Europa sotto shock termico: OMS dichiara emergenza sanitaria

Temperature estreme in Europa, OMS proclama crisi sanitaria: pericoli per la salute, manifestazioni del collasso termico e contatti d'emergenza disponibili.

Valori termici eccezionali nelle principali metropoli del continente

La colonnina di mercurio ha raggiunto quota quaranta gradi a Bordeaux, trentanove a Toledo, mentre Tolosa e Granada hanno registrato trentotto gradi: si tratta di alcuni dei dati più allarmanti rilevati nelle ultime giornate sul territorio europeo. Gli studiosi avvertono che simili condizioni climatiche generano uno stress termico in grado di peggiorare patologie preesistenti quali malattie cardiocircolatorie, diabete e affezioni respiratorie come l’asma. Le conseguenze si estendono anche ai soggetti affetti da disturbi psichiatrici, mentre si osserva un incremento degli incidenti automobilistici dovuto alla ridotta capacità di concentrazione provocata dalle temperature elevate. Inoltre, alcune malattie contagiose trovano terreno fertile in queste condizioni ambientali.

Da fenomeno climatico a crisi di sanità pubblica

Da sette giorni l’onda termica che attraversa il continente viene identificata non più come semplice evento meteorologico, bensì come autentica crisi sanitaria collettiva. Lo afferma Hans Kluge, responsabile della sezione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziando come l’innalzamento termico stia già mietendo vittime e sovraccaricando le strutture ospedaliere continentali.

Kluge rimarca che il Vecchio Continente rappresenta l’area geografica con il riscaldamento più accelerato a livello planetario, presentando cifre eloquenti: nel quadriennio appena trascorso le temperature eccessive avrebbero causato oltre 200mila morti, mentre la letalità associata al calore sarebbe salita del 30% nell’arco di vent’anni.

Emergenza colpi di calore, popolazione anziana nel mirino

Le persone in età avanzata costituiscono il gruppo demografico sotto maggiore osservazione, considerando che il loro numero è in costante espansione parallelamente all’invecchiamento complessivo della società. Secondo le elaborazioni condotte a Ginevra, fra il 2017 e il 2021 i morti per collasso termico fra chi ha superato i 65 anni sarebbero aumentati dell’85% circa rispetto al quinquennio 2000-2004 — dati che hanno spinto a classificare le ondate termiche come autentica urgenza medica caratterizzata da elevata mortalità.

Tragedie evitabili con interventi adeguati

Un aspetto centrale del comunicato dell’OMS evidenzia come questi decessi non rappresentino una fatalità inevitabile. Proprio per tale ragione l’organizzazione ha elaborato nuove direttive rivolte alle istituzioni sanitarie nazionali, con lo scopo di prevedere le ondate termiche, avvisare tempestivamente i cittadini e preparare le strutture mediche ad affrontare l’impatto prima che i termometri raggiungano i livelli critici.

Le categorie più esposte al pericolo

Non soltanto persone mature: secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), risultano particolarmente esposti anche minori, gestanti, individui con disabilità e chi presenta già quadri clinici compromessi, specialmente quando i valori termici superano di dieci gradi la norma stagionale caratteristica del momento. L’attenzione riguarda tuttavia ogni fascia anagrafica, inclusi coloro che svolgono attività fisica regolare. I disturbi possono spaziare da semplici crampi muscolari, perdite di coscienza ed edemi fino a situazioni più complesse, come congestioni, perdita di liquidi corporei e lesioni a organi essenziali e tessuto cerebrale.

Meccanismi attraverso cui le alte temperature danneggiano l’organismo

Il presidente SIMA Alessandro Miani chiarisce che le temperature estreme ostacolano il meccanismo di regolazione termica del corpo. In condizioni normali l’organismo si raffredda mediante la traspirazione, ma quando l’umidità ambientale è eccessiva il sudore non evapora adeguatamente, provocando un rapido incremento del calore interno. È proprio questo processo alterato, secondo Miani, a generare i malesseri più frequenti connessi al caldo, che vanno da semplici crampi e perdite di sensi a problematiche ben più serie.

Scottature solari, spasmi muscolari e gonfiori

L’esposizione prolungata ai raggi solari può determinare arrossamenti cutanei o vere scottature, accompagnati da manifestazioni simili a quelle del collasso da calore. Gli spasmi muscolari, invece, derivano dalla traspirazione abbondante che altera il bilanciamento tra minerali e fluidi nell’organismo, causando perdita di sodio e dolori anche acuti. Le temperature elevate possono inoltre promuovere la comparsa di gonfiori, collegati al ristagno di liquidi specialmente nelle gambe.

Blocco digestivo e carenza idrica

Un ulteriore pericolo riguarda gli shock termici interni: assumere liquidi ghiacciati quando il fisico è già surriscaldato può scatenare un blocco digestivo, con traspirazione improvvisa, dolore toracico, cefalea e nausea. Al contrario, un’assunzione insufficiente di liquidi conduce a carenza idrica, che si manifesta con spossatezza, capogiri, battito accelerato, stati ansiosi, cute e mucose aride, spasmi muscolari e abbassamento pressorio.

Collasso termico: segnali da identificare prontamente

Quando il meccanismo di controllo della temperatura corporea cessa di operare correttamente, si verifica il collasso termico. I primi indicatori sono un malessere complessivo improvviso, seguito da cefalea, nausea, vomito e vertigini, fino a manifestazioni di agitazione e disorientamento mentale.

Direttive dell’OMS per la tutela preventiva

In vista del nuovo picco termico atteso nei giorni a venire, l’OMS Europa ha diffuso ai paesi maggiormente interessati nuove raccomandazioni pratiche sui programmi d’intervento da implementare per salvaguardare la salute collettiva.

Contatti telefonici per situazioni critiche legate al calore

In presenza di malessere improvviso, cefalea persistente, confusione mentale, cute asciutta e arrossata o mancanza di traspirazione nonostante le temperature elevate, è fondamentale non trascurare i segnali: potrebbero indicare un collasso termico, autentica urgenza medica.

Comportamento da adottare in caso di manifestazioni gravi:

  • Contattare immediatamente il 118 per le urgenze mediche
  • In attesa dei soccorsi, trasferire la persona in un ambiente fresco e riparato, allentare gli abiti e applicare acqua fresca (non ghiacciata) sulla cute

Per informazioni e suggerimenti preventivi, il Ministero della Salute ha attivato il numero verde 1500, realizzato in collaborazione con l’INAIL, operativo per fornire indicazioni su come difendersi dal calore e gestire i pericoli sanitari legati alle temperature elevate.

I bollettini quotidiani sulle ondate termiche per le principali città italiane sono inoltre consultabili sul portale del Ministero della Salute (salute.gov.it) o tramite l’applicazione gratuita “Caldo e Salute”.

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