Scopri quali sono le 10 mete europee più deludenti secondo il Telegraph: due località italiane nella lista dei luoghi turistici sopravvalutati.
Il Vecchio Continente vanta un patrimonio culturale straordinario e luoghi dichiarati dall’Unesco, tuttavia non tutti i siti turistici rispettano le promesse della loro notorietà. Il giornale inglese The Telegraph ha pubblicato una lista delle località europee più deludenti, inserendo destinazioni simboliche che annualmente richiamano masse di visitatori. In modo inaspettato, tra queste figurano anche due celebri località del Bel Paese.
Indice
La terrazza di Giulietta a Verona
Al primo posto tra le mete turistiche da cui stare alla larga si posiziona la rinomata Terrazza di Giulietta nella città scaligera. Stando al Telegraph, questa loggia sentimentale non presenta alcun collegamento autentico con William Shakespeare: il drammaturgo inglese non mise mai piede a Verona nel corso della sua esistenza, e l’edificio che custodisce la terrazza non ha nessun rapporto con la vicenda dei due innamorati. Ciononostante, il luogo continua ad attirare moltitudini di turisti, al punto che di recente è stata stabilita una tariffa d’accesso di 12 euro.
Il tour in gondola a Venezia
L’altra meta italiana presente nell’elenco è il classico tragitto in gondola nella Serenissima. La testata britannica contesta principalmente il costo sproporzionato: 90 euro per appena mezz’ora di percorso appaiono esagerati, specialmente tenendo conto che il nucleo storico lagunare risulta frequentemente congestionato dall’eccesso di visitatori.
Il sorriso enigmatico della Monna Lisa
Presso il museo parigino del Louvre, osservare il famoso quadro di Leonardo da Vinci è diventato un’esperienza paragonabile a un’evacuazione organizzata. I turisti devono superare transenne e masse umane per scorgere una piccola tela schermata da un pannello protettivo, in uno spazio dominato dall’affollamento piuttosto che dall’eccellenza pittorica.
La laguna blu islandese
La rinomata zona termale dell’Islanda, tra le attrazioni più immortalate della nazione, viene accusata di “commercializzare un’illusione”. Secondo il Telegraph, anziché rappresentare un fenomeno della natura spontaneo, costituisce un’esperienza termale meticolosamente pianificata, con l’ambiente freddo di una sala d’attesa aeroportuale e liquido che non risulta così trasparente come nelle immagini pubblicitarie.
Gli altri luoghi controversi
L’inventario comprende ulteriori destinazioni conosciute:
Leicester Square nella capitale inglese, situata nel centro di Soho, nonostante accolga sale cinematografiche celebri per le anteprime mondiali, viene ritenuta una destinazione da scansare.
La Roccia di Blarney in terra irlandese, che secondo la tradizione popolare dona capacità oratorie a chi la sfiora con le labbra, viene etichettata come “un frammento di roccia decisamente poco igienico”.
La statua della Sirenetta nella capitale danese rappresenta per il Telegraph “il simbolo perfetto della frustrazione turistica”.
Il Manneken Pis nella capitale belga, la minuscola scultura di un fanciullo che orina, viene descritto come una “mascotte pacchiana straordinariamente buffa”.
La Reeperbahn nella città anseatica, un tempo mitica per i suoi divertimenti serali, oggi alterna club tradizionali a pub anonimi e locali dall’aspetto trascurato.
John O’Groats in territorio scozzese viene contestato per una “falsità geografica”: non è mai stato davvero l’estremo nord della Gran Bretagna, sebbene questa sia la sua principale caratteristica promozionale.
La rassegna del Telegraph ci insegna che la popolarità di una meta non sempre si traduce nella qualità dell’esperienza vissuta. Tra tariffe eccessive, masse di turisti e leggende smentite, questi luoghi iconici frequentemente tradiscono le attese dei viaggiatori, provando che talvolta i tesori meno noti meritano più dei monumenti universalmente acclamati.