Makri, isola ionica greca, all'asta per 250mila euro. Dietro il prezzo basso si celano debiti milionari e severi vincoli ecologici Natura 2000.
Avere un’isola tutta per sé potrebbe sembrare un lusso esclusivo per pochi fortunati con patrimoni da capogiro. Tuttavia, nel territorio ellenico esiste un lembo di terra circondato dal mare che oggi viene messo all’incanto a una cifra incredibilmente accessibile: inferiore al valore medio di un’abitazione americana. Dietro questa proposta allettante, però, si celano numerose complicazioni legate a passività finanziarie, tutele ecologiche e limitazioni costruttive stringenti.
Stiamo parlando di Makri, un’isola priva di abitanti situata nelle acque ioniche. Nel 2022 era stata inserita nel catalogo degli immobili di prestigio con una richiesta di circa 8 milioni di euro, pubblicizzata come destinazione perfetta per strutture ricettive esclusive, residenze di pregio e ospitalità di alto livello. Adesso, invece, la base d’asta si è ridotta a circa 250 mila euro.
Un importo che lascia stupefatti, specialmente se paragonato al costo medio di un immobile residenziale negli Stati Uniti, che si aggira intorno ai 450 mila euro.
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Le ragioni del prezzo ridotto
Il motivo è chiaro: rilevare Makri comporta l’assunzione di una serie considerevole di criticità giuridiche, tributarie e di conservazione naturale.
Stando a quanto riportato dai quotidiani greci, sull’isola pendono passività e pretese del fisco superiori a 20 milioni di euro, comprese richieste avanzate dalle autorità elleniche. Per di più, la maggior parte delle iniziative edilizie ipotizzate precedentemente risulterebbero irrealizzabili.
L’isola, infatti, appartiene alle zone tutelate della rete continentale Natura 2000 ed è riconosciuta come territorio di rilevante valore ecologico. Ciò implica che qualsiasi operazione costruttiva richiederebbe permessi estremamente articolati, potenzialmente fino a un provvedimento presidenziale.
C’è di più: l’isola risulterebbe catalogata anche come zona boschiva sottoposta a protezione, un elemento che restringe ulteriormente le possibilità di edificare alberghi, complessi ricettivi o opere turistiche impattanti.
Un angolo naturale preservato
Ed è esattamente questo l’aspetto più significativo della questione. Diversamente da numerose altre terre emerse greche sommerse dal turismo di massa, Makri è rimasta del tutto preservata.
Nessuna struttura di lusso, approdo per imbarcazioni da diporto o stabilimento balneare: solamente litorali frastagliati, acque trasparenti e ricchezza biologica tipica del Mediterraneo. Un tesoro naturalistico che oggi potrebbe diventare un esempio significativo di salvaguardia ambientale contrapposta alla commercializzazione del territorio.
In passato l’isola era stata presentata come futura destinazione del turismo d’élite globale. Oggi, al contrario, i vincoli di tutela sembrano aver bloccato in modo definitivo qualsiasi grande progetto costruttivo.
Quali utilizzi sono effettivamente possibili?
Le opportunità di impiego risulterebbero assai circoscritte. Secondo le fonti giornalistiche locali, Makri potrebbe essere adibita prevalentemente ad attività rurali rispettose dell’ambiente o a iniziative con minimo impatto ecologico.
Chi decidesse di acquistarla dovrebbe inoltre sostenere spese ingenti per dotarla di servizi basilari quali energia elettrica, approvvigionamento idrico e sistemi per la gestione dei rifiuti.
In sintesi: più che un’opportunità di business immobiliare, Makri costituisce oggi un emblema del fragile equilibrio tra conservazione della natura e sviluppo turistico.
E probabilmente è proprio questo il vero tesoro dell’isola: essere rimasta, almeno fino ad ora, una rara porzione di Mediterraneo ancora intatta.