Ufficializzato il Cammino di San Giacomo calabrese: nove tappe per 141 km tra Fuscaldo e Cicala, un itinerario di fede e valorizzazione territoriale.
Fuscaldo, Bianchi e Cicala: tre borghi calabresi accomunati dalla venerazione per San Giacomo Maggiore Apostolo, ora collegati anche da un riconoscimento istituzionale. Attraverso la Delibera della Giunta regionale numero 50, approvata il 17 febbraio 2026, la Regione Calabria ha ufficializzato il Cammino di San Giacomo tra gli itinerari di rilevanza regionale, in base alla normativa regionale 12/2023 dedicata al riconoscimento dei percorsi pedonali calabresi.
Indice
Un tracciato tra costa e montagna
L’itinerario si sviluppa per circa 141 chilometri, suddivisi in nove tappe, snodandosi tra le province di Cosenza e Catanzaro. Inizia dalla costa tirrenica, presso Fuscaldo, prosegue verso l’interno montano raggiungendo Bianchi, borgo immerso nella Sila Piccola dove la devozione al santo si manifesta attraverso celebrazioni e tradizioni secolari, per concludersi a Cicala, nel catanzarese. Proprio in questo paese il percorso trova la sua meta spirituale: nella Chiesa dedicata a San Giacomo Maggiore Apostolo, che conserva la statua del santo patrono, i camminatori ricevono il Testimonium, certificato che suggella il pellegrinaggio e lo inserisce nella rete dei cammini jacopei europei che conducono a Santiago di Compostela.
L’ente responsabile della gestione
L’organismo incaricato della gestione, secondo quanto stabilito dalla delibera, è l’associazione “Pellegrini di Speranza sulla Via di San Giacomo in Calabria APS”, con domicilio a Cicala e guidata dal presidente don Sergio Polito. L’associazione ha curato l’evento inaugurale del 13 giugno 2026, con partenza da Bianchi (e non da Fuscaldo, come ci si aspetterebbe considerando il tracciato integrale) e conclusione a Cicala, dove la statua del santo è stata condotta in corteo processionale verso la chiesa principale per ricevere la benedizione dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago.
Valorizzazione territoriale e rilancio economico
Oltre alla dimensione devozionale, l’iniziativa ambisce a trasformarsi in uno strumento di rilancio per i territori interni, creando una rete di ospitalità che coinvolga alberghi, accompagnatori naturalistici, artigiani del territorio e istituzioni locali, seguendo l’esempio di altri percorsi nazionali ed europei diventati volano del cosiddetto “turismo lento“, strategico per contrastare lo spopolamento delle aree marginali.