli. I portici, chiamati localmente Lauben, si estendono per circa sei chilometri formando uno dei passaggi coperti più estesi d’Europa. Quando piove, si comprende immediatamente la loro utilità.
Al centro di tutto sorge lo Zytglogge, la Torre dell’Orologio. Esiste fin dal XIII secolo, è diventata torre oraria dopo l’incendio del 1405 e custodisce un meccanismo del 1530, realizzato da Kaspar Brunner, orologiaio originario di Norimberga. Lo stesso cuore meccanico muove le lancette e l’astrolabio, che indica mesi, fasi lunari, segni zodiacali, alba e tramonto. E anima soprattutto il carosello di figure animate: qualche minuto prima dell’ora canta il gallo dorato, il giullare agita le sue campanelle, gli orsi ruotano in cerchio, Crono capovolge la clessidra e sulla sommità della torre un omino dorato batte i rintocchi sulla campana. Con una visita guidata su prenotazione, in piccoli gruppi, è possibile salire i 130 gradini fino agli ingranaggi interni.

Viaggiare con leggerezza, ma sempre su rotaia

Treno, autobus, battello e funivia. Alla fine della giornata l’automobile non è mai stata necessaria, ed è forse questo l’aspetto più concreto del Trenino Verde delle Alpi, più di qualsiasi slogan dedicato alla sostenibilità: è davvero possibile raggiungere la montagna affidandosi esclusivamente ai mezzi pubblici.

Il resto lo racconta il modo in cui gli svizzeri amministrano il proprio territorio, senza troppi clamori. I cantoni delimitano zone di tranquillità per la fauna selvatica, segnalate direttamente sul terreno, mentre l’Ufficio federale dell’ambiente promuove la campagna «Respektiere deine Grenzen», rivolta a chi pratica sport invernali. Le regole, quattro in totale, invitano a rispettare le aree protette e a restare sui sentieri segnalati nel bosco, a tenersi distanti dai margini boschivi e dalle zone prive di neve, e a mantenere il cane al guinzaglio. Semplice buonsenso messo per iscritto.

Informazioni utili per pianificare la gita

Il tragitto completo si snoda da Domodossola a Berna, toccando Briga, Kandersteg, Spiez e Thun. Occorrono circa 2 ore e 20 minuti, con collegamenti disponibili ogni due ore, tutti i giorni della settimana.

La Carta giornaliera Trenino Verde BLS rappresenta la soluzione più pratica per chi desidera esplorare il percorso senza fretta: consente di salire e scendere dal treno liberamente durante tutta la giornata e include anche i battelli di linea sul lago di Thun e l’autopostale tra la stazione di Spiez e l’imbarcadero. Il prezzo parte da 64 franchi per gli adulti in seconda classe. Esiste anche una versione valida per due giorni, utilizzabile in due giornate a scelta nell’arco di tre. La carta è acquistabile online sul sito bls.ch/treninoverde oppure presso i rivenditori autorizzati in Italia.

Per raggiungere lo Stockhorn è disponibile un biglietto specifico, valido unicamente in abbinamento alla Carta giornaliera o alla carta 2 giorni Trenino Verde BLS, acquistabile sul sito bls.ch/treninoverde

Si tratta di un viaggio adatto sia a una gita in giornata sia a un weekend più disteso, lasciando il tempo necessario per fermarsi lungo il tragitto.

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