Scopri la vera Thailandia: oltre le spiagge c’è molto di più

Esplora la Thailandia autentica: santuari millenari, borghi tradizionali, ecosistemi protetti e viaggi consapevoli ti aspettano.

L’idea comune della Thailandia evoca subito immagini di litorali candidi e mari turchesi. Esiste però un’altra faccia di questo Paese, meno nota ma forse più genuina, che sta affascinando chi desidera un’esperienza diversa: più tranquilla, più intensa, più consapevole.

Si tratta della Thailandia delle zone interne, delle alture avvolte da brume, dei santuari silenziosi e dei borghi dove le lancette dell’orologio sembrano essersi arrestate. Un paesaggio che offre risposta a un’esigenza crescente tra chi viaggia: in che modo possiamo muoverci nel pianeta riducendo il nostro impatto?

Le regioni settentrionali della Thailandia stanno emergendo come emblema di un approccio turistico più sostenibile. Mentre le località costiere meridionali continuano ad attirare folle immense, aree come Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son propongono un’opzione valida contro il turismo di massa.

In questi luoghi il flusso turistico si disperde in modo differente: niente mega strutture alberghiere ma piccole locande a conduzione familiare, niente lidi sovraffollati ma percorsi escursionistici attraverso foreste di legno pregiato, niente locali sulla spiaggia ma bazar serali dove l’artigianato tradizionale rappresenta ancora una fonte di reddito fondamentale.

Ayutthaya e Sukhothai, le storiche capitali, dimostrano perfettamente come il patrimonio storico possa trasformarsi in motore per un turismo culturale di valore. Siti riconosciuti dall’UNESCO che si visitano pedalando, al ritmo ideale per osservare, assimilare, capire. I resti dei santuari emergono tra laghetti e vegetazione rigogliosa, in un’armonia tra ambiente e archeologia che offre preziose lezioni sul rispetto del paesaggio.

Ayutthaia

Conoscere da vicino le popolazioni locali

Uno degli elementi più affascinanti della Thailandia interna è l’opportunità di avvicinarsi alle comunità autoctone con modalità rispettose. I borghi delle popolazioni montane – Karen, Akha, Lisu, Hmong – hanno creato modelli di accoglienza comunitaria che consentono ai visitatori di sostenere direttamente l’economia del luogo, evitando intermediari che snaturano l’esperienza.

A Pai, piccolo centro dall’atmosfera bohémien circondato da rilievi e cascate, il tempo scorre naturalmente più lento. Qui non si arriva per completare un programma serrato, ma per sostare: raggiungere a piedi un canyon, immergersi in una fonte termale, dialogare con chi ha optato per uno stile di vita alternativo.

Mae Hong Son, presso il confine con il Myanmar, rappresenta forse l’essenza di questa Thailandia celata: nebbie all’alba, santuari in architettura birmana, mercati dove l’inglese è ancora poco diffuso. È un turismo per chi accetta di sentirsi un po’ disorientato, di non controllare ogni dettaglio, di affidarsi.

Ecosistemi tutelati e biodiversità eccezionale

La Thailandia conserva una ricchezza ambientale frequentemente trascurata. Il Doi Inthanon, la vetta più elevata della nazione, costituisce il nucleo di un’area protetta dove fioriscono orchidee rare e abitano centinaia di specie aviarie. Le cavità calcaree di Chiang Dao, popolate da colonie di chirotteri e trasformate in luoghi di devozione buddhista, illustrano come natura e sacralità possano coesistere da tempo immemorabile.

Un numero crescente di viaggiatori predilige attività connesse alla tutela ambientale: iniziative di rimboschimento, rifugi per pachidermi che hanno abbandonato le cavalcate turistiche per approcci più etici, escursioni accompagnate da guardie forestali locali che conoscono ogni vegetale e ogni tracciato.

La dimensione spirituale come percorso di crescita

Non è possibile comprendere appieno la Thailandia senza accostarsi alla sua sfera spirituale. I santuari settentrionali non sono semplici strutture da immortalare: sono spazi vitali, frequentati quotidianamente da religiosi e devoti.

Il Wat Phra That Doi Suthep, che sovrasta Chiang Mai dall’alto di un monte sacro, si raggiunge salendo 306 gradini – un tragitto che diventa già contemplazione. Il Wat Rong Khun di Chiang Rai, il famoso Tempio Bianco, è una creazione artistica contemporanea che comunica spiritualità attraverso un linguaggio visionario e unico.

Ma sono i santuari minori, quelli privi di masse turistiche o biglietti d’entrata, a rivelare qualcosa di autentico. L’aroma dell’incenso, il canto dei religiosi al crepuscolo, il silenzio rotto solo dalle cicale: sono momenti che non si possono programmare, si verificano se ci si concede il tempo di sostare.

La produzione artigianale e l’economia sostenibile

I bazar thailandesi, specialmente quelli del Nord, rimangono autentici centri di commercio e creazione. A Chiang Mai, il mercato serale del sabato si estende per chilometri: stoffe tessute manualmente, ceramiche, manufatti in legno scolpito, spezie. Acquistare qui significa supportare direttamente artigiani e piccoli commercianti.

Numerose botteghe propongono la partecipazione a laboratori: apprendere la tintura dei tessuti con pigmenti naturali, modellare l’argilla, preparare curry seguendo ricette ancestrali. Sono momenti che generano legami autentici e lasciano qualcosa di più significativo di un ricordo materiale.

Una destinazione che attrae sempre più visitatori

Le statistiche confermano questa evoluzione: nel 2025 oltre 300.000 italiani hanno optato per la Thailandia come meta, con un incremento considerevole rispetto all’anno precedente. Un dato che testimonia non solo l’accessibilità del territorio, ma anche la sua abilità nel soddisfare esigenze variegate: chi desidera coste, certamente, ma anche chi vuole patrimonio culturale, ambiente, spiritualità, avventura moderata.

La Thailandia sta provando che è realizzabile essere una meta turistica apprezzata senza rinunciare ad autenticità e sostenibilità. Non è un obiettivo raggiunto – le sfide rimangono numerose – ma la traiettoria è promettente.

Per chi si sposta con coscienza, questo Paese propone l’occasione preziosa di esplorare territori magnifici e variegati, sostenendo contemporaneamente economie locali e modalità di turismo più etiche. Non è trascurabile, in un’epoca in cui ogni spostamento ci invita a riflettere sul nostro impatto.

La Thailandia al di là del litorale esiste, attende solo di essere scoperta con l’atteggiamento appropriato.

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