Milano nasconde terme sotterranee: un gioiello Liberty sotto Piazza Oberdan

Esplora l'Albergo Diurno Venezia, meraviglia Liberty sotterranea di Milano con terme e mosaici d'epoca in fase di restauro per la futura riapertura.

Nel sottosuolo di Piazza Oberdan, dove Corso Buenos Aires si interseca con gli storici caselli daziari di Porta Venezia, giace un patrimonio che pochi hanno avuto modo di conoscere: l’Albergo Diurno Venezia. Una struttura di raffinatezza straordinaria, vestigia silenziosa di un periodo glorioso, che dopo lunghi anni di oblio sta conoscendo una seconda vita grazie all’intervento del FAI e al supporto degli atenei cittadini.

L’opera di Portaluppi nella Milano sotterranea

albergo diurno venezia

@Wikipedia

Questo complesso rappresenta una perla architettonica che fonde elementi Liberty e Art Déco, aperto al pubblico nel 1926 su disegno di Piero Portaluppi, l’architetto che ha donato alla città capolavori come Villa Necchi Campiglio, il Planetario Hoepli e la sistemazione del sagrato del Duomo. La struttura incarnava la risposta della metropoli lombarda alle necessità di una comunità in espansione, offrendo ai viaggiatori e ai residenti ogni genere di servizio moderno.

Esteso su 1200 metri quadrati nel cuore sotterraneo della città, il complesso si articolava in due sezioni distinte: da una parte le strutture termali, con bagni eleganti dotati di vasca e docce raggiungibili attraverso corridoi separati; dall’altra il settore dedicato agli artigiani. Ogni spazio era arricchito da mosaici elaborati, fontane ornamentali, sculture e complementi d’arredo di qualità che generavano un’atmosfera di eleganza democratica. Oltre alle sale da bagno comuni, accoglieva un salone per parrucchieri, un ufficio postale, un’agenzia turistica, uno studio fotografico, un servizio di dattilografia e una lavanderia: un microcosmo sotterraneo che pulsava al ritmo della Milano della Belle Époque, operativo dalle 7 del mattino alle 23.

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Il recupero di un tesoro urbano abbandonato

Scivolato nell’abbandono dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Albergo Diurno è rimasto inaccessibile per molti decenni, finché nel 2014 il Comune di Milano ne ha concesso la gestione al FAI. Ancor prima di avviare gli interventi di recupero, la Fondazione ha dato vita a un “cantiere della conoscenza”, coinvolgendo l’Università degli Studi La Statale e il Politecnico di Milano in un’iniziativa di studio interdisciplinare che ha visto la partecipazione di trenta ricercatori. Il frutto di questo lavoro è stato il libro “Albergo Diurno Venezia. Storia, architettura e memoria nel sottosuolo di Milano”, una raccolta di testimonianze e fotografie che riporta alla luce il fascino di questo spazio metamorfico e straordinariamente elusivo.

L’indagine si è sviluppata su due direttrici principali: un percorso storico legato all’evoluzione temporale della struttura e un’analisi dei fenomeni paralleli, per contemporaneità o vicinanza geografica. Ne scaturisce il profilo di una realtà poliedrica, dotata di un fascino ineffabile, che continua a svelarsi sotto angolature inedite a ogni nuovo studio.

Informazioni per la visita all’Albergo Diurno Venezia

Al momento l’Albergo Diurno Venezia rimane inaccessibile al pubblico a causa dei lavori di restauro in corso, ma nel 2021 è stato comunicato che ospiterà il Museo Nazionale di Arte Digitale, con un’inaugurazione prevista non prima del 2026. Nell’attesa, grazie all’impegno dei volontari della Delegazione FAI di Milano, vengono proposte regolarmente delle “Connessioni Culturali” incentrate sull’Albergo Diurno e sulla Belle Époque milanese, che consentono di esplorare la storia e il fascino di questo luogo eccezionale anche in attesa della riapertura definitiva.

Per coloro che desiderano esplorare la Milano Liberty e conoscere questo esempio di architettura urbana sotterranea, si suggerisce di seguire il portale del FAI e le proposte culturali della città. Il rilancio dell’Albergo Diurno Venezia non rappresenta solamente il restauro di una struttura storica, ma la restituzione alla collettività di un frammento di memoria condivisa, un luogo dove le voci di una Milano d’altri tempi continuano a risuonare, pronte a sedurre le generazioni future con il loro fascino senza tempo.

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