Scopri Pontremoli e Filetto, borghi medievali toscani tra Alpi Apuane e Via Francigena, custodi di storia e atmosfere senza tempo.
Il nostro cammino attraverso la Lunigiana ha preso il via oltrepassando quel confine naturale dove la Toscana sfiora la Liguria, un punto d’incontro antichissimo che ci ha accolti fin da subito con la sua bellezza ruvida e genuina. Costeggiando le vallate scavate dal fiume Magra, abbiamo compreso quanto questo territorio abbia saputo preservare una natura incontaminata e una memoria storica densa, fatta di pellegrini, viandanti e soldati di passaggio.

@RebeccaManzi/GreenMe
In questo angolo d’Italia, dove le imponenti vette delle Alpi Apuane vigilano su un paesaggio disseminato di castelli e borghi cinti da mura, ogni angolo visivo pare narrare un frammento dimenticato dell’epoca medievale, regalandoci un’esperienza di viaggio lento e intimo, decisamente intensa e distante dalle rotte turistiche più battute.

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Indice
Pontremoli: dal ponte della Crësa al campanone
La prima sosta del nostro itinerario è stata Pontremoli, l’ingresso settentrionale della regione, dove abbiamo colto subito la doppia natura di questo borgo. Girovagando per le sue strade, siamo passati dai vicoli angusti di impianto medievale alle raffinate sequenze di palazzi nobiliari in stile barocco della zona bassa, segno tangibile di uno sviluppo urbano fiorente nel Seicento. Pontremoli ci ha dato il benvenuto con lo storico ponte della Crësa, dalle caratteristiche arcate in pietra risalenti al Trecento. Da lì si scorge in lontananza il Castello del Piagnaro, la fortezza dell’XI secolo che sovrasta l’abitato e regala una vista mozzafiato sulla valle sottostante.

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Poco dopo, inoltrandoci nel nucleo antico della città, siamo giunti in Piazza della Repubblica davanti al noto Campanone, un emblema storico cittadino che risale al XIV secolo: eretto originariamente nel 1322 come torre principale della cinta difensiva denominata Cacciaguerra, voluta da Castruccio Castracani per separare le fazioni rivali, questo monumento ha mantenuto nel tempo la propria identità, diventando la torre civica che con il suono della sua grande campana scandisce ancora oggi la vita della comunità.

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La concattedrale e il ponte dei Quattro Santi
Proseguendo nel nostro percorso, siamo arrivati alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, il principale luogo di culto cattolico cittadino. Il duomo, disegnato dall’architetto Alessandro Capra e realizzato tra il 1636 e il 1687 in raffinato stile barocco, ci ha conquistati con i suoi tre livelli orizzontali ritmati da lesene e semicolonne, il portale d’ingresso sormontato da una lunetta con mosaico dorato, le nicchie laterali ornate da statue di santi e il coronamento superiore con frontone triangolare.

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Tra i numerosi ponti che contraddistinguono la cittadina, abbiamo attraversato anche il ponte dei Quattro Santi, riconoscibile per le suggestive statue di santi poste sui pilastri alle estremità, da cui deriva il nome, con sullo sfondo il profilo del borgo punteggiato da cupole e campanili.

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La torre dei Seratti e il ponte di Castelnuovo
Poco lontano, la nostra attenzione è stata catturata dalla torre dei Seratti (detta anche del Casotto), un’affascinante costruzione trecentesca in pietra con merlatura guelfa, posizionata all’estremità meridionale del borgo medievale, nei pressi della confluenza tra il fiume Magra e il torrente Verde: parte integrante dell’antico apparato difensivo e delle mura cittadine.

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Infine, proseguendo tra le meraviglie di Pontremoli, ci siamo soffermati ad ammirare l’incantevole ponte di Castelnuovo (chiamato anche Ponte Giubileo), capace di offrire uno scorcio suggestivo con l’elegante Oratorio di Nostra Donna sullo sfondo.

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Filetto: piazza del Pozzo e le radici bizantine
Lasciata Pontremoli, ci siamo diretti verso il centro della valle per scoprire Filetto, frazione di Villafranca in Lunigiana, che ci è apparsa come un vero varco temporale. Oltrepassata la monumentale porta Ariberti, ci siamo ritrovati in un borgo fortificato di matrice bizantina, sorto originariamente come avamposto militare per contrastare le incursioni longobarde tra il VI e il VII secolo. La conformazione del paese, caratterizzata da una rara e precisa forma quadrangolare, rivela in modo evidente le sue origini: il nome deriva infatti dal termine greco fulacterion, che significa proprio borgo fortificato.

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Il centro vitale di questo nucleo medievale è la suggestiva piazza del Pozzo, delimitata da austeri edifici in pietra a vista e pavimentata con antiche lastre che testimoniano secoli di vita vissuta. Camminando tra portali in pietra e piccoli archi, si percepisce un’atmosfera sospesa, resa ancora più suggestiva dalla vicinanza della Selva di Filetto, un bosco secolare considerato sacro dagli antichi Liguri Apuani.

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La monumentale porta sud e la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
Continuando a esplorare il borgo murato, l’ingresso alle vie ortogonali avviene tramite passaggi ricchi di fascino, tra i quali spicca la porta Sud. Questa imponente opera difensiva accoglie chi arriva con un ampio arco bugnato, impreziosito da eleganti motivi geometrici a punta di diamante.

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Nella parte alta della facciata si notano eleganti stemmi in pietra scolpiti e mensole decorative aggettanti, a testimonianza del passato feudale legato a famiglie storiche del territorio come i Malaspina e, in seguito, gli Ariberti di Cremona. Poco distante si trova la bella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, punto di riferimento religioso della comunità che conserva la memoria del luogo, impreziosita dal campanile costruito all’interno della struttura originaria.

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Un saluto tra i castelli della val di Magra
Chiudere il nostro itinerario, lasciando alle spalle le pietre millenarie della Lunigiana, ci ha regalato quella tipica nostalgia dei viaggi autentici. Questo territorio, costellato di roccaforti come il Castello Malaspina di Fosdinovo o le fortificazioni di Malgrate, ci ha donato molto più di una semplice vacanza: ci ha fatto riscoprire il valore della lentezza, della scoperta e dell’incontro umano.
Ripercorrere le orme degli antichi pellegrini lungo la via Francigena, che secoli addietro attraversavano questa valle diretti verso Roma, ha conferito al nostro cammino un legame profondo con il passato, lasciandoci la consapevolezza che porteremo sempre con noi il ricordo di questi paesaggi scolpiti nella pietra e nella storia. E chissà, un giorno torneremo per scoprire gli altri piccoli borghi che compongono quest’area, forse meno conosciuti ma non meno affascinanti.