Larve vive espulse con uno starnuto: il caso medico impossibile

Mosca bot completa sviluppo nei seni nasali umani: caso greco senza precedenti pubblicato dal CDC solleva interrogativi su possibile adattamento evolutivo

Isola greca, settembre 2025. Una donna di cinquantotto anni si trova a lavorare all’aria aperta, in prossimità di un pascolo dove brucano delle pecore. Uno sciame di mosche le ronza intorno al volto, ma lei non ci fa troppo caso. Sette giorni più tardi inizia ad avvertire un fastidio ai seni paranasali, cui segue nelle settimane successive una tosse persistente e intensa. Il 15 ottobre, durante uno starnuto, nota con orrore che dalle narici è fuoriuscito qualcosa simile a un verme.

La vicenda è stata riportata e analizzata sulla rivista Emerging Infectious Diseases dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention) statunitensi, nell’edizione di marzo 2026. Gli autori dello studio sono Ilias P. Kioulos dell’Università Agraria di Atene, Emmanouil Kokkas dell’Università di Creta ed Evangelia-Theophano Piperaki della Scuola di Medicina dell’Università Nazionale e Kapodistria di Atene.

La scoperta durante l’intervento

La donna decide di consultare un otorinolaringoiatra specializzato, che procede con un’operazione chirurgica ai seni mascellari, le cavità situate lateralmente al naso. Quello che emerge dall’intervento lascia attoniti i medici: vengono rinvenute dieci larve in differenti fasi evolutive, oltre a una pupa, lo stadio di transizione tra la forma larvale e quella adulta dell’insetto. Le analisi del DNA, confermate dall’esame morfologico, hanno permesso di identificare gli organismi come appartenenti alla specie Oestrus ovis, conosciuta come mosca cavicola delle pecore, un parassita molto comune nelle zone calde e secche del bacino mediterraneo, il cui sviluppo avviene normalmente all’interno delle cavità nasali di ovini e caprini.

larva starnuto 2

@wwwnc.cdc.gov

Un evento ritenuto impossibile

È proprio questo l’aspetto che ha catturato l’interesse degli esperti. Le infestazioni occasionali nell’essere umano causate da Oestrus ovis sono già di per sé eccezionali, ma il fatto che le larve siano riuscite a raggiungere lo stadio di pupa all’interno dell’organismo umano non era mai stato documentato prima. I ricercatori lo descrivono apertamente come “biologicamente implausibile”: le condizioni ambientali dei seni paranasali umani non forniscono temperatura e umidità adeguate per la pupazione, mentre le secrezioni, le difese immunitarie e il microbioma locale rendono generalmente quell’habitat inadatto alla sopravvivenza prolungata del parassita.

Gli studiosi individuano due elementi che verosimilmente hanno reso possibile questa eccezione:

  • Una quantità iniziale molto elevata di larve, quindi un deposito massiccio avvenuto in un’unica soluzione
  • La presenza di una deviazione marcata del setto nasale. Proprio questa anomalia strutturale avrebbe ostacolato l’espulsione naturale delle larve dalle cavità nasali, permettendo ad alcune di portare a termine il proprio sviluppo fino allo stadio successivo.

Possibile adattamento evolutivo?

L’interrogativo che gli studiosi lasciano in sospeso è ancora più preoccupante dell’episodio clinico stesso, poiché questa vicenda potrebbe costituire un primo indizio di adattamento evolutivo della mosca cavicola, con Oestrus ovis che comincia ad acquisire la capacità di completare il ciclo biologico nell’ospite umano. Si tratta di un’ipotesi ancora teorica, che tuttavia, secondo gli autori, richiede una maggiore vigilanza clinica, considerando che la specie è presente in numerose aree geografiche del pianeta.

Dopo l’operazione chirurgica, la paziente ha seguito una terapia a base di decongestionanti nasali ed è guarita completamente. Nessuno dei suoi colleghi ha manifestato sintomi simili.

Fonte: wwwnc.cdc.gov

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