Scopri il percorso lombardo con ponte sospeso, 900 scalini e trincee storiche poco noto

Percorso ad anello nel Parco Spina Verde presso Como: 900 scalini, passerella tibetana e fortificazioni storiche a un'ora da Milano.

Esiste un luogo in Lombardia dove avventura, memoria storica e paesaggi naturali convivono lungo un unico tracciato escursionistico. Questo posto si colloca nei pressi del confine svizzero, nel cuore del Parco Regionale Spina Verde, zona tutelata che abbraccia le alture occidentali di Como e racchiude alcune delle vedute più spettacolari del territorio lariano. Qui, a circa sessanta minuti da Milano, si dipana un cammino circolare che negli ultimi tempi ha catturato l’attenzione di camminatori, nuclei familiari e amanti del trekking per via di una combinazione unica: una monumentale gradinata di quasi novecento scalini in pietra, una passerella tibetana tra gli alberi e i resti militari della Grande Guerra.

Si tratta di un tracciato che consente di sperimentare un’autentica escursione montana rimanendo vicini alla metropoli. Una destinazione perfetta per un’uscita di un giorno, in grado di offrire viste sul lago comasco, attraversamenti emozionanti e un tuffo nella storia di una zona di confine che per secoli ha rivestito importanza strategica.

La monumentale scalinata verso il cielo

L’elemento più celebre di questo itinerario è certamente la Scala del Paradiso, un’impressionante sequenza di gradini rocciosi che sale ripida lungo il fianco boscoso del rilievo. Il nome, poetico e suggestivo, riflette perfettamente l’emozione che si prova durante la salita: una fatica gratificante in un contesto naturale che compensa l’impegno fisico ad ogni passo.

Questa struttura venne edificata per necessità pratiche legate al controllo territoriale. In epoche passate, queste montagne costituivano una delle principali rotte del contrabbando tra territorio italiano e svizzero. Le guardie di confine e i finanzieri percorrevano questi collegamenti per sorvegliare i movimenti lungo la frontiera e contrastare il commercio clandestino.

Oggi quella via, nata per finalità di vigilanza, rappresenta una delle camminate più affascinanti del comasco. L’ascesa si sviluppa prevalentemente sotto la copertura arborea, caratteristica che la rende gradevole anche nei periodi estivi. Tra castagni, robinie e querce, il tracciato si apre occasionalmente su panorami che consentono di ammirare dall’alto il bacino lacustre e le cime circostanti.

La continua presenza del bosco genera un’atmosfera particolare, distante dal caos e dai rumori cittadini. È proprio questo contrasto tra la prossimità ai centri urbani e la sensazione di totale immersione naturale a conferire unicità all’esperienza.

Una passerella sospesa tra gli alberi

Completata la sezione più faticosa della salita, il cammino prosegue attraverso uno degli elementi più spettacolari del percorso: una passerella tibetana che attraversa una piccola forra naturale.

Sebbene non si tratti di una costruzione particolarmente estesa o impegnativa, il passaggio regala una visuale inconsueta sul paesaggio boschivo. Procedere sulle tavole oscillanti, avvolti dal verde e dal silenzio della foresta, introduce una dimensione avventurosa che arricchisce notevolmente l’escursione.

La struttura è stata realizzata secondo criteri di sicurezza e può essere percorsa senza particolari problemi dalla maggioranza degli escursionisti. Per i più piccoli costituisce spesso il momento culminante della giornata, mentre per gli adulti rappresenta un’opportunità per osservare da una prospettiva inedita la porzione più incontaminata del Parco Spina Verde.

Questa installazione, integrata in un ambiente naturale ben preservato, testimonia anche il crescente orientamento verso modalità di turismo rispettoso e sostenibile, capaci di promuovere il territorio senza comprometterne l’integrità ecologica.

I segni della Prima Guerra Mondiale sulla Linea Cadorna

Se l’ambiente naturale domina il percorso, il patrimonio storico riveste uguale importanza. Lungo il tragitto affiorano infatti molteplici testimonianze della Linea Cadorna, il complesso sistema difensivo costruito tra il 1915 e il 1918 lungo la frontiera settentrionale italiana.

Diversamente da quanto comunemente si crede, queste fortificazioni non vennero mai impiegate in operazioni belliche. Furono edificate per prepararsi all’ipotesi di un’offensiva austro-ungarica attraverso il suolo elvetico, eventualità che non si concretizzò mai ma che indusse il Regno d’Italia a costruire un’estesa rete di installazioni militari.

Nel Parco Spina Verde rimangono visibili trincee, passaggi coperti, punti di osservazione e piccole fortificazioni. Alcuni segmenti possono essere percorsi a piedi e consentono di comprendere le condizioni affrontate dai militari incaricati di sorvegliare queste alture più di cento anni fa.

Accedere a queste costruzioni significa entrare in una dimensione differente, caratterizzata da pietra, quiete e ricordo. Per gli appassionati di storia costituiscono un arricchimento significativo, capace di elevare una semplice camminata a viaggio nel tempo.

Un territorio protetto ricco di biodiversità e scenari

Il Parco Regionale Spina Verde non è solamente una destinazione per escursionisti. Creato per salvaguardare un’area di notevole pregio naturalistico, costituisce uno dei principali spazi verdi della zona comasca.

Il territorio accoglie numerose specie faunistiche e floristiche, inclusi uccelli rapaci, piccoli mammiferi e una ricca varietà di vegetazione tipica delle colline prealpine. La presenza di estesi boschi contribuisce inoltre alla conservazione della biodiversità e svolge una funzione essenziale nella regolazione climatica e nella protezione del suolo.

Procedendo lungo il sentiero si incontrano ambienti diversificati: aree boschive, aperture panoramiche e tratti caratterizzati da emergenze rocciose. Questa eterogeneità rende l’escursione particolarmente stimolante dal punto di vista naturalistico e propone scenari mutevoli in ogni stagione.

Durante la primavera il bosco si veste di colori e fioriture, mentre in autunno il foliage trasforma il paesaggio in una gamma di sfumature rossastre, gialle e aranciate. Sono proprio questi periodi a essere ritenuti i più indicati per visitare la zona.

Indicazioni pratiche per pianificare l’escursione

L’itinerario circolare si estende per circa 4,8 chilometri e richiede mediamente dalle due alle due ore e mezza di percorrenza, incluse le pause. Pur essendo classificato come sentiero escursionistico, non presenta tratti tecnicamente complessi o particolarmente esposti.

La principale difficoltà è costituita dalla lunga gradinata iniziale, che necessita di un minimo di preparazione fisica e può risultare impegnativa per chi ha problemi articolari alle ginocchia. Per affrontare il tracciato in sicurezza è opportuno indossare calzature da trekking con suola antiscivolo efficace e portare con sé adeguata scorta d’acqua.

Uno degli accessi più frequentati si trova nella zona di Ponte Chiasso, ma è possibile iniziare anche dall’area di Colverde, dove sono presenti parcheggi e collegamenti agevoli con il sentiero.

La combinazione tra facilità di accesso, rilevanza storica e bellezza paesaggistica fa di questo itinerario una delle escursioni più interessanti del territorio lombardo. Un luogo che dimostra come, anche a breve distanza da una grande città come Milano, esistano ancora percorsi capaci di stupire e narrare storie di confine, di natura e di memoria. Un piccolo viaggio che, scalino dopo scalino, conduce davvero verso quello che molti escursionisti continuano a definire il proprio paradiso.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin