Val Gardena contro il turismo di massa: prenotazioni e aumenti al Seceda

Seceda introduce sistema di prenotazione obbligatoria e tariffe più alte per contrastare l'overtourism in Val Gardena dopo le tensioni dell'estate scorsa.

Le Dolomiti si trovano nuovamente sotto i riflettori per la questione del turismo di massa, e la Val Gardena rappresenta l’ennesimo esempio di come il rapporto tra ambiente naturale e flussi turistici stia raggiungendo un punto critico. Al centro dell’attenzione c’è il Seceda, uno dei luoghi panoramici più immortalati dell’intera regione altoatesina, dove negli ultimi tempi si sono verificate situazioni di attese estenuanti, strutture al collasso e percorsi sovraffollati. Per gestire questa emergenza, a partire dal 22 maggio sarà necessario prenotare online l’accesso agli impianti scegliendo una fascia oraria specifica, con modalità che ricordano quelle adottate nel settore ferroviario. Parallelamente all’introduzione di questo controllo, arriva anche un considerevole incremento delle tariffe: il costo del biglietto di andata e ritorno sale da 52 a 74 euro, una decisione che sta già generando discussioni circa un’eventuale discriminazione basata sulla capacità economica. L’iniziativa nasce da un lungo processo di consultazione che ha coinvolto i Comuni di Ortisei e Santa Cristina, la società che gestisce gli impianti del Seceda, l’associazione provinciale delle organizzazioni turistiche, Idm Alto Adige e il Centro Mobilità Val Gardena.

Le tensioni dell’estate scorsa e il caso del tornello sul sentiero

Il nuovo sistema di regolamentazione nasce in risposta a un’estate particolarmente critica, durante la quale la valle è stata letteralmente invasa da un numero eccezionale di visitatori giornalieri. Le foto di percorsi congestionati, blocchi stradali a Ortisei e attese infinite agli impianti di risalita hanno rapidamente conquistato visibilità sui social network, trasformando l’area in un simbolo nazionale del fenomeno del turismo eccessivo.

L’episodio più controverso si è verificato quando alcuni proprietari terrieri delle zone limitrofe al Seceda hanno posizionato un tornello con biglietto a pagamento lungo un sentiero panoramico di proprietà privata, nel tentativo di limitare il passaggio incessante dei visitatori e denunciare danneggiamenti ai prati, accumulo di immondizia e atteggiamenti ritenuti irrispettosi. L’installazione è rimasta attiva per breve tempo: la Provincia l’ha smantellata, sottolineando che il percorso ricadeva in territorio pubblico sotto la gestione dell’Ente Parco. Nonostante la rimozione rapida, l’azione ha innescato un acceso confronto tra abitanti del luogo e operatori economici da una parte e gruppi ambientalisti dall’altra. Per i primi rappresentava un grido d’allarme estremo di fronte a una situazione insostenibile, per i secondi costituiva un pericoloso precedente verso la privatizzazione dei percorsi montani.

Un settore turistico contestato e un territorio sempre più vulnerabile

Le autorità locali hanno successivamente provato a porre rimedio con pattugliamenti e personale di sorveglianza nelle zone più frequentate, ma la criticità è rimasta di natura sistemica. A contribuire al problema c’è anche l’enorme visibilità mediatica del Seceda, trasformatosi negli anni in una destinazione di grande richiamo grazie a fotografie diffuse da influencer e figure pubbliche di livello internazionale. Oggi la questione fondamentale rimane invariata: come bilanciare la salvaguardia di un territorio alpino vulnerabile con un afflusso di turisti in continua espansione. Il Club Alpino Italiano sottolinea l’urgenza di un cambio di prospettiva radicale, dove la montagna non venga più trattata come un bene di consumo ma come un patrimonio da tutelare. Il meccanismo delle prenotazioni e gli aumenti tariffari costituiscono un primo passo verso una gestione più controllata, ma il dibattito è solo all’inizio. La Val Gardena, nel frattempo, si prepara ad affrontare un’altra stagione estiva ad alta intensità, divisa tra la volontà di ospitalità e l’esigenza sempre più impellente di difendere le Dolomiti dall’eccesso di presenze turistiche.

Fonte: Tickets – Funivie Seceda AG

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