Piccolo Liam libero dopo l’arresto ICE col padre: altri bimbi ancora trattenuti

Bambino di 5 anni e padre rilasciati dopo arresto ICE. Giudice condanna politiche governative che traumatizzano minori. Altri bimbi ancora trattenuti.

Una magra vittoria, mentre il silenzio copre la realtà di numerosi minori ancora trattenuti ingiustamente nelle strutture dell’amministrazione Trump. Le foto del fermo di Liam da parte degli operatori dell’Immigration and Customs Enforcement, mirato principalmente a catturare suo padre, Adrian Alexander Conejo Arias, hanno scosso l’opinione pubblica mondiale. Ma solo per un breve momento.

La verità è che oggi Liam Ramos e suo padre hanno ritrovato la libertà dalla struttura detentiva di Dilley (distante oltre 2mila chilometri dalla loro abitazione) anche per l’intervento del deputato Joaquin Castro e di esponenti democratici, mobilitatisi per tutelare quel bambino di appena 5 anni.

Liam è davvero contento di rientrare, ha dichiarato il genitore, proveniente dall’Ecuador, all’ABC News. Potrà riabbracciare la mamma e il fratellino.

Liam adesso è tornato a casa. Con il suo cappellino e lo zainetto.

A disporre il rilascio è stato un magistrato federale, che ha stabilito la liberazione “nel più breve tempo possibile”, mentre l’iter giudiziario prosegue. Ed è proprio il testo dell’ordinanza a colpire maggiormente. Con una pronuncia severa, il giudice distrettuale Fred Biery accusa l’amministrazione di dimenticare persino i pilastri della storia statunitense, richiamando la Dichiarazione d’Indipendenza e le parole di Thomas Jefferson contro l’autoritarismo. Secondo Biery, attualmente “stiamo sentendo gli echi di quella medesima vicenda“.

La vicenda di Liam ha conquistato l’attenzione globale soprattutto per quello scatto divenuto emblematico: un funzionario dell’ICE che regge lo zainetto di Spider-Man del bambino, mentre lui fissa la fotocamera indossando un cappellino con orecchiette da coniglio.

Un’istantanea che ha riacceso l’indignazione verso l’offensiva migratoria dell’amministrazione Donald Trump e un interrogativo sempre più pressante: quale destino attende i minori quando i genitori vengono prelevati senza preavviso?

Biery non risparmia critiche: il caso, scrive, deriva da “una strategia governativa mal progettata ed eseguita in maniera incompetente, ossessionata dal raggiungimento di quote giornaliere di espulsioni, anche quando ciò comporta traumatizzare dei minori.

L’analisi del comportamento umano dimostra che, per taluni, la sete di potere illimitato e l’applicazione della crudeltà non hanno limiti. E lo stato di diritto? Dannato pure quello.

Nel mirino finiscono pure i cosiddetti “mandati amministrativi”, frequentemente utilizzati dagli operatori dell’ICE per fermare individui senza l’approvazione di un magistrato. Per Biery sono incostituzionali: “è come affidare la volpe alla custodia del pollaio. La Costituzione richiede un’autorità giudiziaria indipendente“.

Il magistrato riconosce che Liam e suo padre potrebbero comunque essere espulsi, data la complessità – definita “arcana” – del sistema migratorio americano. Ma, sottolinea, questo dovrebbe accadere “attraverso procedure più ordinate e compassionevoli di quelle attuali”.

La pronuncia si conclude con una citazione di Benjamin Franklin, risalente alla Convenzione costituzionale del 1787:

Che cosa abbiamo ottenuto?
Una repubblica, se saprete preservarla.

Nel frattempo, resta il fatto che le operazioni dell’ICE non colpiscono soltanto persone prive di documenti con precedenti penali, come afferma l’amministrazione, ma anche residenti legali, nuclei familiari e bambini piccolissimi. Liam è il quarto studente del suo distretto scolastico ad essere prelevato dagli agenti in appena due settimane. E pochi giorni or sono, un’altra neonata è stata rimpatriata in Texas insieme al padre prima di essere riconsegnata alla madre.

E probabilmente è proprio questo il nocciolo della questione: quando uno Stato necessita di un magistrato per rammentargli che i bambini non sono mezzi di deterrenza politica, il problema non è l’immigrazione, ma l’empatia che si sgretola.

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