Reggio Calabria di notte: la passeggiata più affascinante d’Italia

Scopri Reggio Calabria di sera: lungomare Falcomatà, Arena dello Stretto, Castello Aragonese e tesori arabo-normanni tutti da esplorare.

Reggio Calabria viene spesso considerata solo un punto di passaggio, una tappa obbligata per chi si dirige verso i traghetti diretti in Sicilia. In realtà questa città nasconde un’identità antichissima, fondata dai coloni greci nell’VIII secolo a.C., arricchita nei secoli da influenze romane, bizantine, arabe e spagnole.

Per cogliere davvero il fascino di questo gioiello affacciato sul Mediterraneo, l’orario migliore è quello serale, quando la brezza dello Stretto avvolge gli edifici storici e la costa siciliana appare così vicina da sembrare a portata di mano. Questo suggestivo effetto ottico, chiamato Fata Morgana, fa apparire Messina come un’immagine sospesa sulle acque, offrendo un preludio incantevole alla passeggiata.

@RebeccaManzi/GreenMe

Il lungomare Falcomatà: un chilometro da non perdere

Il percorso notturno ruota inevitabilmente attorno al Lungomare Falcomatà, chiamato dagli abitanti Via Marina e famoso come il “chilometro più bello d’Italia”. Questa vasta passeggiata pubblica si estende per 1,7 chilometri, unendo Piazza Indipendenza a Piazza Garibaldi. Percorrerla equivale a immergersi in una galleria d’arte a cielo aperto, dove il vento marino accompagna le sagome degli edifici in stile liberty come Palazzo Zani, Palazzo Spinelli e la splendida Villa Genoese Zerbi, edificio ottocentesco ricostruito nel 1915 che oggi ospita una gelateria. Il lungomare si articola in diverse zone, tra cui una fascia botanica arricchita da piante esotiche, tropicali e subtropicali secolari.

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Il dialogo tra passato e presente rappresenta l’elemento distintivo di questa passeggiata. Lungo il percorso si nota Opera di Edoardo Tresoldi, un’installazione stabile realizzata nel 2020 composta da 46 colonne in rete metallica alte 8 metri, capace di creare giochi di luce e trasparenza con il panorama circostante. Non lontano, catturano lo sguardo tre figure umanoidi in bronzo e alluminio firmate dall’artista Rabarama: Trans-lettera, Labirintite e Co-stell-azione.

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Il tragitto prosegue con i resti archeologici delle Terme Romane e le vestigia delle antiche mura greche, testimonianze del passato che si trovano a breve distanza dalle fontane monumentali.

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L’arena dello Stretto e il centro monumentale cittadino

Continuando lungo Via Marina, ci si imbatte nell’Arena dello Stretto, un anfiteatro contemporaneo edificato sul sedime di un vecchio molo, ispirato ai teatri classici greci. Al centro si erge una colonna marmorea che regge la statua in bronzo di Athena Promachos, la dea Atena posta a protezione della città. Durante le ore serali, questo luogo diventa il centro nevralgico degli eventi cittadini, con concerti e manifestazioni sotto le stelle.

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Allontanandosi dal mare verso il centro storico, si arriva alla Cattedrale di Maria Santissima Assunta in Cielo, il Duomo cittadino e il più grande edificio religioso di tutta la Calabria. L’attuale costruzione, dallo stile eclettico-liberty con richiami neoromanici, venne inaugurata nel 1928 dopo che il terremoto del 1908 aveva distrutto la precedente struttura di origine normanna. La facciata è impreziosita dalle statue monumentali di San Paolo e Santo Stefano da Nicea, opera dello scultore Francesco Jerace. All’interno colpiscono le vetrate colorate, il pulpito marmoreo del 1902 sostenuto da una colonna decorata con un serpente in pietra rosa, e il fonte battesimale in bronzo realizzato da Francesco Auria nel 1818. Il gioiello assoluto della cattedrale resta la Cappella del Santissimo Sacramento, dichiarata monumento nazionale e considerata l’esempio più alto del barocco calabrese, decorata con intarsi marmorei policromi e le sculture dei quattro evangelisti.

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Fortezze aragonesi e mosaici antichi

Non distante dal Duomo si erge il Castello Aragonese, l’antica fortezza difensiva della città le cui radici affondano nell’epoca bizantina. L’aspetto attuale deriva dall’importante ristrutturazione voluta dal sovrano Ferdinando I d’Aragona, che volle l’aggiunta delle due possenti torri cilindriche merlate. Dalle mura della fortezza si può ammirare un panorama notturno mozzafiato sulla città illuminata.

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Proprio davanti al castello sorge la Chiesa degli Ottimati, uno scrigno arabo-normanno risalente al 955 d.C. e ricostruito nel 1933. Riconoscibile per la particolare cupola color rosso, la chiesa conserva all’ingresso quattro colonne di epoca greco-romana. All’interno si trova una pala d’altare del 1597 che raffigura la Vergine Annunziata, insieme agli stemmi marmorei delle famiglie nobili normanne fondatrici della congregazione, come i Filocamo e gli Altavilla. Il vero tesoro è però il pavimento a mosaico del XII secolo, realizzato con 33 varietà differenti di marmo, dove un cerchio centrale rappresenta la figura di Dio circondata dagli evangelisti e dagli apostoli.

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L’ultima tappa del nostro giro nel centro storico è il Teatro Francesco Cilea, un edificio neoclassico con 1500 posti a sedere che al primo piano custodisce la Pinacoteca Civica. All’interno si trovano opere d’arte di grande valore, comprese le tavole lignee di Antonello da Messina e i quadri di Renato Guttuso e Mattia Preti.

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