Test urinario rivela la tua vera età: scoperta rivoluzionaria

Esame urinario innovativo determina l'età biologica attraverso microRNA: scopri quanto velocemente invecchia il tuo corpo con metodo non invasivo.

L’età anagrafica che figura sui documenti racconta solo una parte della storia. La domanda reale è: quanto velocemente sta invecchiando il tuo organismo? Oggi, la risposta potrebbe emergere da un’analisi delle urine. Ricercatori hanno sviluppato un esame urinario innovativo per determinare l’età biologica, capace di valutare il ritmo dell’invecchiamento corporeo in modo non invasivo, rapido e indolore.

Fino ad ora, gli orologi epigenetici basati sulla metilazione del DNA hanno rappresentato il gold standard per quantificare l’età biologica. Questi strumenti offrono grande precisione, ma presentano limiti significativi: sono dispendiosi, richiedono competenze specialistiche e necessitano quasi sempre di campioni ematici. Tuttavia, una nuova prospettiva si sta aprendo.

Analisi dei microRNA urinari per determinare l’invecchiamento

La rivoluzione proviene da una ricerca pubblicata su npj Aging, che presenta un orologio biologico basato sull’urina attraverso l’esame dei microRNA contenuti nel fluido. Il fulcro di questa innovazione risiede nelle vescicole extracellulari, minuscole strutture che veicolano informazioni cruciali sulle condizioni fisiologiche interne.

I microRNA fungono da messaggeri molecolari: controllano l’attività dei geni e rispecchiano meccanismi essenziali quali lo stress ossidativo, i processi infiammatori e l’invecchiamento cellulare. Decifrare questi messaggi richiede strumenti sofisticati, ed è proprio qui che l’intelligenza artificiale diventa determinante.

Gli studiosi hanno impiegato un algoritmo di apprendimento automatico denominato LightGBM, istruito analizzando dati provenienti da 6.331 individui adulti giapponesi. Il sistema ha appreso a correlare particolari configurazioni di microRNA urinari con l’età biologica effettiva, identificando schemi complessi invisibili alle metodologie convenzionali.

Per assicurarsi della validità dei risultati oltre la mera correlazione statistica, i dati sono stati confrontati con biomarcatori di senescenza già validati. Alcuni microRNA, tra cui miR-34a-5p e miR-31-5p, mostrano livelli crescenti quando le cellule entrano in senescenza e cessano di replicarsi. Il loro aumento nei campioni urinari ha dimostrato che l’esame stava rilevando autentici segnali biologici.

L’errore medio assoluto si attesta intorno ai 4,4 anni. Una precisione leggermente inferiore rispetto agli esami epigenetici su sangue, ma superiore ad altri orologi biologici basati sull’RNA circolante. Il vantaggio principale? Completa non invasività e facilità di applicazione su vasta scala.

Determinare la propria età biologica significa superare il semplice conteggio degli anni trascorsi. L’età cronologica è un dato di registro, mentre l’età biologica rappresenta un indicatore prognostico dello stato di salute. Comprendere se l’organismo sta deteriorandosi più rapidamente rispetto alla norma può diventare un elemento fondamentale per guidare decisioni quotidiane e approcci preventivi.

La ricerca ha rilevato, per esempio, che nei soggetti con diabete di tipo 2 il processo di invecchiamento biologico risulta accelerato. Pazienti di entrambi i sessi con questa condizione presentano un Delta Age più marcato, ossia una discrepanza maggiore tra età anagrafica e biologica. Un indizio che indica un rischio aumentato di patologie correlate all’invecchiamento e la necessità di interventi clinici più precoci e personalizzati.

Ma non finisce qui. Alcuni microRNA identificati mostrano correlazioni anche con malattia di Alzheimer e deterioramento cognitivo. Sebbene i dati siano ancora in fase iniziale, suggeriscono che in futuro un semplice esame urinario potrebbe supportare anche lo screening della salute neurologica, ben prima della manifestazione clinica dei disturbi.

Naturalmente, la metodologia presenta ancora margini di miglioramento. Gli autori dello studio riconoscono una precisione ridotta nelle fasce di età agli estremi, sotto i 25 anni e oltre gli 80. Inoltre, lo stato di idratazione influenza i risultati: un’elevata assunzione di liquidi diluisce l’urina e può modificare la concentrazione dei microRNA. Per questo sono stati implementati controlli di qualità specifici per neutralizzare queste variabili.

Verso una medicina preventiva accessibile a tutti

La traiettoria è inequivocabile. La medicina sta evolvendo verso un approccio preventivo, personalizzato e applicabile su ampia scala. I prelievi ematici richiedono infrastrutture, operatori qualificati e gestione della catena del freddo. L’urina, al contrario, richiede solamente un contenitore sterile e servizi igienici.

Questo innovativo esame urinario per l’età biologica si colloca in un ambito di ricerca sempre più consolidato. Negli anni recenti, l’analisi urinaria ha già dimostrato notevole efficacia nella diagnosi precoce di neoplasie ovariche, esofagee e pancreatiche, raggiungendo in alcuni casi sensibilità comparabili o superiori agli esami su sangue.

La novità, oggi, risiede nella portata più vasta. Non si tratta più soltanto di identificare una patologia specifica o monitorare la funzionalità renale, ma di quantificare il deterioramento biologico globale del corpo. Trasformare un prodotto di eliminazione in uno strumento diagnostico sulla salute cellulare potrebbe consentirci, finalmente, di non limitarci a rincorrere il tempo ma di rallentarne concretamente gli effetti.

Fonte: npj Aging

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